AIS VERONA BLIND TASTING di Francesca Fiocchi

Il Friuli riserva sempre delle (belle) sorprese. Come in questo caso: blind tasting di Ais Verona (già sold out nei primi giorni) di vini e aziende friulane che francamente non conoscevo a parte la prima, Zidarich, un nome una garanzia in tutto quello che fa. Sarà perché del Friuli preferisco i vini bianchi – vini che solo in un paio di occasioni mi hanno delusa, complice un’annata sfavorevole, quel 2014 annus horribilis – che i rossi li ho un po’ accantonati. E me ne dispiace. Devo ringraziare Liliana Savioli, giudice di analisi sensoriale e conduttrice della serata, che li ha portati, facendomi scoprire aziende che hanno molto da raccontare e i cui vini, che non sono nelle mie corde ma di cui riconosco originalità e carattere, hanno molto da dire, fiere espressioni di un territorio unico al mondo, di un lavoro ancestrale della terra che trova nel coraggio dei giovani la sua essenza. Un Friuli che soprattutto in questi ultimi anni sta ritrovando la sua anima.

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FB_IMG_1492986418809“Al buio vediamoci chiaro” il titolo dell’evento. Perché la vista può influenzare il giudizio su un vino. Eccome. Quindi liberandoci da questa prospettiva, che a volte può diventare una vera e propria zavorra, possiamo lasciarci guidare dagli altri sensi, dall’istinto, da emozioni pure e possono trovare spazio i ricordi più reconditi, la fantasia, l’incanto. I vini degustati offrono uno spaccato dell’immenso territorio friulano. Molto eterogeneo anche nel giro di pochi chilometri, assemblaggio di stili, tradizioni, culture che si amalgamano creando un unicum irresistibile. Un territorio intenso che si appiccica addosso e non si riesce più a scrollare via. Come le persone, vignaioli veri che in vigna ci mettono la faccia, tirando fuori dei vini riconoscibili e incantatori, mosaico di influenze, dalle potenzialità straordinarie e dalle espressioni eccellenti quanto particolari, anche nei rossi. Se il Friulano è il vino bandiera, forse il più apprezzato, non da meno sono la Ribolla, lo Schioppettino, il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Ramandolo, per citarne solo alcuni. Una produzione vastissima che nel complesso abbraccia i terroir più conosciuti, come il Collio, i Colli orientali, il Friuli Grave, il Carso, l’Isonzo, ma anche il Friuli Annia, Aquileia e Latisana sanno regalare perle, che risentono dell’influsso marittimo. Nella zona di Annia si produce, tra l’altro, un piacevolissimo rosato.

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Veniamo ai vini. Di sei aziende: Le Favole, Il Carpino, RoncSoreli, Zidarich, Valpanera, Borgo delle Oche. Apre le danze Zidarich. Siamo in presenza di un vitigno difficile, con un’acidità spigolosa, da cui il suo autore ricava un vino di ottima bevibilità che cattura al volo un’emozione. Geograficamente siamo a Prepotto. Questo Terrano in purezza Venezia Giulia Igt 2013, non filtrato, maturato per 24 mesi in botte grande di rovere di Slavonia, ha un sorso elegante, buone mineralità e sapidità, un ottimo equilibrio e una chiusura fresca piacevolissima che accompagna una delicata nota di grafite. Un vino denso, con tutti i profumi del Carso triestino, quella magica strettoia tra terra e mare di roccia calcarea, di terra rossa viva. Vale la pena anche la Vitovska di Zidarich.

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Con lo Schioppttino 2010 di RoncSoreli siamo nel Friuli dei Colli orientali, famosi per il ricercato Picolit, precisamente nella valle dello Judrio, una delle più suggestive dell’intero territorio, da apprezzare in maniera slow. Lo Schioppettino è il vino che più rappresenta la zona e l’azienda ne è uno dei maggiori produttori. Lungo affinamento, vino morbido, dai tannini eleganti, direi anche sensuale, dove le spezie dominano incontrastate, di piacevole ritorno balsamico. RoncSoreli si distingue anche per il Friulano botrizzato, ossia vendemmiato tardivamente, quando la muffa nobile ha iniziato ad attaccare l’acino. Quest’ultimo sarà per la prossima volta.

Il Borgo delle Oche Merlot 2013 Venezia Giulia Igt è un Merlot di razza, 3500 bottiglie, solo acciaio. Qui siamo sulla riva destra del Tagliamento, nella zona Grave del Friuli, territorio vittima di una certa sottovalutazione, che però sa regalare vini splendidi, molto freschi e profumati. Buona corrispondenza naso e bocca, attacco piacevolmente tannico in equilibrio con l’alcol, fine e di lunga persistenza.

Con Il Carpino Venezia Giulia Igt Ribolla gialla 2012 siamo a San Floriano, nel Collio goriziano, ai confini con la Slovenia, su terreni di marne e arenarie (ponca) di origine eocenica particolarmente ricchi di carbonato di calcio. In questo caso l’uva fermenta a contatto con le bucce per 45 giorni in tini aperti di rovere di Slavonia, matura 12 mesi in botte,11 in vasca di acciaio e due anni in bottiglia. La ribolla è il vitigno friulano di frontiera fra i più diffusi nella regione, con origini antichissime, e al contempo è un vino capace di invecchiare e regalare ottime espressioni. Sono gioiellini, questi, fortemente territoriali, di carattere, di intense aromaticità e di buone mineralità e sapidità. Grazie al fatto che le radici della vite scavano in profondità per nutrirsi di minerali. Un vino certamente di complessità olfattiva e con un bel finale balsamico, intenso e prolungato, che a occhi chiusi ricorda un rosso.

Le Favole Cabernet Franc in purezza Annia 2014 – annata complicata – è prodotto in un territorio costellato di boschi di acacie, roveri, castagni, carpini e noccioli, su terreni argillosi ricchi di sali minerali. E tutto questo nel vino si sente. Siamo a Sacile, in provincia di Pordenone: la pedemontana sopra il paese offre una panoramica di rara bellezza su vigne e boschi in cui è facile avvistare cervi e caprioli. Il Cabernet Franc ha un sapore decisamente erbaceo, con note di peperone verde, e una notevole freschezza. Ottima anche la malvasia istriana, loro vino bandiera.

Con il Valpanera Refosco dal Peducolo Rosso 2011, Riserva Friuli Aquileia Doc, siamo a Villa Vicentina, nell’Udinese, all’interno della Doc Friuli Aquileia. L’azienda ha creduto e investito nella valorizzazione di un autoctono dalle grandi potenzialità: il Refosco dal Peduncolo Rosso, un vitigno molto antico che in questa zona si sviluppa in maniera interessante. Note di sottobosco, speziate, gusto secco: è sicuramente un vino che non sgomita e intriga.

La serata nel complesso mi ha soddisfatta. Sicuramente incuriosita con i suoi vini dall’anima decisamente rock.