QUALI VINI BERE D’ESTATE DI Carlo Aguzzi e Francesca Fiocchi

L’estate è la stagione che più ci costringe a bere. Cerchiamo almeno di bere bene, dissetandoci con bevande invitanti e fresche (mai ghiacciate!) e, perché no, anche con il vino che è ottenuto esclusivamente dalla fermentazione alcolica totale o parziale di uve fresche, pigiate o no, o di mosti di uve. In fin dei conti è formato per almeno l’85% da acqua. Il resto sono sali minerali, alcoli, enzimi, zuccheri (in primis il fruttosio), composti fenolici con proprietà battericide e antiossidanti, acidi, sostanze azotate, pectine, vitamine ma anche sostanze volatili, che costituiscono l’aroma del vino e quindi la tipicità. L’alcol è presente in piccole quantità, e sono proprio queste che ci regalano una benefica carica energetica che ci permette di reagire alla spossatezza causata dall’afa estiva. Certamente è sempre una questione di misura e buon senso: anche se si tratta di vino moderatamente alcolico, fresco e giovane, è sempre meglio assumerne quantità limitate, giusto per dissetarsi. In più il vino, se bevuto al momento giusto, toglie la sete senza gonfiare lo stomaco come certe bevande analcoliche gassate e ricche di zuccheri aggiunti.

L’Italia ha un enorme vantaggio: le numerose varietà di vitigni ci permettono di bere bene, in tutte le stagioni, sia in montagna, sia al mare o al lago. L’importante è che d’estate i vini siano freschi e fruttati, magari a base di vitigni aromatici, di pronta beva, al massimo tra i 12,5/13°. Tra i bianchi consigliamo il Pinot nero vinificato in bianco dell’Oltrepò Pavese, il Lugana, il Soave, il Friulano, il Pinot grigio, il Verdicchio, il Sauvignon, la Falanghina. Senza dimenticare gli spumanti, metodo classico o Martinotti. Tra i rossi che resistono bene al paragone con bianchi e rosati possiamo contare sul Freisa, sul Merlot, sul Santa Maddalena (St. Magdalener), sul Lambrusco, sul Chianti e, perché no, sul Bonarda e sul Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese. Un’ottima alternativa arriva dai rosati di Merlot o di Pinot nero. Come digestivo o long drink è ottimo il Barbera Chinato, con una sola attenzione: va allungato con cubetti di ghiaccio per far scendere di qualche grado la gradazione alcolica.

Per valutare le virtù del vino “estivo” bisogna far attenzione alla temperatura di servizio. Qualsiasi bevanda bevuta troppo fredda fa male: quella sensazione di immediata percezione di benessere e refrigerio si trasforma ben presto in una sensazione negativa, con nuova voglia di bere. Evitiamo, quindi, di tenere le bottiglie troppo a lungo in frigorifero, anche per evitare una riduzione di volume del sughero che potrebbe alterare il sapore del vino. Meglio ricorrere al tradizionale secchiello con acqua e ghiaccio ed eventualmente al sale grosso per accelerarne il raffreddamento.

Tenendo conto che in estate anche gli ambienti con aria condizionata hanno una temperatura mediamente più alta di quella invernale, consigliamo di servire il vino ad una temperatura leggermente inferiore al dovuto perché, in una sala a 25°C, un vino servito a 6-7 °C passa velocemente a 11-12°C, specialmente se il fruitore del nettare di Bacco si sofferma per coglierne il bouquet o per commentarlo con gli altri commensali.

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