LA VITE È DONNA

Con le Donne del Vino Friuli Venezia Giulia “La vite è donna”. La delegazione friulana lancia l’evento il prossimo 8 luglio in uno degli angoli più suggestivi  ed esclusivi di tutta la regione: Portopiccolo Sistiana, con vista su uno specchio di mare dello spettacolare Golfo di Trieste, tra i castelli di Miramare e di Duino. Un’occasione unica per incontrare le produttrici provenienti da ogni regione che presenteranno l’Italia attraverso vini declinati al femminile: dal Barolo al Nero D’Avola, il racconto di una lunga storia d’amore. Essere donna, essere italiana, fare vino. Perché le donne amano il vino ma non solo: amano produrlo, valorizzarlo e comunicarlo. In apertura il convegno dedicato alla figura del sommelier e alla sua evoluzione nel tempo. <<Il ruolo del sommelier, all’inizio maschile, da qualche anno vede una presenza delle donne sempre più importante per numero e professionalità, molte di loro fanno parte anche dell’associazione Donne del Vino, motivo per cui sarebbe giusto declinare il nome “sommelier” al femminile>>, commenta l’imprenditrice Rossana Bettini Illy, che si occupa, tra le varie altre cose, di Brunello con l’acquisizione della cantina Mastrojanni – da provare il loro Vigna Schiena d’Asino ma anche il Vigna Loreto, un vero viaggio nel piacere. <<Le imprese vitivinicole femminili sono aumentate significativamente negli ultimi dieci anni grazie a donne che hanno dimostrato preparazione, grinta e determinazione. A fare la differenza sono poi sensibilità e intuito di genere, che ci conducono verso un’innata cura dei dettagli>>. Madrina d’eccezione dell’evento sarà la scrittrice Sveva Casati Modignani, con la presenza della presidente delle Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini, fondatrice del Progetto Prime Donne.

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L’associazione nazionale Le Donne del Vino, con le sue oltre 750 iscritte che appartengono a tutte le categorie della filiera, l’anno prossimo compirà 30 anni. È ormai lontano quel 1988 in cui le iscritte si contavano sulla punta delle dita. Oggi le donne impegnate in viticoltura sono una presenza costante e determinante: produttrici, enologhe, agronome,  sommelier, comunicatrici a 360 gradi.

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Il brindisi da Signorvino, a margine della conferenza stampa, mi ha deliziata con due interpretazioni diverse del Rosé: un vino fermo e uno spumante. Il Rosa dei Masi, rosato delle Venezie Igt,  è un Supervenetian da refosco dal peduncolo rosso, piacevolmente fruttato e fresco, dove vengono utilizzate uve leggermente appassite. Ne risulta un color rosa salmone accattivante, naso di ciliegia selvatica e sapore morbido che contrasta il carattere varietale tipico del refosco. Incanto il Conte Collalto Rosé, un extra dry metodo Charmat da Manzoni Moscato 13.0.25, un vitigno raro frutto dell’incrocio di uve a bacca rossa: raboso del Piave e moscato d’Amburgo. I grappoli presentano chicchi neri, rossi, rosa, gialli: un vero spettacolo visivo della natura. Un incrocio particolare molto interessante per la produzione di spumanti gentilmente aromatici ed eleganti. Come zona di produzione siamo sulle colline intorno al castello di San Salvatore di Susegana, nel Trevigiano. Dopo una macerazione a freddo delle bucce con il mosto per due giorni seguono tre mesi di affinamento in acciaio e ulteriori sei  in bottiglia. Un vino tecnicamente ben fatto, che riesce a preservare le migliori caratteristiche dei vitigni da cui è ricavato. Il colore è di un bellissimo rosa peonia brillante, le bollicine  sono nervose, in bocca i frutti di bosco supportano l’aroma intenso tipico di questo vitigno, il finale è piacevolmente morbido e fragrante. Interessante anche il vino fermo da Manzoni bianco 6.0.13, incrocio di riesling renano e pinot bianco. Ma questa è già un’altra storia.