PINOT NERO COSTARSA 2010 MONTELIO di Carlo Aguzzi

 

Questa settimana abbiamo visitato l’azienda Montelio in Oltrepò Pavese. Caterina e Giovanna Brazzola sono l’ottava generazione di imprenditori agricoli discendenti da Angelo Domenico Mazza, che iniziò l’acquisto di terreni nel territorio di Codevilla nel 1802, periodo di dominazione napoleonica.

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La Montelio – nata nel 1848 – sorge sui resti di un antico monastero dove già nel 1200 si parlava di contratti d’affitto e coltivazione della vite. L’impulso alla produzione vinicola lo si deve all’inegner. Domenico Mazza, che non solo chiamò a lavorare presso l’azienda un enologo francese di Reims ma volle la commercializzazione del vino in bottiglie, bottiglie dalla forma particolare da lui stesso disegnate e che ancor oggi sono riproposte per i loro vini più rappresentativi. Dopo Domenico, il figlio Gaspare e la nipote Anna Maria con il marito Roberto Sesia, nonni delle attuali proprietarie, continuarono la tradizione aziendale senza trascurare innovazioni in cantina e in vigna come l’introduzione del Muller Thurgau ed il Merlot.

Il corpo aziendale si trova a fianco dei vigneti: si può vedere il cortile padronale con il vecchio torchio del XIX secolo e la cantina sotterranea comprendente “l’infernot” risalente alla seconda metà del 1600. Il nome “Montelio” sta a significare Monte del Sole, quasi a testimoniare la felice esposizione dei vigneti, posti tra i 180 ed i 280 metri sul livello del mare. La superficie totale dell’azienda è di circa 80 ettari di cui 28, in un unico corpo, sono coltivati a vigneto specializzato, con numero limitato di trattamenti e utilizzando prodotti a basso impatto ambientale. La piantumazione, l’utilizzo di siepi ed alberi e la collocazione nei vigneti di 230 nidi per uccelli rafforzano ancor di più questa precisa scelta imprenditoriale.

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Il vino che abbiamo degustato è il Costarsa 2010, fiore all’occhiello dell’enologo Mario maffi (con noi in foto) e vincitore della medaglia d’argento al Decanter 2015. Ottenuto dalla vinificazione di uve pinot nero al 100% (da 5 cloni francesi ed italiani) raggiunge i 13 – 14 di gradazione alcolica a seconda dell’annata e si gusta al meglio attorno al quinto- sesto anno dall’imbottigliamento. Matura per il 50% in botti da 25hl e per il rimanente in piccole botti per circa un anno e viene successivamente affinato per almeno un altro anno in bottiglia. L’esame visivo evidenzia un bel colore rosso rubino leggermente scarico, con leggeri riflessi aranciati. All’olfatto si impongono note intense di cassis e marasca, che lasciano spazio successivamente ad eleganti sentori di rosa appassita, liquirizia, vegetale secco e cuoio. L’aspetto gusto-olfattivo si rivela di grande equilibrio, vellutato, con lunga persistenza. Come accostamento gastronomico si consigliano formaggi a pasta semi dura, pasticcio di lumache, petto d’anatra o faraona alla creta. Bon appétit!

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