IL MONDO TOGNAZZA SBARCA A FERRARA di Francesca Fiocchi

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All’opening del nuovo showroom della Tognazza Amata non potevo mancare. Per vari motivi: l’eccellenza dei prodotti su tutto, ma non secondariamente la serietà e l’impegno di Gianmarco Tognazzi nel portare avanti la sua linea di vini, e il mondo Tognazza, quando potrebbe tranquillamente dedicarsi a tempo pieno a una cosa che tra l’altro gli riesce benissimo: il cinema. Che si sia complicato la vita lo penso, in tempi dove non è facile scommettere su progetti ambiziosi, per di più in un territorio da risollevare, quello dei Castelli Romani, tempi che richiedono coraggio e una personalità forte, determinata. Ma anche una mente creativa, che partorisca progetti alla velocità della luce. Tutte caratteristiche che in Gianmarco Tognazzi, e nelle persone che lo circondano, ho riscontrato. Oggi ritengo che abbia fatto bene a rischiare, mettendoci la faccia. Un applauso per essere riuscito a connotare l’innesto sulla tradizione, quella del grande Ugo, in termini di unicità, aggiungendo quel quid che proietta La Tognazza dal passato al futuro, senza trasudare di déjà-vu. Quando Gianmarco Tognazzi parla di cultura del vino non si riferisce solo alla storia del vitigno e di quel vino in particolare, ma comunica un lifestyle, un atteggiamento mentale, tutta una branca di saperi che col vino arrivano a creare delle meravigliose sinergie, una wine experience unica nel suo genere. Diversi i personaggi dello spettacolo italiani e stranieri che hanno acquistato vigneti per fare il vino perché va di moda. Ma quanti hanno una storia da raccontare e reinterpretare?

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La location prescelta è il prestigioso Palazzo Spisani nel cuore di Ferrara: più di cento metri quadrati dedicati all’azienda e ai suoi prodotti – oltre i vini, una selezione di bontà gastronomiche, tra cui l’olio extravergine brematurato. Serata conclusasi al ristorante Lemòkò per festeggiare il compleanno di Ugo Tognazzi (23 marzo), dove lo chef Guido Mascellani ha reinterpretato alcune ricette di Ugo tratte dal libro “La mia cucina”. Un’occasione per degustare i vini della Tognazza, due rossi – l’Antani e il Come se fosse, rispettivamente un Syrah e un Merlot – e un bianco – il Tapioco, realizzato con vitigni a bacca bianca tipici laziali -, ma in arrivo tante sono le novità di cui vi parleremo prossimamente.

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Oltre il vino una storia da raccontare, dicevamo. È questo il punto. Un punto che non sa di improvvisazione ma di cuore, passione, volontà: quelli di chi in quel contesto ci è nato. E che fa la differenza. <<Ad Ugo dobbiamo tanto ed è doveroso portarne avanti il messaggio e tutto quello che ha fatto precorrendo i tempi, ma oggi siamo noi a continuare con il nostro carico di vita e di saperi, con una nostra precisa identità che del vino e di tutto quello che gli gira intorno fa cultura>> spiega Gianmarco Tognazzi. <<Lo showroom rappresenta la crescita di un’azienda di nicchia, con una sua personalità forte e suggestiva, molto attenta alla qualità e alla selezione dei suoi prodotti gastronomici, un brand che si sta confermando di successo ed è anche e soprattutto un lifestyle che guarda al gusto, all’arte, alla convivialità>>.

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Degusto un elegantissimo Antani 2014, che tra qualche anno raggiungerà la sua massima espressione: syrah laziale e cabernet franc del sud dell’Umbria, gusto rotondo, che ben si presta a una lunga maturazione in botte, qui sono sei mesi di legno in barrique di rovere e tre mesi di affinamento in bottiglia. Il terreno vulcanico dei Castelli ci regala un rosso rubino con sfumature violacee, al palato setoso e al naso intenso, che ci rimanda immediatamente agli aromi tipici del vitigno nel Lazio: un bouquet fruttato di ribes nero, prugna, mora, ciliegia maturi che vira alla confettura, con sentori intriganti speziati, tra cui si percepisce in maniera netta una nota di pepe nero, non invasiva come in altri Syrah degustati. Il massimo della raffinatezza è data da un’impercettibile tono fumè, impreziosito da un finale lungo di rabarbaro, cacao e liquirizia. Gli aromi tostati tipici del legno, come la vaniglia, escono in modo meraviglioso, a sottolineare una raccolta matura delle uve. Di buon corpo e struttura, persistente, con tannini di grana fine. Si esalta su secondi importanti a base di carne. Nota: il 2014 è stata un’annata penalizzata da piogge copiose e muffe, che a sua volta ha penalizzato molti vini. Chapeau!

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