SASSICAIA, VERTICALE STORICA

A OperaWine è (anche quest’anno) tra i 104 vini top d’Italia, sul modello bordolese fin dalla sua nascita. Stiamo parlando del Bolgheri Sassicaia 2008, il vino icona del marchese Mario Incisa della Rocchetta e simbolo del made in Italy di qualità nel mondo, che ha aperto la strada ai Super Tuscan e che non ha bisogno di molte presentazioni. Vino di cui oggi Vinitaly (o meglio VIA,  la Vinitaly International Academy) ha celebrato i 50 anni con una storica verticale di annate ‘dimenticate’. Un modo anche per ricordare il compianto enologo Giacomo Tachis, la cui maestria ha tirato fuori piccoli capolavori del gusto, dalle annate indimenticabili a quelle considerate ‘minori’ ma sempre sorprendentemente uniche, dove la differenza è data da sfumature. Un appuntamento per pochi fortunati, accompagnato dal seminario ‘Indietro nel tempo con il Sassicaia – le annate dimenticate’.

Nel ricordo di Priscilla Incisa della Rocchetta il Sassicaia è nato <<come vino da bere in famiglia, voluto dal nonno Mario Incisa della Rocchetta, che intuì come il territorio di Bolgheri fosse particolarmente vocato alla coltivazione di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc>> . E infatti dal secondo dopoguerra (1948) agli anni ’60 il Sassicaia fu prodotto ad uso della famiglia. Un grande vino (in maggioranza Cabernet Sauvignon) che ha creato dal nulla il distretto vitivinicolo di Bolgheri, nella Maremma livornese, che fino ad allora non aveva una storia enologica, ma che da lì in poi sarebbe diventato uno dei grandi territori vocati, in grado di sostenere il confronto con i più temibili competitors. Dal 2013 il Sassicaia si è staccato dalla Doc Bolgheri, di cui era sottozona sin dal 1994, per diventare una Doc autonoma: Sassicaia è un cru in Bolgheri posseduto da Tenuta San Guido. La prima annata nel mercato fu la vendemmia 1968, solo 3mila bottiglie. Steve Kim, managing director di Vinitaly International Academy, ha ricordato come oggi sia uno dei vini più ricercati in Cina per la qualità e la storia che vanta.

Al centro della degustazione abbiamo annate figlie di <<stagioni complicate sul versante meteorologico>>, come spiegato da Ian D’Agata, direttore scientifico di VIA, e da Carlo Paoli, direttore generale tecnico di Sassicaia e Tenuta San Guido. Ecco le otto annate a confronto: 1992, 1994, 2002, 2005, 2007, 2008, 2010, 2014. Da dire c’è che anche in quelle più difficili questo vino non perde in eleganza. Eccellenti, mitiche, ricordiamole, furono le vendemmie 1975, 1977, 1978, 1985 (quella storica!), 1988, 1990, 1995, 1997 e 2004. Ogni anno sono prodotte dalle 180 alle 200mila bottiglie di Sassicaia, di cui più della metà è esportata. Un vanto per l’Italia intera.