DROIT DE BOUCHON, LA FAVOLA DI JEAN PIERRE A MILANO

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Droit de bouchon, letteralmente <<diritto di tappo>>. È la possibilità di portarsi al ristorante la bottiglia da casa, per godersi il proprio vino dell’anima o di un momento particolare senza il ricarico del ristorante. Magari, per i più fortunati, un Tignanello di Antinori o un Masseto o un Sassicaia – ricordate la pop star Rihanna? Uscì da un ristorante con la bottiglia che lasciava intravedere quel che era rimasto del celebre oro nero di Mario Incisa della Rocchetta. Una pratica all’estero diffusissima da tempo che finalmente è arrivata anche nel capoluogo meneghino grazie ai fratelli Noelle e Jean Pierre Bettoni Colombot, ristoratori di lungo corso. Siamo nel cuore di Milano, angolo via san Francesco d’Assisi, al civico 24. Il locale Droit de Bouchon Milano – da Pierre, aperto a fine marzo, sta riscuotendo un buon successo. <<La possibilità di portarsi una bottiglia da casa incide molto>>, spiega Jean Pierre. <<L’altra sera sono rimasto “étonné” perché abbiamo stappato un Petrus Pomerol del 1981>>. Diversi i vini pregiati che di qui sono già passati: il Valtellina Superiore Sassella Tona 1966, lo Schlossgut Deutschmann Silvaner Eiswein 2002, I Giganti Rosso Nieddera di Contini, ma anche rinomati vini francesi fra cui Chateau d’Yquem Sauternes 2003, Chateau Cantenac Brown Margaux 1982 e lo spagnolo El mas de la salut 2006 della bodega Parmi Priorat. E se il vino non si finisce si porta naturalmente a casa.

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La cucina? Francese-sabauda. La famiglia di Jean Pierre ha gestito per decenni il rinomato Da Pierre a Verres, in Valle d’Aosta. Tappa obbligata per gli appassionati di montagna e di buona tavola: cucina tradizionale regionale, con piatti diventati introvabili altrove. Ora la sfida milanese. I piatti sono “a la carte” oppure si può concordare in anticipo un menu da abbinare a una bottiglia in particolare. Il ristorante è provvisto anche di una propria cantina con ottanta etichette di tutta Italia: bottiglie semplici dai prezzi contenuti. Il prezzo della cena si aggira sui 40/50 euro, il menu cambia ogni due mesi così come l’allestimento delle pareti, che prevede una rotazione di quadri di vari artisti. Il sogno di Jean Pierre? Aprire una catena internazionale di DDB.

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La formula del Byob (l’acronimo sta per <<bring your own bottle>>) nel mondo anglosassone e in Francia è molto diffusa. Si porta la bottiglia da casa pagando solo un <<fee>> per il servizio (di stappatura, calici etc…). Perché quello che a volte è insostenibile è proprio il ricarico del ristorante sulla bottiglia di vino: se in Italia, Spagna e Inghilterra è pari al doppio o al triplo del prezzo del rivenditore, in Francia si può arrivare anche a sette volte con punte di dieci. Quindi se capitate a Parigi e al vino preferite pensare voi – è consigliata prima una tappa a Reims o a Bordeaux- non perdetevi Les Enfats Perdues in Canal Saint-Martin o il Mojita&Bob in rue Oberkampf o ancora l’hotel Hyatt Madeleine in zona Champs Elysées, il Chez Les Anges a pochi metri dall’Hotel des Invalides, in uno dei quartieri più esclusivi di Parigi, il ristorante indiano Kastoori, vicino Montmartre, Le Tajine a Montparnasse.

Droit de Bouchon Milano – da Pierre,

40 coperti, aperto solo la sera, dalle 19,30 alle 22,30

prenotazione necessaria, tel. 02 58327578

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