ROSE WINE PASSION…di Carlo Aguzzi

Generalmente freschi, profumati e facili da bere i vini rosati finalmente stanno trovando la loro giusta valorizzazione anche in Italia, vittime ancora di tanti pregiudizi e luoghi comuni. I motivi di questa iniziale diffidenza sono più di uno: sono considerati “né carne né pesce”, si crede che vengano ottenuti con pratiche poco chiare (che il loro colore derivi da una mescolanza tra uve rosse e uve bianche), sono giudicati vini per non intenditori e, finora, sono stati soffocati dalle mode prima dei vini bianchi strutturati, come Chardonnay in barrique, poi dei vini rossi importanti e potenti come i Supertuscans o i Pinot neri stile Sideways.

Ora, vinta la diffidenza emersa tra gli anni ’80 e ’90 del secolo passato, il rosato sta vivendo una seconda vita, ritornando prepotentemente di moda e comparendo sulle tavole di pranzi, cene, happy hour. Tutto questo lo si deve grazie ai progressi qualitativi in vigna e in cantina ma, sopratutto, ad una maggiore informazione e cultura sulla loro versatilità negli abbinamenti con il cibo. In sintesi i rosati riempiono sempre di più i nostri calici e conoscono margini di crescita sempre più ampi: se ne produce e consuma soprattutto in Europa, continente in cui spicca il primato della Francia – soprattutto la sua parte meridionale, ma troviamo esempi anche nel Nord come i celebri Rosé des Riceys e Rosé d’Anjou -, seguita a ruota dall’Italia – eccellenti quelli di Puglia, Veneto, Abruzzo – e, più distanziati, gli altri paesi come la Spagna e l’Austria con il suo Schilcher.

Il numero delle etichette, sia vini fermi o spumanti, è oggi notevolmente aumentato ed il consumatore è in grado di trovare una variegata gamma di rosati ideali per ogni abbinamento, grazie alla discreta quantità di tannini e alla spiccata freschezza: sono vini perfetti per accompagnare piatti leggeri, specie se si scelgono portate diverse sia a base di pesce sia di carne e non si vuol cambiare vino. Ideali nei casi in cui un rosso sarebbe fuori luogo – perché più strutturato e astringente – e un bianco – per via della sua maggiore acidità – inadatto perché occorre qualcosa “di più”. Sono perfetti come aperitivi, per la loro bassa temperatura di servizio, ma anche per accompagnare carni bianche, arrosti, zuppe di pesce, formaggi freschi, sformati di verdure.

Un altro fattore che ha promosso la valorizzazione dei rosati risiede nell’alimentazione moderna che richiede minor apporto di grassi e, di conseguenza, vini meno strutturati ma consistenti al gusto. Anche il riscaldamento della nostra Terra ha contribuito alla diffusione dei rosati: il maggior caldo delle ultime estati ha influenzato la maturazione delle uve rosse, producendo vini rossi più corposi e alcolici. Il rosato copre proprio il gap tra bianchi beverini e rossi più corposi.

Anche la moda e la pubblicità hanno svolto un ruolo determinante: il New York Times ha dedicato ai rosati uno speciale dal titolo “Il vino con cui dovete farvi vedere in giro”; lo scrittore John le Carré lo beve a mezzogiorno, Sting e Bruce Springsteen, come hanno pubblicamente ammesso, lo sorseggiano per ispirarsi, mentre Sharon Stone ci farebbe addirittura il bagno…

Un altro aspetto positivo è il colore. A prescindere dalla scuola dei colori dell’Ais, i rosati presentano tantissime sfumature: ramato, corallo, aranciato, lampone, ciliegia, rosa antico, albicocca, buccia di cipolla, petali di rosa e pesca , salmone…. Senza contare che il rosa è il simbolo della gioia, della grazia, del bello nonché della femminilità (quante quote rosa in parlamento, nello sport, nel mondo dell’imprenditoria e del vino).

Attualmente la qualità dei vari rosati non si discute, anche se ci sono ancora buone possibilità di crescita. Bisogna superare un ultimo ostacolo che si chiama “stagionalità”, perché il rosato viene ancora considerato un vino leggero, fresco, prettamente estivo, che ci regala la suggestione di dissetare, specie se servito molto freddo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...