MEGHAN MARKLE AND “THE TIG”

Il suo sito, come ogni star che si rispetti, è http://www.thetig.com,  dove vuole trasmettere la consapevolezza dell’autentico piacere che ha raggiunto bevendo un bicchiere di Tignanello (Tig, per gli americani). Thetig non è un blog di vino, ma di lifestyle: una vera experience ad alto livello di food, travel, fashion & beauty. Tig in onore al suo vino rosso per eccellenza, italiano naturalmente, il Tignanello, precursore dei Super Tuscan insieme al Sassicaia e prodotto solo in grandi annate. Quel vino frutto del coraggio e dell’intuizione di Giacomo Tachis, dal 1993 continuatore e affinatore di quel successo è Renzo Cotarella. Lei è Meghan Markle, la bellissima trentacinquenne attrice americana – con classe da vendere – che interpreta Rachel Zane nel popolare legal drama Suits. La Markle in questo periodo ha gli occhi dei royal watchers puntati addosso, 24 ore su 24, per essere la “ragazza” (notizia ripresa da People e dal Sunday Express) del principe del Galles, il trentaduenne Harry, figlio di Carlo e Diana, lo scapolo più ambito del pianeta, con cui condivide l’interesse per le missioni umanitarie (è in una di queste che i due si sarebbero conosciuti). Pare che sia proprio lei ad avergli trasmesso la passione per il vino prodotto tra le valli della Greve e di Pesa, nel cuore del Chianti Classico.

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<<Patatine fritte e vino sono i miei vizi>>, ha dichiarato Meghan Markle in più di un’occasione. Quanto al vino ha scelto l’Italia e in particolare la Toscana, terra di grandi rossi corposi. Tanto che appena smette di girare un film le sue abitudini alimentari cambiano e a un buon bicchiere di vino italiano non rinuncia. Tra Malbec (in particolare quello argentino con tannini più soffici e vellutati), Cabernet francese e Pinot Nero dell’Oregon (miglior espressione della Willamette Valley) è il Tignanello il vino che più l’ha conquistata, emozionandola al punto da chiamare così il suo sito. Tignanello che figura nella top 10 dei cento migliori vini del mondo secondo Wine Spectator. Vino particolare, di estrema eleganza e carattere, fu prodotto per la prima volta nel 1970 dallo storico e omonimo vigneto di 47 ettari di Piero Antinori. Si trattava di un vino invecchiato in barrique che usciva dal disciplinare del Chianti Classico docg per aggiungere vitigni internazionali al sangiovese. Nel 1975 le uve bianche (canaiolo, trebbiano e malvasia) furono tolte completamente. Oggi il Tignanello comprende sangiovese (85%), cabernet sauvignon (10%), cabernet franc (5%) ed è affinato in parte in barrique in parte in botti grandi. È stato il primo sangiovese a maturare in barrique e tra i primi vini rossi nel Chianti a non usare uve bianche.Un successo tutto italiano di cui esser fieri.

marchesi

(In foto, la famiglia Antinori)

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