I MIGLIORI SPUMANTI…SECONDO NOI!

Spumanti italiani super star delle feste con 62 milioni di bottiglie (+10% sul 2015), mentre l’export continua a crescere (+ 24%) ed è orientato sia agli spumanti di qualità rispetto a quelli “comuni” sia agli spumanti  varietali. Centonovanta le tipologie a denominazione e indicazione geografica oltre a decine di altre tra varietali autorizzati, generici e di qualità. A fare da traino il Prosecco (+28% a volume e + 38% a valore). I maggiori mercati? Il Regno Unito (+46% a valore), seguito dagli Stati Uniti (+ 31% ), mentre la Francia importa per 28 milioni di euro. Anche la Spagna ha grande interesse per lo spumante italiano (+71%). Questi i numeri forniti dall’Osservatorio del vino, su base dati Ismea, che chiudono in bellezza un anno positivo per il vino italiano.

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A vincere sono stati gli spumanti secchi rispetto a quelli dolci. Tra i Metodo Classico da segnalare figurano sicuramente quelli del Trentino e dell’Alto Adige, due territori in cui il Pinot Nero, vitigno tra i più difficili e raffinati, raggiunge l’eccellenza, caratterizzandosi per una sua forte e omogenea espressione. Un nome su tutti il Trento Doc Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, vino di rara espressività ed eleganza. Le bollicine delle Dolomiti hanno conquistato il podio anche all’ultimo Challenge Euposia, l’unico evento al mondo dedicato esclusivamente agli spumanti Metodo Classico, che ha incoronato campione del mondo 2016 il Cantina di Aldeno, Trento Doc, Altinum Riserva 2010; argento al Lorenz Martini, Alto Adige Sud Tirol Doc, Comitissa Brut Riserva 2011; bronzo al Kettmeir, Alto Adige Sud Tirol Doc, Athesis Brut 2013.

In Piemonte il mio “chapeau” va a La Scolca. L’azienda di Chiara Soldati ha saputo nobilitare il Cortese, l’antico vitigno autoctono a bacca bianca che intorno a Gavi ha ritrovato la sua identità. Estrema eleganza e terroir per La Scolca d’Antan Brut e La Scolca d’Antan Brut Rosé. Un applauso personale anche alla Tenuta Roletto, di Tonino Iuculano, che in questi ultimi anni sta lavorando molto bene sul vitigno Erbaluce, sia sul passito sia sullo spumante, tanto da aggiudicarsi il podio all’ultimo Challenge Euposia, nella sezione “spumante campione del mondo da vitigno autoctono”, con Erbaluce di Caluso VSQPRD Brut 2010.

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In Valle d’Aosta come non citare il lavoro svolto dalla cantina Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle, che grazie alla ricerca continua sul prié blanc è riuscita ad inanellare un successo dietro l’altro. Ottimo il Brut Nature Cuvée du Prince 2009.

In Franciacorta lo stacco è firmato da Maurizio Zanella con una riserva importante, vera e propria cuvée de prestige: l’ Annamaria Clementi, un classico di sempre di Ca’ del Bosco. Da segnalare anche il Brut Nature Riserva Mia 2005 di Bersi Serlini, il Millesimato Extra Brut EBB 2011 di Mosnel e il Pas Dosé Riserva 33 2009 di Ferghettina.

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Zenato riserva sempre piacevoli sorprese col suo Lugana Doc Spumante Brut (ottimo il 2013). Di Bisol Viticoltori in Valdobbiadene dal 1542 consiglio il Talento Brut Millesimato 2004. Il Lessini Durello ha un’ottimo rappresentante in Marcato Extra Brut 60 mesi 2008. L’Oltrepò Pavese, con i suoi 13mila ettari vitati, primo terroir vitivinicolo di Lombardia, mi ha convinta con l’Oltrenero Cuvée Brut Docg della Tenuta Il Bosco.

In Friuli andiamo nella piana dell’isontino, a San Lorenzo, dove Lis Neris ci regala il Dom Iurosa Extra Brut Blanc de Blancs 2009, da sole uve chardonnay. Da segnalare anche il Villa Parens Rosé de Noirs Dosage Zéro Millesimato 2013 e la Cuvée Piè di Mont Brut Millesimato 2012.

E per gli amanti del Lambrusco? Da provare il Lambrusco di Sorbara Doc Rosé del Cristo 2012, di Cavicchioli Fratelli & Figli e il Lambrusco Metodo Classico Millesimato Lini 910, realizzato con la logica di un grande champagne (l’annata 2004 è tra i cento vini migliori d’Italia per OperaWine).

Mi raccomando di non servirlo freddo ma fresco, tra i 7° e 12° gradi a seconda della tipologia. E se un commensale porta in regalo una bottiglia all’ultimo minuto come fare per raffreddarla velocemente? Basta aggiungere nel secchiello apposito insieme a ghiaccio e acqua una manciata di sale grosso. Il resto, scriveva Apuleio, è piacere e follia.

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