LA CITÉ DU VIN, NUOVA META “VIRALE” DELL’ENOTURISMO

La prima città mondiale del vino non poteva che essere concepita e sviluppata a Bordeaux, patria del nettare di Bacco per eccellenza. Vede la luce oggi, con la tanto attesa inaugurazione alla presenza del Premier francese Francois Hollande, la “Cité du Vin”, prima città museo al mondo consacrata interamente la vino. Cinque anni di lavori – l’idea fu lanciata nel 2011 dal sindaco della città girondina Alain Juppé, ex premier di Francia -, 81 milioni di euro, finanziati da attori pubblici e privati. Il nuovo tempio mondiale dell’enoturismo – con uno sponsor italiano, il Conegliano Valdobbiadene, unico territorio del Belpaese tra i 37 partner della “Cité” – sarà un luogo multimediale e interattivo per la promozione e condivisione di un’eredità di cultura e saperi relativa al vino. Struttura imponente e sinuosa, creata dallo studio parigino XTU – gli architetti Anouk Legendre e Nicolas Desmazieres assicurano che da sola vale il viaggio – è a forma di avveniristico decanter, con un gigantesco scheletro di legno a farne da ossatura per 55 metri di altezza e 14 mila metri quadrati di superficie. Lo spazio espositivo è di 3 mila metri quadrati, con 19 spazi a tema. La copertura è realizzata con 900 pannelli (riflettenti) di vetro e 2500 pannelli di alluminio placcato oro.

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Uno spettacolare belvedere sulla città di Bordeaux si apre all’ottavo piano. Al settimo, il ristorante “7ème”, gestito dal noto ristoratore Nicolas Lascombes, accoglierà ben 500 vini, di cui 70 etichette italiane. Ad Andreas Larsson, campione del mondo dei sommelier, affiancato da un Comitato di degustazione presieduto da Michel Rolland, spetta la scelta dei vini venduti all’enoteca, nella wine boutique e nel ristorante panoramico. Definito il Guggenheim di Bordeaux, la “Cité” è pronta ad accogliere tra i 400 e i 500 mila wine lover l’anno, generando un’economia di 40 milioni di euro. E se per Il New York Times è al secondo posto dei luoghi da visitare nel 2016, per l’Huffington Post è tra le 10 inaugurazioni architettoniche più attese al mondo e per The Guardian è tra le 40 destinazioni ideali dove trascorrere le vacanze.

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La città di Bordeaux aveva già un suo museo del vino. Ma la “Cité” è molto di più. Va oltre il concetto di museo e centro di degustazioni. <<L’essenza di questo luogo è culturale>>, racconta il direttore Philippe Massol. <<Si parla di civilizzazione del vino. L’idea è che l’ospite esca di qui con un profondo rispetto per il nostro prodotto>>. Un luogo che è già diventato virale, dove conoscere i segreti del vino attraverso installazioni multimediali, immagini 3D, filmati e ologrammi che permettono di effettuare la visita in parte in piedi, in parte seduti e semi distesi mentre scorrono filmati sui paesaggi del vino nel mondo. Un’ esperienza multisensoriale completa, in cui non mancheranno le degustazioni, che ripercorre la storia del vino fino ai giorni nostri. E ai bambini, che non potranno accedere alle aree di degustazione, è dedicato un percorso per famiglie, più una scuola del gusto e degli aromi. Bon voyage!

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