RIO 2016, L’ITALIA DEL GUSTO IN VETRINA

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Che il vino italiano sarà uno dei protagonisti alle olimpiadi del prossimo 5 agosto è fuori di dubbio, soprattutto ora che presidente di Unione Italiana Vini è quell’imprenditore lungimirante che risponde al nome di Antonio Rallo: basta dare un’occhiata al suo curriculum per capire che ha sempre creduto nella promozione del vino italiano all’estero. E così, dopo l’inventore della cucinapop, monsieur Davide Oldani, chef ufficiale di Casa Italia chiamato dal Coni, e il progetto RefettoRio di Massimo Bottura, con cui tutto il cibo recuperato dal villaggio olimpico sarà trasformato e donato a chi ne ha bisogno, ci sarà anche il vino, grazie alla partnership di UIV con Casa Italia, che sarà inaugurata con due giorni di anticipo rispetto all’apertura dei giochi.

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(Antonio Rallo)

<<Avremo l’occasione di presentarci al mondo con un messaggio di eccellenza e buon gusto per raccontare i nostri prodotti, il nostro territorio e la nostra passione, entrando a far parte di un progetto tutto italiano che mira a valorizzare il nostro paese nello sport, nell’arte, nel design e nell’agroalimentare>>, commenta Antonio Rallo a margine dell’evento di presentazione delle iniziative promosse dal sistema Italia per i XXXI giochi olimpici e i XV giochi paraolimpici di Rio de Janeiro, forte dei successi del vino italiano nel primo trimestre del 2016, con l’export che cresce in valore del 3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo 1,23 miliardi di euro. <<Le olimpiadi rappresentano da sempre un momento di incredibile aggregazione durante il quale tutto il mondo si sofferma sui valori più elevati dello sport e della sana competizione tra atleti e paesi in gara. In tale contesto diventa un privilegio poter esprimere, insieme al talento degli atleti, il talento che il sistema del vino italiano possiede per natura e tradizione millenaria, portando un assaggio della nostra qualità nei brindisi di Casa Italia>>.

COSTA BRAVA

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(Veduta del carioca Costa Brava Clube, a Rio)

Casa Italia sarà ospitata dal Costa Brava Clube, club storico di Rio de Janeiro progettato negli anni ’60 dall’architetto Ricardo Menescal sulla cima di un promontorio affacciato sull’oceano e distante venti chilometri dal villaggio olimpico. In questa prestigiosa sede sarà possibile degustare numerosi vini pregiati provenienti dalle principali regioni italiane e offerti da un nutrito gruppo di aziende associate a Unione Italiana Vini, rappresentative del miglior export italiano. Sarà un ambiente contemporaneo, inedito e accogliente in cui tutto richiama l’idea di integrazione tra Italia e Brasile. Per sottolineare meglio questa filosofia di virtuosa contaminazione è stato coniato il termine <<ciaolà>>, nato dalla crasi tra il saluto italiano e quello portoghese. <<Ciaolà>> è anche il nome del piatto simbolo che Davide Oldani ha creato per questa edizione dei giochi olimpici.

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(Davide Oldani)

Se durante l’Expo 2015 di Milano, Massimo Bottura – che ha accettato di essere testimonial alla candidatura di Roma alle olimpiadi del 2024 – aveva dato vita al refettorio, adesso lo stesso progetto cambia paese, continente e anche grafia: diventa RefettoRio, dove lo chef porterà la lotta anti-spreco nel cuore delle favelas, a Lapa. <<Non è beneficenza, è cultura>>, chiosa. Lo chef <<illuminato>> più in voga al mondo, con la moglie Lara Gilmore, porterà a Rio la sua arte e la sua anima, insieme a una visione etica della cucina, come dichiarato alla Fao, a Roma, quando sul palco degli oratori si sono ritrovati, con lo chef Josè Graziano da Silva, il direttore generale della Fao, David Hertz, chef e fondatore in Brasile di Gastromotiva, Maurizio Martina, ministro delle politiche agricole, e Giovanni Malagò, presidente del Coni. L’alta cucina si fa sociale e lotta contro la fame nel mondo grazie a Food for Soul, l’onlus voluta da Bottura per portare ai quattro angoli del pianeta il refettorio, un progetto in cui unisce etica ed estetica e che è figlio della cultura dell’Osteria Francescana. Il refettorio resterà aperto per 45 giorni con un’alternanza di cuochi che lavoreranno il cibo non utilizzato al villaggio olimpico, così come a Milano accadeva con gli scarti dell’Expo.

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(Giovanni Malagò)

Personalmente, amo il Brasile per i suoi paesaggi meravigliosi, il popolo, la cultura e le tradizioni, e anche per le innumerevoli contraddizioni. Mi auguro che la sua politica diventi sempre più ragionevole. Non solo nel periodo delle olimpiadi.

 

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