KRUG E LA GRANDE BELLEZZA di Francesca Fiocchi

Se vi capita di passare da Roma in questo periodo non perdetevi un brindisi con un Krug sulle magnifiche terrazze con vista panoramica sulla Capitale, nelle enoteche, nei lounge bar o nei suoi ristoranti più glamour. E perché no, con una capatina ad Ariccia, all’Antica Porchetta o dalla sora Ines a mangiare porchetta e pane casereccio serviti ancora caldi, tappa per me imperdibile ogni volta che sono da queste parti, e se non ci sono faccio in modo di arrivarci, porchetta tra l’altro tiepida, succulenta e con crosticina croccante che qui è un’arte e che io abbino con tutto, per gioco e per provocazione anche con un grandissimo champagne, a proposito non dimenticate di portarlo con voi in borsetta. Tres chic!

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L’iniziativa è “Krug per Roma”, fino al 20 maggio un mese di degustazioni, sessioni didattiche, attraverso masterclass e trainings, e di totale immersione nella grande bellezza di un Krug, di Roma. La città eterna per antonomasia per un vino eterno, simbolo della Champagne – Ardenne. Bottiglie che ti lasciano un segno nel cuore e nell’anima e che ti fanno capire che fare vino è un’arte che non ha nulla da invidiare a un’opera di Michelangelo o Donatello. Un delizioso incontro di due universi così lontani e così interconnessi, scolpiti dal genio dell’artista che plasma la sua materia dando vita a un capolavoro dell’arte, del gusto. Un mese interamente dedicato alla celebre maison fondata da quel visionario romantico che era Joseph Krug, emigrante tedesco della Mosella, nel 1843. Il suo sogno per l’epoca coraggioso o meglio la sua ossessione? Inventare uno champagne, anzi lo champagne: puro piacere. E arriva la Cuvée N.1 antesignana della Grande Cuvée, opulenta, fine, un grande vino che va degustato in silenzio per coglierne l’essenza straordinaria, quella di un’inimitabile cuvée che nasce da 120 vini base pinot nero, chardonnay (largamente prevalente) e pinot meunier di almeno dieci annate differenti, alcuni sono lasciati invecchiare anche 15 anni, cui ne seguono altri sei dall’assemblaggio. Un lavoro certosino lungo oltre vent’anni per far venire alla luce una bottiglia, lavoro fatto di intuizioni, abilità, cuore e ragione.

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Oggi la maison è guidata dalla quinta generazione della famiglia Krug ma è di proprietà della holding LVMH (Louis Vuitton Moet Hennessy), Eric Lebel è lo chef de cave. I suoi piccoli miracoli? La generosa Grande Cuvée, l’audace Rosé, il Millesimé, l’opulento ed elegantissimo chardonnay Clos du Mesnil, il raro Clos d’Ambonnnay e Krug Collection. Nella classifica stilata dal sito di vini WineSearcher.com su dieci bottiglie da 0,75 cl di champagne più costose di sempre tre sono di Krug (non sono state tenute in conto le bottiglie vendute alle aste): Krug Brut David Sugar Engraved “Quail Design in Flowering Tree”, edizione limitata, quella, per intenderci, con una quaglia accovacciata su un albero, opera dell’artista David Sugar; Krug Private Cuvée; Krug Clos d’Ambonnay, prodotto con uva blanc de noirs.

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Senza dimenticare il ristorante “Vivendo…il Mediterraneo” in via Vittorio Emanuele Orlando, zona Stazione Termini, guidato dall’executive chef Francesco Donatelli, dove abbandonarsi in un viaggio del gusto annaffiato da una raffinata selezione di rare bottiglie di champagne Krug. Il sodalizio con la maison de champagne dà vita all’esclusivo spazio Krug all’interno del ristorante: degustazioni (veramente) d’autore ed eventi privati a tema champagne. Oltre alla mitica Grande Cuvée possiamo trovare Krug 2000, la celebrazione dell’ultimo millennio: come si legge su www.ristorantevivendo.it uno champagne di raffinatezza ineguagliabile che nasce da una miscela di uve del 2000 e dimostra le sue diverse anime: il potente Pinot Noir, l’aromatico ed espressivo Chardonnay e il generoso Pinot Meunier. E poi Krug Rosé: un altro champagne di prestigio nato da una ricca gamma di vini di tre diverse varietà e annate. L’aggiunta del Pinot Noir fermentato fornisce un colore unico e un gusto impareggiabile. I 5 anni di riposo nelle cantine Krug completano l’opera provvedendo a creare un’etichetta dal sottile perlage e duratura eleganza

L’abbinamento ideale dell’anno? Con l’uovo. Meglio se cucinato da un grande chef.

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