ndando in giro per il mondo ti accorgi che.....

QUELLA VITE CHE VIENE DA LONTANO di Francesca Fiocchi

Versoaln vive in Alto Adige e ha trecentocinquanta anni. Di cosa stiamo parlando? Della vite più vecchia della Terra. Se siete enoappassionati e ad agosto vi sono rimasi solo pochi giorni di ferie da spendere, ecco un’ottima alternativa in grado di soddisfare gli occhi e il palato, visto che dalla magnifica vite, ancora in attività, si ricava un pregiato e rarissimo vino bianco. Una wine tasting experience a trecentosessanta gradi in cui vino e terroir si fondono in una delle cornici naturalistiche più belle del mondo. E un modo per visitare anche i pluripremiati giardini di Sissi di Castel Trauttmansdorff, che dal 2006 hanno assunto la tutela della vite: con i loro ottanta differenti orti botanici sono un posto incantevole in cui perdersi degustando un buon bicchiere di vino. Da qui, in soli trenta minuti, con un servizio gratuito di bus navetta si può raggiungere Castel Katzenzungen, a Prissiano di Tesimo, in una vallata di castagni e alberi da frutto, sul cui pendio settentrionale cresce questa qualità autoctona, aggrappata a un terreno porfideo molto povero. La leggenda narra che sarebbero stati proprio gli ultimi proprietari del castello a piantare la vite agli inizi del XV secolo. Le prime testimonianze risalgono a documenti del 1660. La vite, che secondo gli studi scientifici di Martin Worbes, responsabile dell’International Tree Ring Laboratory di Gottinga, in Germania, sarebbe la più vecchia del mondo, detiene anche un altro primato: con i suoi trecentocinquanta metri quadrati di pergolato è la più grande d’Europa. Un vero e proprio monumento culturale che ha segnato la storia del territorio e della sua gente. Versoaln in dialetto locale significa “assicurarsi per mezzo di corde”, per via dei terreni ripidi e scoscesi che rendono la vendemmia eroica.

Oggi dalle uve, la cui resa varia dai 3 ai 7 quintali all’anno, si ricavano pochi esemplari di bottiglie di un vino bianco particolarissimo, il Versoaln: leggermente fruttato, dalla struttura delicata e di fresca e leggera acidità. Un vino che lavorato in purezza restituisce colori unici, tendenti al verdognolo. E che degustato sul posto ci offre un’esperienza sensoriale in cui presente e passato si confondono. Questa la sua funzione più nobile: far rivivere una storia, un territorio, la sua gente.

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