BODEGA CEZAR E I SUOI SOGNI FORMATO BOTTIGLIA

 

Un winetasting nel borgo di Gaucin è un’esperienza indimenticabile. Siamo alla porta d’accesso  della Serrania de Ronda, un paesaggio rurale e montagnoso nell’incantevole entroterra di Malaga. Vedute mozzafiato ce le regala lo sperone roccioso  sul quale si erge un antico castello: a est il parco naturale della Sierra de las Nieves, a sud la boscosa  e spettacolare valle del Genal, ad ovest la Sierra de Grazalema. Dall’ Alameda del Tajo la vista si perde sui vigneti tutt’intorno. Qui si possono trovare piccole bodegas molto interessanti. Fare vini di alta qualità da uva tempranillo in Andalusia, nel Sud della Spagna, è una sfida o meglio un azzardo. Ma qualche volta si vince. Come in questo caso. Fu Karl Rickard Enkvist a piantare negli anni ‘80 un vigneto di tempranillo, a 680 metri sul livello del mare, tra due fiumi, il Guadiaro e il Genal. Con un po’ di follia. Nessuno prima aveva osato  scommettere su questa varietà proprio perché ritenuta più adatta ai grandi vini di Rioja e Ribera del Duero. Per il vino, però, bisognerà aspettare più di vent’anni: la prima annata esce solo nel 2004, quando si è sicuri di aver raggiunto il massimo del risultato. E proprio di questo vino e di Cezar Vinedos y Bodega vi voglio parlare. Sueños Reserva Tempranillo, 2011, D.O. Sierras de Malaga, è una produzione limitata, elegante e intrigante da sembrare un tempranillo delle zone più centrali, grazie anche a un substrato calcareo che avvicina questi terreni a quelli della Rioja.  L’enologo è il giovane di talento José Manuel Cózar Cabañas. Non è facile incontrare in Andalusia un vino monovarietale da tempranillo, e per di più di questa qualità. Un interpretazione diversa del vitigno che dipende da condizioni ambientali, colturali ed enologiche differenti,  in più le variabili delle diverse annate. Ecco che degustare una bottiglia è un esperienza unica e irripetibile.

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Il vino degustato è un Crianza, 14% Vol.,  ricco di aromi, intenso, persistente. Fermenta in serbatoi di acciaio, si affina in barrique di rovere francese per 18 mesi, durante i primi 12 sui propri sedimenti, secondo il metodo sur lie. Infine in bottiglia per altri 12 mesi. Il risultato è un vino di un rosso scuro intenso, limpido, denso, che sa di frutta nera, come mora e  prugna, con una punta balsamica e un leggero retrogusto di mandorla amara. Bei tannini rotondi, untuosità presente ma elegante. Prima di venir via ci lasciamo incantare da un giro a El Atico, al barrio alto, per una cena con vista fra le montagne andaluse. Il silenzio sovrano di alcuni dei più affascinanti pueblos blancos invita a tornare.

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