TATEL IBIZA GRAND OPENING di Francesca Fiocchi

Ora anche a Ibiza. Il Tatel, progetto di ristorazione e al contempo di promozione della cultura iberica nel mondo, cresce: dopo Madrid e Miami ora tocca alla perla della movida delle isole Baleari, sul tratto di costa di fronte a Formentera. A breve aprirà anche lo Zela, vicino a un altro storico locale, il Pacha: cucina asiatica, grande carta dei vini. Il Tatel Ibiza è inserito nel complesso dell’Hard Rock Hotel, a Platja d’en Bossa e riprende lo stile e la filosofia madrileni: locale ultrachic, curato nei minimi dettagli, atmosfere retrò,  a pie de playa e con vista su una piscina spettacolare di notte illuminata da centinaia di candele. In totale 1400 metri quadrati per un totale di 300 coperti, dove la musica avrà un ruolo centrale grazie al passaggio dei Djs più importanti del mondo.

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L ‘obiettivo dei proprietari, che sono spagnoli, è quello di diffondere la cultura e lo stile iberico nel mondo  attraverso l’enogastronomia: ricette tradizionali, attualizzate da uno chef di prim’ordine, e carta vini fornitissima che vanta i più grandi nomi dell’enologia spagnola: da Vega Sicilia a Pingus, Da Alvaro Palacios  a Gonzalez-Byass ad Aalto di Mariano Garcia, passando per diverse proposte molto interessanti, alcune meno conosciute, e dall’ottimo rapporto qualità prezzo. Tatel che punta a diventare dopo l’apertura delle prossime sedi a Filadelfia e Los Angeles il principale referente della cucina spagnola nel mondo. Dalla prima sede, quella di Madrid, sono passati tantissimi vip fra cui i reali spagnoli, Cristiano Ronaldo e Pau Gasol, che qui celebrò il suo compleanno. All’Opening di Ibiza, lo scorso 27 aprile, rigorosamente su invito, sono soddisfatta di aver ritrovato i vini di Muga (di cui segnalo anche il Fermentado en barrica da viura e malvasia), che avevo recensito positivamente durante il mio ultimo viaggio a Madrid. Sempre un bel bere, decisamente una piacevole scoperta. Così come interessanti erano stati i vini di Chivite (una nota di merito al Coleccion 125 e al Finca Villatuerta, entrambi Chardonnay).

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Stavolta vi voglio parlare dei vini naturali ed eleganti di Ricardo Sanz, cinque generazioni di enologi alle spalle, studi in Spagna, Francia, Ungheria e Cile. Un vignaiolo coraggioso che insieme ai fratelli Marco e Alejandra ha dato grande impulso e valorizzazione alle varietà autoctone, su tutte il verdejo, una qualità che in Rueda ha una tradizione forte di 5 secoli e regala espressioni straordinarie. Naturalmente parliamo dei suoi vini bianchi: di carattere, di spiccate mineralità e freschezza,  che sanno coniugare potenza ed eleganza, vini di cui Ricardo Sanz è l’anima e che sono frutto della miglior espressione del terreno grazie a trattamenti naturali e a una filosofia che si basa sul minimo intervento nel processo di vinificazione (con lieviti autoctoni e senza addizioni chimiche). Sono vini molto minerali, riconoscibili, che conservano intatti i loro aromi varietali.  L’inertizzazione è con neve carbonica.

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(In foto sopra l’articolo che il quotidiano El Mundo ha dedicato all’ opening del Tatel Ibiza)

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(In foto una veduta dell’hotel)

Siamo a Rueda in Valladolid, una delle zone più vocate per la produzione di bianco da uva verdejo grazie a terreni sassosi, ricchi di calcio e magnesio, che godono delle brezze atlantiche e dell’influenza del fiume Duero. Qui le grandi escursioni termiche regalano un ottimo equilibrio fra zuccheri e acidità. I vini di Ricardo Sanz ho già avuto modo di apprezzarli all’enoteca Lavinia, a Madrid: li ritrovo al Tatel con grande piacere. La bodega  Menade vanta duecentosessanta ettari, di cui 160 in produzione, un’età media delle vigne sui 20-25 anni e 30 ettari pre fillossera (quindi ci riferiamo a vitigni ultracentenari). Le varietà coltivate sono verdejo, sauvignon blanc, viura e tinta de toro. Quest’ultima uva, che appartiene alla famiglia del tempranillo, è tipica del territorio della denominazione di origine Toro e regala vini molto aromatici e fini, leggermente acidi, da invecchiamento ma con una buona qualità anche su quelli più giovani. Il 90% della produzione dei fratelli Sanz è destinata ai vini bianchi, il 10% ai rossi, con export del 70%, circa 1,8 milioni di bottiglie, in 30 Paesi.

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Il Menade Rueda Verdejo Ecologico 2016 è un vino bianco senza invecchiamento (e senza solforosa), dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, beverino fino a diventare traditore. Il colore è quello tipico dell’uva verdejo, un paglierino brillante con riflessi verde pallido. Il naso è elegante, con un delicato effluvio di note agrumate, kiwi e limone su tutti, di pesca e fiori bianchi, e una nota vegetale che si fa sentire, con suggestioni di anice ed erbe aromatiche. Vini che bevuti giovani conservano intatti aromi varietali e piacevolezza. In bocca dà l’idea immediata di masticare un grappolo d’uva perché è saporito e aromatico, con una buona acidità che gli conferisce la giusta verve rinfrescante, accompagnando la parte fruttata fino al finale ammandorlato. Si sente la necessità del terreno di farsi riconoscere. Sicuramente un vino di gran fascino e suggestione. Che cattura un’emozione. L’immagine che mi sovviene è quella di un degustatore deragliato dai consueti binari per scoprire nuovi pulsanti e per nulla “piacioni” sentieri.  Perché il vino è anche poesia e atmosfera. Cin cin!

          https://vimeo.com/214649819