QUEL PINOT DI ROBERTO FELLUGA…

La cena da Roberto Felluga mi ha fatto respirare l’anima del vero Friuli, vuoi per la bellezza del posto, incantevole, immerso nel verde di quel territorio magnetico che è il Collio – che produce il 10% di vini del Friuli –, vuoi per i vini estremamente eleganti e sempre molto corrispondenti al vitigno di appartenenza, vuoi – elemento da non sottovalutare – per la cortesia e il buon gusto del padrone di casa, sempre attento alla convivialità e a far star bene i suoi ospiti, vecchi e nuovi. A Gradisca d’Isonzo (Gorizia) Roberto Felluga, quinta generazione della famiglia, conduce la storica cantina Marco Felluga (il leone di San Marco) e a Capriva del Friuli Russiz Superiore (l’aquila), una delle più belle tenute del Collio: in totale 150 ettari e 800mila bottiglie tra Friulano, Ribolla Gialla, Picolit, Verduzzo, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Moscato Rosa, ma anche Sauvignon, Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc. Un nome, una storia nella viticoltura friulana d’autore coinvolta, soprattutto in questi ultimi anni, in un importante progetto di valorizzazione degli autoctoni, accanto ai vitigni internazionali – che qui assumono caratteristiche del tutto peculiari, come il Sauvignon. I vini del Collio figli della miglior espressione del territorio sono in grado di regalare piccoli e grandi tesori. Se poi, dopo una cena a base di tipicità locali e bottiglie che sanno farsi ricordare, Roberto Felluga decide di stappare a sorpresa – imprevedibile com’è – una bottiglia importante, oserei dire memorabile, la serata diventa speciale. L’occasione si è presentata in questi giorni, insieme agli amici e colleghi giornalisti e sommelier di ViniBuoni d’Italia, in occasione delle finali della guida a Buttrio.

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(Foto Umberto Gambino)

Il Russiz Superiore Pinot Bianco 1985 è un piccolo capolavoro del gusto che ci regala Roberto Felluga, e che non stappa proprio per tutti: acidità ancora splendida dopo trent’anni, colore vivo, freschissimo. Un vino di classe e personalità che si concede poco alla volta al naso e al palato con un ventaglio aromatico complesso, che riflette un territorio carismatico, avaro e generoso al tempo stesso. Degustarlo nelle cantine sotterranee aggiunge fascino a un vino tecnicamente perfetto e capace di emozionare. A lungo.

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