AUTOCHTONA 2015… E LE ECCELLENZE TIPICAMENTE ITALIANE di Francesca Fiocchi

Una Bolzano (e dintorni) tutta da assaporare nelle sue enoteche prestigiose, nei wine bar – che puoi permetterti il lusso di non conoscere tanto dove caschi per male che vada bevi bene -, nelle tipiche stube tirolesi completamente rivestite di legno e nei numerosi eventi artistici, culturali ed enogastronomici di cui la città pullula in quest’autunno caldo di iniziative. L’occasione potrebbe essere la due giorni non-stop di “Autochtona 2015”, la dodicesima edizione del Forum nazionale dei vini autoctoni di Fiera Bolzano, in collaborazione con Ais Lombardia, che lunedì e martedì prossimi darà appuntamento a vignaioli, giornalisti, blogger e semplici curiosi accomunati da un’unica passione: il vino e la sua terra, espressione della nostra artigianalità e di quella infinita biodiversità che ci rende unici nel mondo. Evento di eccellenza che si svolge in contemporanea con la trentanovesima edizione di “Hotel”, la quattro giorni della Fiera internazionale specializzata per hotellerie e gastronomia. Sullo sfondo il fascino ineguagliabile delle Dolomiti, di castelli, rocche e residenze storiche, del rito del Torggelen che al vino aggiungono il sogno. Perché il Trentino questo è: la poesia della carezza di un bicchiere che scalda le fredde vette.

Più di cento i produttori espositori, provenienti da tutta Italia, per un totale di oltre trecento etichette in degustazione. Una selezione improntata alla qualità e tipicità delle cultivar, per permettere al pubblico di scoprire e assaporare i gioielli nascosti della migliore tradizione vitivinicola delle nostre regioni, valorizzando la tipicità di vini che raccontano una storia tutta italiana, nascosta nelle pieghe della terra e nell’arte di generosi e abili maestri artigiani. La due giorni bolzanina è ormai diventata un punto di riferimento per conoscere da vicino tante piccole realtà e i loro interpreti che portano avanti con passione e determinazione un lavoro di valorizzazione del patrimonio ampelografico italiano. Produzioni spesso di nicchia che certificano il grande legame tra il lavoro dell’uomo, areali di pregio e vitigni ad essi intimamente legati da antiche tradizioni. Il criterio di selezione della manifestazione limita l’adesione alle sole etichette italiane con una percentuale di vitigni autoctoni pari almeno al 95 per cento.

La kermesse sarà impreziosita da due appuntamenti ormai cult: la selezione “Autoctoni che passione!”, dove le migliori etichette in degustazione verranno premiate con gli “Autochtona Award” da una commissione di wine journalist italiani e internazionali e la rassegna “Tasting Lagrein”, degustazione comparativa organizzata in collaborazione con il Consorzio Vini Alto Adige, che assegnerà i riconoscimenti per i migliori vini Lagrein, vitigno autoctono a bacca rossa che viene vinificato in rosato (Kretzer) e in scuro (Dunkel). Le giornate sul vino di Fiera Bolzano proseguiranno infine con l’appuntamento dedicato ai Vignaioli dell’Alto Adige (mercoledì 21 ottobre) con i tavoli di assaggio di “Vinea Tirolensis”.

E se in Italia sono oltre mille i vitigni autoctoni riconosciuti, bisogna distinguere tra quelli che si possono effettivamente coltivare perché capaci di regalare vino di qualità e quelli che destano mera curiosità storica. <<Abbiamo la maggior ricchezza genetica, dopo di noi ci sono Portogallo e Francia>>, spiega il professor Attilio Scienza. <<Trecento vitigni autoctoni già li coltiviamo, altri duecento sarebbero da recuperare e valorizzare. Il resto, circa cinquecento, sono vitigni reliquia, piccole curiosità da collezione di cui non abbiamo informazioni sufficienti per pensare a un loro impianto. Tra le regioni più ricche di varietà figurano Toscana, Calabria e da ultimo la Sicilia, regione in cui si è scoperto un patrimonio straordinario di vitigni autoctoni.  Molti altri, però, sono ancora sommersi. La loro scoperta e successiva valorizzazione dipendono da come si attivano le regioni, da quanta voglia e possibilità di investire hanno>>.

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