VINITALY, 5STAR WINES THE BOOK 2017

Banfi di Montalcino (Siena) è la miglior cantina per la giuria della prima edizione della guida 5Star Wines the Book 2017, la prima mai realizzata da una fiera internazionale del vino.

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I vini sono divisi per tipologie ‘Bianco’, ‘Rosso’, ‘Rosato’, ‘Dolce’, ‘Frizzante’ e ‘Spumante’. In tutto 441 eccellenze che hanno ottenuto un punteggio di almeno 90 centesimi, necessario per entrare in guida, cui se ne aggiungono 17 della selezione Wine without Walls. Dal 31 marzo al 2 aprile sono stati 2153 i vini provenienti da Italia, Francia, Ungheria, Slovenia, Sudafrica, Croazia, Messico, Romania, Ucraina, Hong Kong, Turchia, Canada, Cina di 578 aziende valutati da commissioni specializzate per territorio, sotto la guida di Ian D’Agata, direttore scientifico di Vinitaly International Academy. Ma veniamo ai vincitori. Il miglior vino italiano (quello che ha ottenuto in assoluto il miglior punteggio) è il Barolo DOCG Bussia 2013, di Agricola Gian Piero Marrone snc, di La Morra (Cuneo). I migliori vini per tipologie sono: Vermentino di Gallura DOCG Vendemmia Tardiva ‘Sciala’ 2015, di Surrau srl, ad Arzachena (Oristano); Lazio IGP Rosato ‘Albiola’ 2016, di Casale del Giglio, a Le Ferriere (Latina); Barolo DOCG Bussia 2013; Moscadello di Montalcino DOC Vendemmia Tardiva ‘Florus’ 2014, di Banfi srl, a Montalcino (Siena); Colli Piacentini DOC Malvasia frizzante 2016, di Cantina Sociale di Vicobarone, a Vicobarone di Ziano (Piacenza); Vino Spumante di Qualità Brut Rosé ‘Unique’ 2014, di Medici Ermete, a Reggio Emilia. Il Gran Premio della giuria è andato alla Vernaccia di Oristano Doc Superiore ‘ Juighissa’ 2008, di Cantina della Vernaccia Soc. Coop. Agr., ad Oristano. Per Miglior Rapporto Prezzo/Piacere l’ex aequo è tra Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze Spumante Dry 2016, di Le Bertole, di Bortolin G. & Soc. Agr. S.S, a Valdobbiadene (Treviso) e Marsala DOC Vergine Riserva Dry 2000 di Carlo Pellegrino & C. S.P.A., a Marsala (Trapani). Un riconoscimento che va alla Sicilia in un periodo particolare, di grandi conferme, con le Doc che sono cresciute più delle Igt e hanno alzato l’asticella qualitativa, e con l’Etna Doc che è cresciuta del 26% nell’ultimo anno. Sicilia che a Vinitaly si confronterà con il Barolo e sarà presente con una degustazione condotta dal professor Attilio Scienza sui vitigni autoctoni antichi, di cui la regione è particolarmente ricca. Protagonista anche l’olio della pace, prodotto con olive del campo sperimentale, patrimonio di biodiversità, di Zagaria, a Pergusa (Enna). Ben 400 varietà diverse. Crescita qualitativa importante anche per le Marche. Secondo l’Istat il ‘vigneto Marche’ ha registrato nel 2016 un aumento nelle esportazioni del 3,8%, per un valore di circa 50mln di euro, + 50% è l’incremento delle vendite oltre frontiera negli ultimi dieci anni. Mentre la Puglia, terra di ottimi rossi e rosati, conosciuta e apprezzata per l’austerità del Primitivo e il fascino del Negroamaro, dal Gargano al Salento, passando dalle Murge punterà sui vini bianchi e sulle bollicine. Grandi conferme anche per l’Abruzzo con il Montepulciano d’Abruzzo al terzo posto dietro a Chianti e Lambrusco nella Grande Distribuzione. L’Irpinia, che quest’anno torna nel padiglione della regione Campania, dopo che per tre anni aveva corso da sola distinguendosi dalle altre province campane, è la settima provincia, in termini numerici, con più cantine al Vinitaly, la prima in tutto il centro-sud (su 256 etichette campane 113 sono irpine). A dominare la classifica delle presenze è la provincia di Cuneo con 355 cantine espositrici. A seguire Siena (316), Verona (238), Treviso (179), Firenze (160), Asti (127) e Brescia a pari merito con Avellino (113).