CANNES, 32 MEDAGLIE ALL’ITALIA di Francesca Fiocchi

Rosa è bello e bere in rosa è sempre più cool. Brioso, conviviale, di tendenza, il rosé – a noi piace molto la definizione “vino in rosa” – è in crescita esponenziale dal punto di vista qualitativo e delle vendite. Qualità che a livello internazionale è stata definitivamente consacrata da Le Mondial du Rosé di Cannes, concorso enologico dedicato ai vini rosati nel mondo, giunto quest’anno alla tredicesima edizione, che ha appena, e di nuovo, incoronato la Francia primatista incontrastata nel settore con 254 medaglie, di cui 49 ori e 205 argenti. Francia che produce i migliori rosé in assoluto. In testa alla produzione la Provenza, famosa per i suoi vini pallidi, fruttati e corposi: qui si concentra il il 40% della produzione nazionale e il 5,6% del rosato totale nel mondo. Il concorso, ideato e gestito dall’Union des Oenologues des France, ha assegnato 376 medaglie (67 ori e 309 argenti) a fronte di 1200 campioni provenienti da 28 Paesi viticoli, degustati alla cieca da 59 esperti degustatori internazionali. Di questi campioni più della metà è pervenuta dalla Francia, nazione che detiene la leadership incontrastata nella produzione e nel consumo di rosati con un terzo di tutto il vino bevuto nei suoi confini nazionali. Grandi risultati anche per l’Italia che porta a casa 32 medaglie: 7 ori e 25 argenti.

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È il Bardolino Chiaretto, il vino doc del Garda veronese, versione rosé della doc Bardolino, a fare la parte del leone con sei medaglie: una d’oro e cinque d’argento. Inarrestabile il futuro di questo vino, suadente, dal colore rosa che con l’invecchiamento tende al granata, ottenuto da una macerazione di qualche ora delle bucce con il mosto. Un vino fresco, sapido, con buona acidità, dal bouquet floreale e fruttato, che negli ultimi anni sta mettendo d’accordo la critica enologica delle bottiglie “importanti”, quella stessa critica che in passato lo ha sempre guardato con sospetto.

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Bardolino, dicevamo, che tra i rosati italiani si è aggiudicato più medaglie. L’oro è della cantina Zeni con il Bardolino Chiaretto Brut, uno spumante che aveva dato buona prova di sé anche nelle altre edizioni del concorso: fragrante, dal sapore rotondo, prodotto con metodo Charmat e affinato in bottiglia per sei mesi, è ricavato da vitigni corvina (55%), rondinella (35%) e molinara (10%). Per Zeni anche un argento con il Bardolino Chiaretto Classico Vigne Alte 2015: intenso, fruttato, dal sapore asciutto e vivace, è un vino da bersi giovane. Argento per l’azienda Benazzoli di Pastrengo con il Bardolino Chiaretto Brut Femme Fatale, spumante da uve corvina (80%) e rondinella (20%), rosa brillante, elegante, fruttato, dal perlage fine, che aggiungere altro? Ah sì, sul sito aziendale leggo: “È una donna maliziosa e attraente, già dal nome racchiude l’essenza pura della seduzione. Una donna desiderata, dai tratti misteriosi”. Due medaglie anche all’azienda Vigneti Villabella, a Calmasino, nel cuore del Bardolino classico, per le annate 2015 del delicatissimo Bardolino Chiaretto Classico e del Bardolino Chiaretto Classico Biologico Villa Cordevigo dai vigneti di Cavaion Veronese: quest’ultimo conquista con quella sua particolare morbidezza conferita dalla fermentazione malolattica e con note di albicoccca, zucchero filato e miele. L’ultimo argento per questo splendido vino è dell’azienda agricola Marcello Marchesini, a Lazise, con il Bardolino Chiaretto L’ Aurora, uno spumante romantico, in linea con la filosofia aziendale, come si legge sul sito: “Il vino è la poesia della terra”.

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I dati italiani non sono minimamente paragonabili a quelli francesi: da noi il vino in rosa è sulla soglia del 10%, ma la sua cultura sta conquistando sempre più wine lover. Il Bardolino Chiaretto è il più venduto nel settore rosati italiani e continua la sua ascesa, convincendo come vino a tutto pasto e per ogni periodo dell’anno. Nell’ultimo quinquennio il Chiaretto ha conosciuto un’impennata che ne ha raddoppiato la produzione: oggi siamo sui dieci milioni di bottiglie. A questo successo ha contribuito la “Rosé Revolution”, che dal 2014 ha portato a un nuovo stile: colori delicatissimi rosa litchi; macerazioni sulle bucce di corvina e rondinella molto brevi; bassa temperatura per estrarre al meglio i profumi caratteristici di fiori, erbe officinali e agrumi; freschezza e sapidità immutate; gradazione alcolica leggermente più bassa (www.chiaretto.pink). Per non parlare dei risultati più che positivi al padiglione Pizza & Chiaretto a Vinitaly, un abbinamento ormai sempre più consolidato. Magnifico anche con il sushi e la cucina giapponese, e ancora con crostacei, fritto di pesce, paella e, se con buona struttura, con carni e piatti a base di tartufo nero estivo.

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Tornando al medagliere, altri sei ori per sei case vinicole italiane che insieme a Zeni raggiungono l’optimum dell’espressione gustativa della loro denominazione: l’azienda agricola Pratello, di Vincenzo Bertola, con il Sant’Emiliano Doc Valtenesi Chiaretto 2015, da uve groppello, marzemino, barbera e sangiovese; Tenute Agricole Masciarelli con il Gianni Masciarelli Cerasuolo d’Abruzzo Doc Montepulciano 2015, da una selezione di uve Montepulciano in purezza; la cooperativa Olearia Vinicola Orsogna con il Mallorio igt Terre di Chieti 2015, azienda che tra l’altro vince anche due argenti con le annate 2015 del Mallorio Cerasuolo d’Abruzzo Dop e del Maylea Rosato Igt; Torrevento con il suo Maremosso Puglia Igt Rosè Frizzante Bombino Nero 2015; la vinicola Zito Cirò con Zito Imerio Doc Cirò 2015, prodotto dalla vinificazione in bianco di uve selezionate gaglioppo; La Tordera con il Gabry Rosé Merlot Extra Dry Doc Conegliano e Valdobbiadene 2015, da uve rosse vinificate in bianco: merlot, appunto, e incrocio Manzoni 13.0.25 – l’abbinamento consigliato sul sito aziendale è davvero sfizioso, ossia con risotto alla fragola, stracotto alle ciliegie, cestino di frolla, crema chantilly e macerato di fragole e rosé. (Per il medagliere completo http://www.mondial-du-rose.com).

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Pink goes everything leggiamo sul sito della “Rosé Revolution”. Perché il rosa sta con tutto, come un paio di jeans.

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