BOTTEGA, 40 ANNI DI SUCCESSI di Francesca Fiocchi

Con lui il vino è s-p-e-t-t-a-c-o-l-o. Il suo è un mondo di wine & spirits a trecentosessanta gradi, dove la bottiglia intesa anche sul piano dell’estetica è regina. Vestita sfarzosamente per un gran ballo a corte. Sogno, fantasia, incanto: questa è l’arte di Sandro Bottega e dei suoi capolavori di stile. Che imprigionano gli sguardi, regalando l’illusione di mondi fantastici e inaccessibili. Ricordando questi successi è arrivato il momento di spegnere le prime 40 candeline: luogo dell’evento nell’evento è stato lo scorso Vinitaly, fra tanti amici e con taglio della torta celebrativa con tanto di placche dorate, accompagnata da uno Jeroboam Gold con dicitura in cristalli “Bottega since 1977, 40 years”. Stiamo appunto parlando dell’azienda Bottega, oggi S.P.A., che nasce nel 1977 a Pianzano di Godega (TV), leader nel mondo dei distillati e forte di un mercato planetario (130 i paesi).

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L’occasione è stata anche quella di presentare l’ultimo nato della casa, la loro superba – ma lo è davvero e non tanto per scrivere! – crema di pistacchi di Sicilia, un liquore fragrante (17% vol.), ottimo da solo a fine pasto o, per i più golosi, sul gelato. Crema che segue, tra le altre, Nero, un cioccolato con grappa finissimo, per veri gourmet. Tra le novità presentate anche il libro “Spirit of life”, scritto in collaborazione con Peter Dowling, che racconta in 63 ricette la storia e la vitalità della grappa nelle cucine del mondo, vista come componente dei piatti o in loro accompagnamento. Seguono anche 15 ricette di cocktail. Conoscere l’utilizzo della grappa in cucina ci permette di cogliere proprio quello spirit of life che dà il titolo al libro, essenza della joie de vivre nel senso più pieno del termine. Una magica alchimia tra l’uomo (il distillatore), la materia prima (l’uva) e le macchine (gli alambicchi) che è stata catturata dai due autori com’è nel loro stile: a regola d’arte.

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Sandro Bottega nasce a Conegliano, il destino tracciato. Oggi è presidente dell’omonima distilleria. È lui, con la sua famiglia, persone tra l’altro di una cortesia straordinaria, l’artefice di questa crescita costante, anche nell’anno in cui molte altre realtà hanno conosciuto crisi. L’azienda, che in origine era esclusivamente una distilleria e aveva nella grappa il core business, oggi si occupa di vini, facendo così coincidere la sua doppia anima. Vini che sono vestiti con bottiglie da mille e una notte, bottiglie artistiche in vetro soffiato, disegnate da Sandro Bottega, che creano un legame indissolubile con Venezia e che sono state oggetto della mostra “Art in grappa” agli Istituti di Cultura di New York, Montreal, Colonia, Barcellona e Madrid.

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L’amicizia con l’attrice Stefania Sandrelli (in foto in azienda) è stata l’occasione per produrre il primo Chianti, a seguire l’Amarone, il Brunello di Montalcino e i grandi rossi veneti e toscani. Bottega Gold, il Prosecco Doc nell’inconfondibile bottiglia con livrea dorata, è il simbolo di un’azienda che copre ogni fabbisogno con la sua alta gamma di spumanti, vini rossi, bianchi fermi, grappe, distillati e liquori. La grappa spray – la mia preferita è quella barricata di Cabernet e Merlot, con distillazione a vapore – ha inventato un nuovo modo di consumo e somministrazione di questo distillato ed è un’altra proposta di forte appeal: ottimi gli abbinamenti con protagonista il gelato, sul quale si spruzza la grappa come se fosse un profumo. Ho scoperto anche quelle aromatizzate alle spezie, che danno verve alle bruschette al pomodoro. Grappe dal gusto morbido e delicato grazie a un innovativo sistema di distillazione e riduzione del grado alcolico. E dell’Amarone che ho degustato al Vinitaly ne vogliamo parlare?