LO ZIO PIÙ FAMOSO DI SPAGNA di Francesca Fiocchi

Il loro neon pubblicitario domina la Puerta del Sol, una delle piazze più importanti di Madrid. Uno simile svetta anche su Triana, il celebre quartiere sulla riva destra del Guadalquivir a Siviglia. Naturalmente stiamo parlando di Tio Pepe (distribuito in Italia da OnestiGroup Spa). E di Gonzalez Byass, che tradotto significa vini e distillati esportati in oltre cento Paesi. Qualche nome? Il Nomad, il loro famoso Scotch Whisky con l’anima di Jerez, ma anche il Lepanto, che è un Brandy gran riserva, il Vermouth, il Gin (il famoso The London N° 1) e naturalmente gli Sherry, ne sono un esempio sublime la collezione Finos Palmas e Tio Pepe en Rama ma anche il Leonor (Palo Cortado), frutto dell’intuizione e della passione di Antonio Flores, miglior enologo al mondo di vini fortificati, ribattezzato “The nose of the House”, il master blender, in poche parole, che ha dato grande impulso alla “Sherry Revolution”. Il mio gusto personale mi sposta sugli Sherry secchi, che reputo tra i migliori esistenti e che apprezzo lisci e ben freddi. Il sistema di invecchiamento del vino tipico di Jerez prende il nome di Criaderas y Solera. Ciò che continua a stupirmi è come da un’unica varietà, il Palomino, che è vinificato, fortificato e fatto maturare in maniera biologica od ossidativa, riescano a tirar fuori vini completamente differenti l’uno dall’altro per aromi, acidità, dolcezza, complessità. Nobilitati dal lungo invecchiamento in legno, che qui gioca un ruolo essenziale. E poi le diversità di colore. Le tonalità più scure virano verso l’ambra intenso e sono tipiche degli Oloroso, degli Amontillado e dei Palo Cortado, ossia di quegli Sherry invecchiati con metodo ossidativo e con una maturazione in botte più lunga rispetto ai Fino e ai Manzanilla.

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Tio Pepe è senz’altro il marchio che più rappresenta Gonzalez Byass. Siamo a Jerez de la Frontera, a una ottantina di chilometri da Siviglia. O meglio a El Marco de Jerez, come è chiamato il territorio vitivinicolo delle province di Cadice e Siviglia. Il clima qui è caldo e secco. Oltre alla sede storica Gonzalez Byass ha nel portafoglio i vini Cava Vilarnau, che nascono a Sant Sadurnì d’Anoia, in Catalogna, e i magnifici Rioja Beronia, prevalentemente da uve Tempranillo – Vilarnau è un luogo scenografico che vede la collaborazione tra l’architetto Luis Gonzalez e l’artista Antonio Miró. Ma non solo. Gonzalez Byass porta avanti un progetto di recupero di alcune antiche varietà autoctone (Tintilla de Rota/Graciano) con la tenuta Finca Moncloa, in provincia di Cadice. Diverse le proprietà aziendali: Finca Constancia, vicino Toledo, ubicata nel cuore dei vigneti, oltre 200 ettari tra varietà nazionali e internazionali; Viñas del Vero, cantina pioniera della denominazione Somontano, che conta su una varietà di suoli e microclimi, a Huesca, in Aragona, recentemente premiata per il suo programma di sostenibilità ambientale; Pazos de Lusco, in Galizia, che produce vini con denominazione Rias Baixas; Veramonte, una delle cantine cilene più rinomate.

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Tio Pepe, che deriva il suo caratteristico nome dallo zio del fondatore, Tio José, grande esperto di Sherry, non è una semplice bodega ma un paese nel paese: per i turisti è predisposto un giro in trenino; io scopro la proprietà, dai meandri infiniti, tanto che vanta anche un magnifico giardino di piante rare, su una caratteristica macchina elettrica.

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(In foto, il caratteristico sistema di potatura di Jerez)

La real bodega La Concha, una scenografica cantina a semicerchio posta all’ingresso della tenuta, fu disegnata dal celebre architetto Gustav Eiffel, sì proprio lui: sulle botti (oltre centocinquanta) sono impresse le bandiere dei paesi importatori di Tio Pepe. Il giro (che sembra non avere mai fine) culmina in un’enorme cantina: qui mi colpiscono le tredici botti degli apostoli con al centro quella dedicata a Gesù, in quella di Giuda, invece, si narra che il vino non sia buono e quindi è tenuta per l’aceto.

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Non si contano le celebrities che sono passate di qui, l’autografo sulle botti è quasi d’obbligo: da Orson Welles a Steven Spielberg, ma anche Chelsea Clinton, Ayrton Senna, Fernando Alonso, Jorge Lorenzo, più premi Nobel per la fisica, la medicina, la letteratura, reali spagnoli e inglesi. Poi assaggi i prodotti. Ma prima vedi la cura artigianale e la pazienza nella loro (lunga e lenta) maturazione, e capisci. Capisci perché Gonzalez Byass è famoso e rispettato in tutto il mondo. Io ho provato i loro prodotti a Milano, sui Navigli. Ma qui è un’altra cosa. Già, il benedetto contesto che fa sempre la differenza. Degustare un bicchiere di Palo Cortado o Vermouth o finissimo Whisky è come trovarsi di fronte a un’opera d’arte. Ci vogliono anni di affinamento e segreti, spolverando vecchie ricette, magari reinterpretandole, per raggiungere questa perfezione, un incantevole quanto preciso bilanciamento di bitter-sweet, ossia di dolce-amaro, difficilissimo da creare non solo nel Vermouth ma anche negli Sherry.

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Qui si producono Jerez Superior, più di mille gli ettari piantati a Palomino e Pedro Ximenez. Facile parlare di Sherry nella terra dello Sherry. Dove l’albariza, il suolo biancastro ricco di calcio, minerali e fossili, nutre le piante e contribuisce a regalare vini eccelsi. Uno strato di flor li protegge dall’ ossidazione e conferisce al Fino un carattere netto, intenso, finemente salino. Fino che solo dopo una maturazione di 8 anni diventa Amontillado. Oltre agli Sherry due sono i prodotti che mi hanno letteralmente conquistata. Uno è il Nomad. Gli aromi mi sono arrivati in tutta la loro pienezza, complessità, persistenza quando ho tolto il tappo di una barrique: al suo interno Whisky finissimo a maturare, dagli aromi in continua evoluzione, difficili da catturare e fissare. “Born in Scotland and raised in Jerez” dicono qui. “Breaking traditional rules”. Sì, rompendo le regole tradizionali di invecchiamento. Così è per il Nomad (41,3% Vol., 12 g/l zucchero, 14,3 g/l estratto secco), un premium primo outland Scotch Whisky al mondo (in collaborazione con Richard Paterson), blend di oltre trenta differenti Malt and Grain Whisky scozzesi, ciascuno invecchiato da 5 a 8 anni. Blend che dopo un primo invecchiamento di 3 anni in Scozia è perfezionato a Jerez, dove il Whisky riposa in barili di Sherry Pedro Ximenez per un altro anno, pratica che apporta eleganza, finezza, intensità e aromi terziari più complessi.

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Il Lepanto è il top luxury Brandy (blend di numerose annate), interamente prodotto a Jerez, dalla distillazione di uve 100% Palomino. Invecchiato più di 12 anni (sistema Solera), nell’ultimo periodo di maturazione è lasciato riposare in barili che hanno contenuto Sherry. Il tempo di invecchiamento e il tipo di botte conferiscono al Brandy le sue caratteristiche uniche al mondo e segnano la differenza e i contrasti aromatici tra un Brandy e un altro. Il Solera Gran Riserva da Pedro Ximenez invecchia 12 anni in legno di rovere americano più altri 3 (il cosiddetto finishing) in botti che hanno contenuto il Noè: il risultato è un Brandy persistente, morbido ed elegante, con aromi intensi di legni maturi, ottenuto distillando in alambicchi discontinui il vino. Il Solera Gran Riserva, secco, delicato, con sentori di mandorle tostate e uva passa, matura in botti di Fino per nove anni e negli ultimi 3 nel legno imbevuto di Matusalem. Quindici anni di invecchiamento per il Solera Gran Riserva Oloroso Viejo: 9  in botti di Fino e altri 3 in quelle dei migliori Olorosos Viejos, il ritorno vinoso è molto gradevole. Da degustare in larghi ballon per consentire al Brandy di svilupparsi al meglio e favorire una forte ossigenazione.

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Trionfo di bitter-sweet è il Vermouth, oggi rilanciato dalla mixology: un esempio su tutti è lo storico Rob Roy,  base Vermouth, creato per la prima volta al Waldorf Astoria a Manhattan nel lontano 1894. “La Copa” di Gonzalez Byass si produce da Oloroso e Pedro Ximenez invecchiati più di 8 anni e da un blend di erbe esotiche e spezie fra cui assenzio, cannella, noce moscata, radice di Angelica, corteccia di china, satureja, chiodi di garofano. Il risultato è un prodotto dall’ottimo rapporto qualità-prezzo.

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E ora gli Sherry in degustazione, dal caratteristico sentore di flor, più o meno speziati, intensi, a volte pungenti: Fino Palomino, D.O. Jerez, 15% Vol., molto secco, delicato ed elegante, affinato oltre 4 anni in piccole botti, incanta con note di lievito, mandorla e mela golden matura, in chiusura persiste un tostato intrigante per nulla invadente, ideale anche per un aperitivo grazie all’ottimo bilanciamento tra acidità e alcol, non a caso è il Fino più venduto in UK; affascinante il Viña AB Amontillado, 16,5% Vol., dall’aroma di mandorle, lievito, cardamomo e buccia di arancia, salato nel finale, in sostanza una versione del Fino invecchiato però più a lungo, dai 9 ai 10 anni, metà dei quali sotto il flor, con doppia maturazione, biologica e ossidativa, ma più giovane di un classico Amontillado secco, da cui si distacca notevolmente; Alfonso Oloroso, D.O. Jerez, 18% Vol., in questo caso secco, da uva Palomino, molto delicato al naso, in bocca si fa ricordare per le note marcate di noce, susina, fichi maturi, con finale piacevolmente ammandorlato; Solera 1847, D.O. Jerez, 18% Vol., da uva Palomino (75%) e Pedro Ximenez (25%), è elegante, morbido, rotondo, dal finale lungo, di struttura e complessità; Nectar, da 100% Pedro Ximenez, 15% Vol.,  è intensamente dolce, pieno, con note di caramello, datteri, uvetta e un finale di miele e legno, perfetto per accompagnare il dessert; Del Duque Amontillado Vors, 21,5% Vol., da Palomino, secco, 30 anni invecchiato, ha un finale medio lungo e aromatico, ottima struttura, corpo pieno, bocca ricca e viscosa e naso potente di legno e frutta candita;  Apostoles (Medium) Palo Cortado Vors, 20% Vol., da Palomino (87%) e Pedro Ximenez (13%), è un concentrato da meditazione di frutta e aromi, intenso e complesso come pochi, più rotondo di altri Palo Cortado degustati grazie al PX, con una struttura che lo avvicina all’Oloroso, anche perché le basi sono invecchiate separatamente per 12 anni e poi unite per altri 18; Matusalem (Cream) Oloroso Dulce Vors, 20,5% Vol., da Palomino (75%) e Pedro Ximenez (25%), concentrato elegante di uva passa, cioccolato, caffè, nocciola e sandalo, ha un perfetto bilanciamento tra acidità e dolcezza; Noè Vor, da Pedro Ximenez, 15,5% Vol., è uno sherry da dessert invecchiato 30 anni, ricco di aromi fruttati, con note intense ed eleganti di miele, frutta secca, datteri, spezie e caffè, caramellato e vellutato al palato. Una sinfonia crescente di aromi e corpo. Come direbbe Albano, che in una di queste cantine è stato, “felicità”.

 

 

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