LA SCOLCA DA COVINO di Francesca Fiocchi

Metti una sera a cena. In quel di Portofino. Se i vini de La Scolca incontrano Zeffirino al Covino, l’elegante tempio gourmet da esportazione a picco sul mare, da poco aperto nell’esclusiva location di Santa Margherita, si firma una serata indimenticabile, gioia dei sensi. Per chi ama il pesto, quello buono, consiglio una capatina qui: le trofie al pesto sono da ola. La sede madre a Genova, in via XX Settembre, è ambasciatrice della cucina ligure nel mondo: Las Vegas, Hong Kong, Barcellona, Loano. Tra i suoi estimatori più popolari di sempre Karol Wojtyla e Frank Sinatra: il catering delle cene private di The Voice nella villa di Palm Springs era sempre firmato da Zeffirino Genova. <<Il grande Frank amava le cose buone, l’alta qualità delle materie prime, il made in Italy. Era un intenditore e apprezzava in particolare il nostro pesto e i paffutelli>>, ricorda con una vena di orgoglio Marco Belloni, quarta generazione della nota famiglia di ristoratori. <<L’amicizia con il celebre cantante nacque negli anni ‘60 a Las Vegas in occasione del match di pugilato tra Nino Benvenuti ed Emile Griffith. In ogni suo concerto voleva sempre qualcosa di nostro nel camerino>>. La terrazza incastonata nella roccia con affaccio sul golfo del Tigullio racconta da sola quest’angolo di Liguria. Non servono giri di parole. Lo sciacquio delle onde in sottofondo è pura melodia. Il passaggio dall’interno all’esterno è senza soluzione di continuità: l’effetto scenico è quello di una grande barca dove l’eleganza strizza l’occhio alla semplicità, e alla cura del dettaglio. Il risultato è molto naturale, armonico, contestualizzato. Sullo sfondo un magnifico pianoforte. DJ set e serate con musica dal vivo allieteranno l’estate del Levante con personaggi come Fiordaliso, Jerry Calà, Alan Sorrenti. Per chiudere la serata in bellezza l’appuntamento è al Covo di Nord Est, completamente rinnovato in stile anni ‘20 dall’imprenditore Stefano Rosina e dall’event manager Maria Raia. Un complesso chic che sa venire incontro a diverse esigenze, ampliando l’offerta turistica del territorio.

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I miei bianchi preferiti sono friulani e trentini. Poi c’è l’isola felice del Gavi, da uve cortese che vinificate in purezza esaltano la peculiarità del vitigno, l’eleganza nel bicchiere, la territorialità, l’aristocratica finezza del bouquet. Ritrovare i vini di Chiara Soldati è sempre un piacere perché la nostra amicizia deriva da una profonda stima personale, avendo la sottoscritta sempre apprezzato i vini de La Scolca, vini che sanno dialogare con i millenials per la purezza dell’assaggio, vini che finora non mi hanno mai delusa. Amicizia che corre su un binario diverso rispetto alle mie note di degustazione. Quando viaggio all’estero è bello ritrovare dei prodotti italiani riconoscibili, come il Gavi Etichetta Nera, tra l’altro sulla tavola della cena elettorale di Donald Trump, ma apprezzati anche da personaggi come Denzel Washington e Charlie Arturaola, per citarne alcuni. La recente festa di Bulgari a Parigi in un contesto da mille e una notte ha visto la presenza di questi vini. Ed è doppiamente bello sapere che c’è una donna dietro a un successo tutto italiano. Un’azienda che si appresta a festeggiare il centenario in pompa magna, con tanti progetti, fra cui una nuova cantina.

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I miei complimenti alla cucina: sulla linea di Frank Sinatra promuovo a pieni voti i paffutelli alla frank, uno strepitoso e saporito raviolino alle erbe liguri, e le trofie al pesto, due piatti difficili da creare perché giocati su equilibri delicati tra sapidità e freschezza. Per non parlare del pesto, quello profumato e intenso di Prà, con la foglia giovane che in bocca scalpita, una bella grassezza e una fine untuosità. Due ricette che si accompagnano bene con un vino di medio corpo, di buona acidità, fresco e versatile (giovane o al massimo con due anni di invecchiamento) come Il Valentino, leggermente aromatico, da vigneti di alta collina, che asciuga la bocca e dona freschezza, con una sensazione minerale e una piacevole nota sapida. Valentino che ha accompagnato in apertura anche un’insalatina di mare come dovrebbe essere, ossia con pesce freschissimo. Lo Spumante Brut Rugré è sempre un bel bere perché regala piacevolezza. Da lavorazione cuve close (metodo Martinotti), è un vino delicato al naso e pieno in bocca. Lo consiglio anche per un lunch veloce o per un dopo cena. Come secondo, bianco di pesce alla mediterranea che si taglia con la forchetta sfumato con rosato RosaChiara, dal delicato sentore di piccoli frutti rossi, una nota che ritroviamo nel piatto in piacevole contrasto con la sapidità del pesce. A chiudere, la millefoglie con il millesimato, uno spumante di profondità olfattiva, vivacità acida e intense sensazioni minerali. Ogni volta è chapeau!

Sotto la galleria fotografica della cena evento firmata La Scolca da Covino:

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(Sopra, con Stefano Rosina del Covo di Nord Est e Chiara Soldati)

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