MASSIMO BOTTURA, CENA ESCLUSIVA A PALAZZO LANA

Lenticchie nere che assumono sul ghiaccio la forma e il sapore del caviale con panna acida e aneto. L’essenza della lasagna concentrata dalla  crosta croccante che tutti vorrebbero. In abbinamento Berlucchi Franciacorta Cellarius Rosé 2011, un millesimato dalla nuance ramata, affinato sui lieviti per tre anni, dai sentori invitanti di crosta di pane e piccoli frutti rossi. Due universi che si incontrano: la Guido Berlucchi con i suoi Franciacorta Docg e i capolavori del gusto di Massimo Bottura, che rielabora in chiave moderna i piatti e le materie prime tradizionali in un gioco sapiente degli opposti: immaginazione, profondità, armonia, sperimentazione continua, cucina molecolare. Ingredienti unici e tecniche di cottura complesse – si parla anche di 30 ore di cottura per il suo bollito non bollito – che sono valse allo chef patron dell’Osteria Francescana di Modena, già 3 stelle Michelin, il primo posto al The World’s 50 Best Restaurant Award di New York, scalzando lo spagnolo El Celler de Can Roca. Teatro dell’incontro è Palazzo Lana, attiguo alla cantina storica in cui vide la luce il primo Franciacorta della storia, frutto dell’intuito e del talento di Franco Ziliani. La sera è quella dell’1 luglio: riserve e millesimati per una cena esclusiva nell’ambito degli eventi organizzati in occasione di  The Floating Piers, l’opera di land art dell’artista Christo, che circumnaviga Sulzano, Monte Isola e l’isola di San Paolo sul lago d’Iseo – un ponte lungo 3 chilometri e largo 16 metri che si può percorrere gratis fino al 3 luglio.


(In foto Arturo Ziliani, enologo e patron, insieme ai fratelli Paolo e Cristina, della Guido Berlucchi).

Alcuni dei piatti-simbolo di Massimo Bottura accompagneranno i migliori Franciacorta della celebre casa di Borgonato, come lo “Psychedelic spin painted veal, not flame grilled”, il famoso filetto di vitello cotto sottovuoto a bassa temperatura, omaggio a Damien Hirst – più che un cubismo alla Picasso un cubismo temporale -, abbinato al Palazzo Lana Extreme 2007, un extra brut, Pinot Nero in purezza, di grandissima eleganza, ideale per chi degusta meditando: sapido, minerale, dagli inconfondibili sentori di crosta di pane, ribes, fragola selvatica, frutti gialli canditi. O ancora i tortellini in crema densa di Parmigiano Reggiano, stagionato 36 mesi, compromesso storico tra tortellini in brodo e alla panna, accompagnati dal 61 Nature 2009, un millesimato Franciacorta, sui lieviti per oltre 5 anni, che unisce l’ampiezza dello chardonnay alla mineralità del pinot nero rinunciando all’aggiunta finale di sciroppo di dosaggio. La Cuvée Imperiale Demi Sec, morbida, dai delicati profumi di frutta a polpa gialla, accompagna altri due piatti memorabili: la “Caesar salad in bloom”, che racchiude i sapori dell’estate con petali di fiori, camomilla, gelsomino e polvere di lampone essiccata; la crostatina di limone rotta, dove strati di zabaione, sorbetto alla verbena e una frolla delicata incontrano bergamotto e canditi. Un’esperienza sensoriale unica di cui noi italiani siamo maestri nel mondo. Tanto nel bicchiere quanto nel piatto. (www.berlucchi.it)

 

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