CIME A MILANO

Save the date! Incontro con la montagna tra sogni e opportunità per parlare di viticoltura eroica: progetti, ambizioni e nuovi approcci alla qualità del prodotto e allo sviluppo sostenibile secondo un’etica produttiva condivisa: è questa la grande sfida per le montagne, sempre più coinvolte nella tutela e nella valorizzazione di attività agricole e paesaggi dalla forte identità territoriale e dalla spiccata originalità. Dove “eroico” ha un elevato valore impattante a livello di marketing, che il consumatore percepisce parte del valore della bottiglia. L’appuntamento è all’Università degli studi di Milano il prossimo 4 novembre, dalle ore 14 alle 16, con “Cime a Milano”, evento organizzato da Università della Montagna-GeSDiMont (centro d’eccellenza dell’Università degli Studi a Edolo) e Club Alpino Italiano. Alla scoperta delle coltivazioni di media-alta quota per capire come gli stessi vitigni possano esprimersi in modi completamente differenti, diventando quasi autoctoni, lungo tutto l’arco alpino: basti pensare al Pinot Grigio o al Sauvignon, che in Friuli Venezia Giulia assumono una loro caratterizzazione e riconoscibilità.

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Vari i territori a confronto, con relatori eccellenti per raccontare esperienze in montagna tra complessità e potenzialità. Al Lab di viticoltura eroica Francesco Moser, ospite speciale dell’evento, racconterà la sua esperienza di vignaiolo in Trentino Alto Adige. Tra i relatori anche Stefano Cosma, esperto di vini in rappresentanza dell’Associazione Ribolla di Oslavia, un vitigno e un vino dallo spirito orange, che ha conosciuto una felice rinascita grazie a straordinari produttori, molto motivati, che l’hanno saputo interpretare al di là delle mode. Un vino, la Ribolla, attraverso la cui lente si può leggere e interpretare tutto un territorio. “Eroico” anche il racconto di Armin Kobler, vignaiolo a Magré, sulla Strada del Vino, non molto lontano dal lago di Caldaro, che con altri viticoltori dolomitici, uniti da amicizia e da una visione comune, ha salvato una storica vigna a Castel Noarna. Vini che sono espressione di luoghi incontaminati di rara bellezza, frutto dell’impegno preciso di uomini e donne lungimiranti e appassionati che contrastano l’abbandono dei territori “verticali” promuovendo lo sviluppo dell’area montana intesa come unità alpina territoriale, geografica culturale, storica e sociale. Vigneti che per le loro condizioni proibitive meritano una narrazione a parte. La meccanizzazione nelle zone di montagna è molto difficile: la viticoltura è fatta in massima parte di piccoli terrazzamenti per arginare l’erosione del suolo. Un’agricoltura che ha modellato e trasformato un territorio riscrivendone la storia, dandogli nuova linfa.

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Un impegno importante quello di Unimi, grazie ai tanti progetti formativi che vedono i giovani protagonisti e che fanno di questo istituto scolastico un modello virtuoso che va oltre il territorio lombardo, un’eccellenza che genera opportunità di crescita e rilancio per la sopravvivenza di attività legate alla montagna e lo start up di nuove. Nell’incontro milanese sarà lanciata la premiazione del concorso Il Mondial des Vins Extremes, il prossimo 12 novembre, unico evento mondiale sulla viticoltura eroica organizzato dal Cervim con il patricinio dell’OIV (Organisation Internationale de la Vigne e du Vin). Vari i laboratori interattivi pensati per le scuole ma anche per gli adulti tra venerdì 4 e sabato 5 novembre: dalla sperimentazione degli strumenti per la misurazione del cambiamento climatico alla degustazione di formaggi e vini d’alta quota, dalla scrittura creativa alla medicina di montagna. Insomma, tanti buoni motivi per non mancare.

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