BOURGOGNE AOC 2012 HAUTES COTES DE NUIT… SUPREME! di Carlo Aguzzi

Quando parliamo di Borgogna, una regione che con solo venticinquemila ettari vitati produce i grandi vini da mito, ci riferiamo fondamentalmente al pinot nero per i rossi e allo chardonnay per i bianchi. Due uve che hanno fatto il giro del mondo ma che solo in questa terra francese benedetta dal Signore hanno saputo esprimere un carattere eccezionale.

Proprio riferendosi all’esclusività di questi vini un noto vigneron ha detto:”Non si può svelare il mistero di un sogno ma per conoscere almeno un segreto bisogna guardare nel pozzo profondo del castello di Clos de Veugeot“. Sono infatti quei trenta metri di calcare a conferire alle vigne, profondamente radicate nel sottosuolo, un’aureola di eccellenza che sopravvive nei secoli. Tanti sono i fattori che concorrono a rendere grandi questi vini: la composizione della terra in primo luogo ma anche il sole, il vento, la luce, l’esposizione favorevole dei terreni, la dedizione secolare del vignaiolo ma soprattutto la storia, o meglio una storia ben scritta. Proprio nei pressi del monastero di Citeaux, a pochi chilometri di distanza da Beaune, nel 1112 i monaci si dedicarono a lavori umili e massacranti, soprattutto nei campi e nei vigneti. Anno dopo anno arrivarono a compilare una intera banca dati di informazioni enologiche: periodi differenziati di vendemmia, nuovi sistemi di potatura, selezioni di uve e suolo. Il loro contributo più importante fu il concetto di “cru”, ossia di una porzione di vigneto omogenea che produce vini di qualità e sapore costante, identificati da muretti di recinzione. Pensate che il muro che delimita Clos de Veugeot è stato costruito nel 1330!

La rivoluzione francese e Napoleone cambiarono tutto. I beni della nobiltà e del clero furono espropriati e ciò dette luogo a una parcellizzazione dei fondi coltivati. Ancor oggi i villaggi dei “vigneron” sono rimasti tali: piccoli agglomerati con la loro chiesetta, la farmacia, il caffè dove i vecchietti tirano tardi giocando a carte, la boulangerie con l’insegna rossa dove una robusta signora ti incarta la baguette ancora calda, una tabaccheria dove trovi di tutto ed i viticoltori proprietari del loro piccolo appezzamento di terra, appena fuori dal paese, chiuso dal muretto a secco che ne protegge i segreti e le uve.

Nel cuore del Vosne Romanée c’è un piccolo vigneto circondato da un muro. Appartiene a Michel Gros, che ha molte ampie particelle sparse nei vigneti di Borgogna. Proprio dal frutto di uno di questi vigneti abbiamo avuto modo di assaggiare un vino bianco che ci ha particolarmente entusiasmato: il Bourgogne aoc 2012 Hautes Cotes de Nuit. É un grande Chardonnay che, all’esame visivo, si presenta di colore giallo paglierino, limpido e brillante. Al naso esprime un bouquet molto complesso e intenso, con sentori di agrumi, note minerali, vaniglia e burro. In bocca risulta fresco, con buona sapidità, equilibrato, di grande persistenza e struttura, con note finali di vaniglia a conferma dell’impressione olfattiva. Si avverte il legno che, tuttavia, non disturba. Per quanto riguarda l’abbinamento con il cibo si potrebbe accostare a scampi al curry, capesante gratinate, risotto con polpa di granchio, escargots in umido o formaggi come il brie o i tomini di capra. Madame et Monsieur, la classe n’est pas de l’eau!

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