VINHO DO PORTO GARRAFEIRA 1904

Avremo modo più avanti di parlare dei vini liquorosi fortificati di Jerez, del Madeira e del Porto, di grande fascino, eleganza e personalità nei loro diversi stili – nel Porto sono 11 e si caratterizzano per l’uva utilizzata e per il tipo di invecchiamento. Certo che trovarsi tra le mani una bottiglia di Vinho do Porto Garrafeira della Companhia Vinicola do Norte de Portugal millesimo -udite, udite! – 1904 non capita tutti i giorni. L’occasione è stata l’asta delle Donne del Vino per AlmaUst sabato scorso da Pia Donata Berlucchi, in Franciacorta. Una bottiglia rara, per collezionisti navigati, tra le poche annate assolutamente introvabili, battuta all’asta a un prezzo decisamente inferiore al suo valore originale – che credo si aggiri sui 1500 euro. Bottiglia donata dalla scrittrice Sveva Casati Modignani, in tour per la promozione del suo ultimo (bel) libro Dieci e lode, ma da dieci e lode è anche la bottiglia omaggiata. Quando si dice che la classe non è acqua! Bottiglia che faceva parte della cantina privata del fondatore della Companhia, John Allen. “Garrafeira” equivale più o meno al nostro “Riserva” (dal portoghese “garrafa” che significa “bottiglia”); “vinho do Porto” prende il nome dalla seconda città del Portogallo, Oporto, sita alla foce del fiume Douro, sulla costa Atlantica. Il Garrafeira Porto, prodotto solo in annate eccezionali e in edizioni molto limitate, con uve di una singola annata ritenuta straordinaria, viene fatto maturare in botte per un periodo limitato, per poi essere trasferito in grandi contenitori di vetro (bonbonnes) in cui affina per decine di anni prima di essere imbottigliato e commercializzato.

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(In foto, con Anna Pesenti Buonassisi, tra le organizzatrici dell’asta benefica per AlmaUst alla Fratelli Berlucchi)

Il Porto nasce nella valle del fiume Douro, che si estende fino al confine con la Spagna, una delle più spettacolari non solo del Portogallo ma del mondo, caratteristici i suoi vigneti pettinati degradanti verso il fiume, che spiccano nella macchia mediterranea – l’inclinazione delle pareti può arrivare fino a 70 gradi. Non a caso l’Alto Douro è paesaggio culturale Unesco. Il connubio uomo-natura qui è molto forte: la coltivazione si svolge nel pieno rispetto del paesaggio e la vita delle persone batte un unico ritmo, quello dettato da una natura sovrana generosa. Il sottosuolo di scisti e granito è ricco di fosforo. Il Porto è prodotto con uve dal succo molto concentrato e corposo provenienti esclusivamente dalla valle del Douro, dove sopravvivono diverse varietà autoctone molto antiche. Tradizionalmente è un assemblaggio di uve di diversi vigneti e annate vinificate con tecniche differenti. Nulla nel mondo è simile all’autentico Porto prodotto in Portogallo. La valle del Douro è stata anche una delle prime in assoluto ad essere certificata per qualità.

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(In foto, i 30 lotti con bottiglie pregiate)

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Il Porto è un vino fortificato con alcol, dalla struttura “palestrata”, la cui fermentazione è incompleta perché bloccata in tempi diversi, a seconda del grado di dolcezza desiderato (si va da muito doce a extra seco), dall’aggiunta di acquavite (Aguardiente, ossia alcol di uva chiaro e insapore). Il colore varia dal giallo chiaro al mogano scuro. Il più interessante è il Porto da uve rosse. Fino al 1986 l’affinamento di tutto il vino avveniva a Vila Nova de Gaia, distretto di Oporto, a 75 km dalla zona di produzione. Oggi la normativa imposta dalla Comunità Europea ha offerto la possibilità a tanti piccoli vignaioli di affinare i loro vini nei luoghi di produzione: solo i produttori “storici” continuano a mantenere le cantine di affinamento (loja) a Vila Nova de Gaia, dove il Porto invecchia in enormi botti che possono contenere anche 100 ettolitri. Tanti gli stili, ma il Vintage Port è soltanto quello di una particolare ed eccezionale vendemmia: con l’invecchiamento il vino si ammorbidisce, acquisisce un elegante colore rosso e una complessità olfattiva e gustativa straordinaria. Al fortunato assegnatario consigliamo un’opportuna decantazione prima di servirlo (ammesso che lo stappi!)

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