STOP AND GO NEL VULTURE, A BARILE, DA ELENA FUCCI di Carlo Aguzzi e Francesca Fiocchi

Questa settimana il nostro Stop and go è nel nord della Basilicata, in provincia di Potenza, per la precisione a Barile, cuore della produzione dell’Aglianico, uno straordinario vino rosso che cresce in intensità e gradevolezza con gli anni, tanto da essere definito da alcuni il “Barolo del Sud”.

Questa terra meravigliosa, che fin dall’antichità si presta molto bene alla coltivazione della vite e dell’olio, merita delle riflessioni a monte. Prima del vino c’è il terroir, che ritroviamo con tutta la sua complessità nel bicchiere, al naso e in bocca, e proprio il Vulture è la zona più antica per la produzione di questo tipo di vino, il cui vitigno è stato importato dai Greci addirittura intorno al VII secolo a.C.. Una sub area storico-geografica, quindi, molto importante, dominata dal massiccio del Vulture, con i suoi terreni vulcanici e fortemente minerali, dal colore scuro e pozzolanici, che crea l’habitat ideale per il vitigno dell’Aglianico: è proprio sulle fasce collinari tra i 200 e i 700 metri di altitudine che i vini sprigionano tutta la loro forza e gli aromi varietali caratteristici. Complice la grande ricchezza di acque minerali presenti nel sottosuolo. L’area possiede anche un grande fascino ambientale, costellata com’è di boschi di faggi e castagni, sorgenti, innumerevoli laghetti e aree da pascolo, che rigenerano lo spirito. I laghetti di Monticchio fino ad arrivare alla fiumara di Atella e i sentieri naturalistici di rara bellezza predispongono i sensi alla degustazione. L’Aglianico qui assume caratteristiche organolettiche molto diverse da altri tipi di Aglianico, per via della natura lavica del suolo e del sottosuolo. Terra di grandi eccellenze abbiamo detto: anche l’olio della varietà Ogliarola del Vulture, detta anche “Rapollese”, è un prodotto straordinario, di color giallo ambrato con riflessi verdi, saporito e con un tono piccante.

Tuttavia fino a dieci anni fa non si producevano grandi vini. Si è cominciato ultimamente a lavorare di più sulla qualità e si è aperta la strada a prodotti di alto livello. Nella zona si possono individuare tre aree particolarmente vocate. Una, presso San Savino, a sud-est del monte vulcanico, si sviluppa tra i 560 e 670 metri di altitudine: il vino prodotto è particolarmente raffinato e può superare gli altri in eleganza. A nord, tra i 500 e 600 metri, il paesaggio è dominato dalla vite e dall’ulivo: qui si produce un Aglianico equilibrato, dotato di buona alcolicità. Una terza ed ultima fascia si sviluppa a sud di Venosa, a 430 metri, dove l’Aglianico è particolarmente forte e corposo.

L’aglianico è, inoltre, un vitigno straordinario per longevità e complessità del prodotto. Ha ottenuto la doc nel 1971 ed il disciplinare di produzione prevede una gradazione alcolica minima di 12,5 gradi ed un invecchiamento di almeno tre anni, di cui due in botti di legno. Se il periodo di affinamento è di almeno 5 anni può riportare in etichetta la qualifica di “riserva”. La denominazione può essere utilizzata per indicare anche un vino spumante naturale ottenuto con i mosti ed i vini che rispondono alle condizioni previste dal disciplinare stesso. Prima dell’ultima guerra era costume produrre l’Aglianico in versione amabile frizzante. Quello attuale, invece, è un vino rosso di stoffa, secco e di lunga maturazione.

L’azienda di cui parliamo si trova a circa 650 metri di altitudine tra viti e uliveti: la vendemmia qui è fatta interamente a mano a fine ottobre, quando le uve sono al punto ottimale di maturazione. La forma di allevamento della zona è il Guyot corto, l’alberello, il capanno tipici del Vulture. L’Aglianico degustato è uno dei grandi – e riconoscibili – vini doc del Sud, tra i più prestigiosi dell’enologia lucana e ha un nome abbastanza originale: “Titolo”, dell’azienda di Elena Fucci, a Barile, e riprende l’antico nome della vigna. Salvatore e sua figlia Elena, maestri vinai da quattro generazioni, lavorano ancora con metodi artigianali seguendo personalmente tutta la filiera: dall’uva in vigna alla bottiglia finita pronta per il mercato. Il lavoro svolto in campagna non è viticoltura ma una vera e propria opera di giardinaggio, tanta è la cura che è dedicata alle viti. Elena su queste terre ha scommesso prima di tutto se stessa. Anni fa, quando la famiglia si è trovata sul punto di vendere, decide di reimpostare i suoi progetti di vita e portare avanti la tradizione. Primo step: si iscrive alla facoltà di viticoltura ed enologia. Lavora in vigna e in cantina. Il tempo le ha dato ragione. E a noi piace raccontare questa Italia pulita che lavora con tanta passione e serietà e che vede le donne protagoniste. Donne capaci e meritevoli. Al pari degli uomini. 

Tornando al nostro vino, aglianico in purezza, dobbiamo riconoscere che può competere con certi Nebbiolo piemontesi per potenza e complessità.Viene lasciato maturare in barriques nuove per almeno dodici mesi e l’imbottigliamento è verso la fine dell’anno successivo. Ma non è finita. Il vino è sottoposto a un ulteriore affinamento in bottiglia per altri dodici mesi prima di essere consumato. Quattordici i gradi, un bel colore rosso rubino tendente al granata, al naso è elegante e fine, e si percepiscono profumi di piccoli frutti rossi, prugna e rabarbaro, con sentori speziati. Il passaggio in legno è evidenziato da una nota di cannella e vaniglia. Al palato si apre con sensazioni calde e armoniose anche se richiede un po’ di tempo per sviluppare la sua complessa natura. Importante è la persistenza aromatica. Questo vino merita di essere degustato e servito con grandi piatti di carne, come faraone o fagiano in umido, o con formaggi ben stagionati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...