È VINIBUONI D’ITALIA 2017

“Tanta roba” si può dire? Non importa, lo diciamo lo stesso perché rende l’idea. Vinibuoni d’Italia 2017 (Touring Club Editore) non è solo una guida ma un viaggio ragionato  nel cuore dell’Italia enoica, rispettoso delle passioni di uomini e donne che nel vino hanno investito tutta una vita. Al di là dei protagonismi e delle “griffe”, a dettare il ritmo è il vino, quell’eccellenza italiana che ci rende esclusivi nel mondo, e rispettati. Presentata al Fuori Festival di Merano durante la cinque giorni del Merano Wine Festival, è l’unica guida tematica italiana dedicata ai vitigni autoctoni, ma si distingue anche nel panorama internazionale. Precisa, puntuale, frutto di un’esperienza collaudata sul campo che ne attesta la credibilità. Ma anche chiara, scevra da tutti quei termini entrati nel glossario comune che sanno di anacronistico, quindi sovrabbondanti, inutili. “La semplicità è la gloria dell’espressione” diceva Walt Whitman. E completamente rinnovata, di un bel verde acido vestita. Varie le novità di questa edizione, a cominciare dall’App, completamente gratuita, per piattoforma iOS e Android, in cui è possibile trovare tutto il contenuto della guida in italiano e in inglese. Uno strumento aggiuntivo che rafforza il legame con il territorio alla base della filosofia del Touring Club. Allo stesso tempo è uno strumento utile per la promozione delle aziende. “Vino e turismo non possono essere scollegati. Paolo Alciati ha curato un’appendice che il prossimo anno potenzieremo proprio per incentivare questo binomio”, spiega Mario Busso, curatore della pubblicazione. E poi il sito www.vinibuoni.it anche questo completamente rinnovato. Al Kurhaus, invece, è possibile brindare nello spazio Enoteca Italia, ogni anno tra i più visitati: un banco di degustazione con 300 vini autentici selezionati da Vinibuoni d’Italia.

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(In foto, il curatore della guida Mario Busso con Laura Franchini)

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(In foto, Helmuth Kocher, presidente e fondatore del Merano Wine Festival e Alessandro Scorsone)

Ora qualche numero. Degli oltre 26mila vini giunti in degustazione solo un sesto sono inseriti in guida, per un totale di 1500 aziende, vini scelti alla cieca secondo i parametri di qualità, bevibilità e corrispondenza vino-vitigno. I punteggi vanno da 1 a 4 stelle più la Golden Star e la Corona, massimo riconoscimento della guida attribuito a bottiglie eccellenti, di forte identità e capaci di emozionare a lungo. Le Corone ufficiali assegnate dalla giuria tecnica sono 491, 338 quelle “ufficiose” delle commissioni parallele “Le Corone le decido io”, 209 le Golden Star, 269 i vini da non perdere, ossia quelli che suscitano emozione e meritano di essere conosciuti e apprezzati. La guida prevede diverse forme di interazione con il pubblico degli appassionati: un ulteriore esempio è l’iniziativa “Vota la tua Sparkling Star”: ogni anno a Vinitaly è offerta l’opportunità a wine lover ed operatori del settore di valutare le bollicine. La sezione “Perlage Italia”, a cura di Alessandro Scorsone, è invece una guida nella guida dedicata agli spumanti italiani ottenuti con Metodo Classico. “Ogni anno è una storia a sé per ogni azienda, quindi da parte nostra ci deve essere il massimo rispetto per il vino, che non è una necessità ma un piacere da condividere e comunicare”, sottolinea Alessandro Scorsone. Le aziende con più di cento anni di storia sono connotate da un’apposita icona per promuovere il lungo percorso attraverso cui si è affermata la viticoltura italiana e con essa il presidio e la salvaguardia di un patrimonio enologico unico al mondo; così pure è indicata l’ospitalità agrituristica, la possibilità di acquisto di vino in loco, l’azienda biologica e/o biodinamica, l’impegno ecosostenibile. Tutto questo a testimonianza di come le guide siano cambiate col cambiare dei tempi e delle esigenze e siano sempre di più lo specchio della società in cui viviamo, “a mirror of the times” sottolinea  Shigeru Hayashi.

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(In foto, un momento del buffet di gala con Mario Busso. Oltre 600 i vini in degustazione abbinati ai prodotti tipici italiani)

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(Sopra, Shigeru Hayashi, vincitore del premio letterario internazionale dell’ASPI “Emozioni 2016”)

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(In foto, un altro momento della degustazione nel foyer del teatro Puccini con Chiara Busso)

Passiamo ai premi. Assegnati i diplomi ai vincitori delle Corone – la parte del leone l’hanno fatta Toscana e Veneto. Premiati anche gli spumanti che hanno ottenuto più voti durante il concorso “Vota la tua Sparkling Star”. Il Premio Michele D’Innella, istituito in ricordo del direttore editoriale del Touring Club prematuramente scomparso, è un riconoscimento a “un amico vero, un viaggiatore curioso e conoscitore del mondo del vino che ha ampliato l’offerta del catalogo di Touring Editore puntando sull’interpretazione del patrimonio vitivinicolo italiano quale altissima espressione della cultura, del territorio e della tradizione del nostro Paese”, ricorda Mario Busso. Ad aggiudicarselo tre personalità del vino che con il giornalismo di settore hanno saputo portare a un livello crescente l’integrazione tra produzione e territorio: Giancarlo Montaldo, già direttore del Consorzio del Barolo e del Barbaresco, dal 2014 alla guida del periodico piemontese Barolo & Co.; Luciano Pignataro, già collaboratore della guida Vinibuoni d’Italia, curatore dal 2004 del blog http://www.lucianopignataro.it,  tra i più cliccati del settore; Roberto Rabachino, presidente dell’ associazione Stampa Agroalimentare Italiana e co-autore della trasmissione I Signori del Vino. Una chicca? Nei corsi universitari negli Stati Uniti e in Brasile si inseriranno i vitigni autoctoni trattati dalla guida. Il Premio Aspi (Associazione Sommellerie Nazionale Italiana), a cura di Giuseppe Vaccarini, va invece a Shigeru Hayashi, ambasciatore del vino e del food italiano in Giappone. “You’re Etico”, a cura di Amorim Cork Italia, è l’azienda agricola Giorgio Colutta per il progetto etico e solidale “Diversamente doc”, che coinvolge ragazzi con problematiche dalla vendemmia ai travasi alla grafica delle etichette. Il Premio Ecofriendly, a cura di Vinibuoni e Verallia, va al Consorzio Tutela Vini della Valpolicella per il progetto “Riduci-Risparmia-Rispetta” e a quattro aziende virtuose: Icardi-Cascina San Lazzaro, Tenuta Sant’Antonio, Angoris, Ferrocinto. Il Premio Speciale Verallia è assegnato ad Andreola, Giuseppe Campagnola e Val d’Oca. Chiude il Premio Bocconi e Visioni d’Italia, a cura del salumificio Levoni e Vinibuoni, a Gilberto Arru, Cristina Burcheri, Andrea De Palma e Liliana Savioli. Ma la presentazione della guida è stata anche l’occasione per parlare del libro “Storia moderna del vino italiano” con il suo autore: Walter Filiputti, che ha sottolineato come il mondo del vino abbia saputo rigenerarsi dal punto di vista del linguaggio comunicativo, risollevando regioni sconosciute. Vino che ha saputo innovare e innovarsi. Come le buone idee, che sono contagiose. Prosit. O meglio: ProWein?

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