OPERAWINE GUARDA ALLA CINA

Oggi alla sesta edizione di OperaWine si è parlato di Cina. Operawine per i non addetti ai lavori è l’anteprima-evento che precede il Vinitaly organizzata al palazzo della Gran Guardia in collaborazione con la rivista americana Wine Spectator e che riunisce per l’occasione i 104 produttori top italiani (quast’anno 4 in più). Cina che oggi rappresenta ancora un mercato-sfida con una quota del 5,6%, ma il vino italiano è il primo per crescita con le esportazioni che nel 2016 hanno raggiunto un aumento di valore di quasi il 33% per oltre 120 milioni di euro, un tasso di crescita due volte superiore alla media internazionale per il mercato cinese (16%). E il dato è ancor più significativo se lo si paragona con quello dei top players sul mercato: Francia, che domina la classifica e cresce del 10,5% rispetto all’anno precedente, seguono Australia (+ 25,9%), Cile (+14,8%) e Spagna (+22,7%). C’è margine quindi per l’export italiano in Oriente e su questo progetto Vinitaly sta lavorando intercettando i player strategici della domanda, uno su tutti ‘1919’, il maggior operatore cinese della distribuzione online e offline. A OperaWine era presente oggi una delegazione guidata dal presidente e amministratore delegato Robert Yang e dal general manager Andrew Tan di ‘1919’, insieme a 40 buyer asiatici selezionati dal programma di incoming. Un mercato quello cinese di importanza strategica per il made in Italy. <<Da parte della Cina c’è molta curiosità e voglia di imparare. I buyers cinesi e gli operatori specializzati a Vinitaly nel 2016 sono cresciuti del 130%>>, commenta oggi in apertura Maurizio Danese, presidente della Fiera.

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Italia che sarà protagonista anche del Grand Tour di Wine Spectator in Usa, un ciclo di degustazioni che porterà in tour i migliori vini del mondo capaci di ottenere un punteggio superiore a 90/100: la prima tappa sarà il 6 maggio a Las Vegas, poi il 9 maggio a Chicago e la chiusura a Miami il 12 maggio. In totale 244 vini in degustazione di cui 62 italiani, fra cui Allegrini, Castello Banfi, Marchesi di Barolo, Bastianich, Castellare di Castellina, Donnafugata, Livio Felluga, Ferrari, Frescobaldi, Mastroberardino, Planeta, Tenuta San Guido, Zenato. L’andamento dell’export del vino italiano in Usa nel 2016 è arrivato a 1,7 miliardi, il 6,5% in più sul 2015. (http://grandtour.winespectator.com)