LA VERSA IERI, OGGI, DOMANI di Carlo Aguzzi

Dolci colline dalle linee morbide, paesini dispersi nella nebbia, arroccati, preziosi e nascosti come perle nere nelle ostriche, dai colori accesi sia in estate sia in autunno, rubati alla tavolozza di un pittore: ecco, questo è per me il terroir della Valle Versa, in provincia di Pavia, da dove provengono le uve destinate alla Cantina di Santa Maria della Versa, prima zona in Italia per la produzione di pinot nero, vitigno straordinario tra i più difficili da coltivare e vinificare, e vino altrettanto straordinario se lavorato con giudizio. Il pinot nero è anche l’uva a bacca rossa più utilizzata per la produzione di grandi spumanti metodo classico.

In questo contesto poetico nasce la cantina La Versa il 21 maggio 1905, grazie all’iniziativa di 22 “pionieri”, coordinati dal fondatore Cesare Gustavo Faravelli. Gente laboriosa, fiera, ancorata alle proprie origini contadine. Già nel 1907 viene avviata la lavorazione degli spumanti naturali e nel 1930 si intraprende l’avventura del metodo classico ed inizia la commercializzazione del vino in bottiglia. Nel 1972, con l’avvento del lungimirante Duca Denari l’azienda acquisisce un’immagine trainante per tutto l’Oltrepò Pavese, immagine che potrebbe recuperare con uomini e idee nuove. Da sempre credo nei giovani, nostra grande risorsa, e in azienda ne ho già individuati alcuni capaci e meritevoli, mossi da una grande passione. Tornando al passato glorioso, il duca promotore e presidente del Consorzio dei vini doc, fonda anche l’istituto dello Spumante Classico Italiano, dando un impulso determinante alla produzione nazionale. Quanto mi manchi Duca Denari! Attualmente, dopo un periodo “buio” caratterizzato da una crisi economica ragguardevole, La Versa sembra dare timidi segni di ripresa. Da pochi mesi il nuovo amministratore delegato, il bresciano Abele Lanzanova, grande esperienza nel settore e persona estremamente cordiale, ha raccolto l’impegnativa eredità espressa dai fondatori e dal Duca Denari:

  • il rispetto della tradizione unita alla moderna cultura agronomica

  • la conservazione del suo patrimonio storico e culturale

  • la cura scrupolosa di tutto il processo produttivo mirato ad ottenere una gamma di prodotti ad elevato livello qualitativo

Proseguire su questa linea è il mio auspicio: bisogna imparare dal passato, anche dagli errori commessi, proprio per non farli ancora, ma guardando soprattutto al futuro, al di sopra dei particolarismi. Qui, nel regno del pinot nero, vorrei che i vini La Versa, azienda che porto nel cuore e per la quale lavoro da anni come sommelier, diventassero un mezzo per raccontare la storia della valle, terra di forti contrasti ma legata dallo stretto rapporto tra clima, suolo, vitigno e viticoltore, indispensabile per ottenere vini di alta qualità, senza dimenticare il motto dei fondatori: “concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur”, ovvero “le piccole cose diventano grandi con la concordia, le cose anche grandi svaniscono con la discordia ” (Bellum Iugurthinum 10,6, Sallustio).

Un pensiero su “LA VERSA IERI, OGGI, DOMANI di Carlo Aguzzi

  1. I vini DOC dovrebbero essere accompagnati da certificazione dei polifenoli (es rilasciata dall’Università Cattolica di Piacenza-Facoltà di Agraria-Chimica Organica) : vera impronta digitale di genuinità quando si vuole perseguire la VERA qualità a tutela del consumatore!

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