IL REBOLIUM SINEFINIS DI ROBERT PRINCIC di Francesca Fiocchi

Scrivere oggi con quello che è successo in Spagna e a pochi giorni dal mio rientro mi è davvero difficile, ma ci proviamo lo stesso. Prosegue il ciclo di interviste legate al Friuli Venezia Giulia, che ho avuto modo di approfondire lo scorso mese di luglio grazie alla guida ViniBuoni d’Italia, alle cui finali di Buttrio ho partecipato, così come alle degustazioni precedenti  negli enti consortili in Oltrepò Pavese, Scanzorosciate, Valtellina e Valtenesi.

Siamo a Giasbana, nel Goriziano. Una puntatina da Robert Princic, titolare dell’azienda Gradis’ciutta e presidente del Consorzio Collio, non può mancare. Anche perché ora che ho provato il suo Rebolium Sinefinis mi è impossibile non andarlo a trovare quando sono in Friuli. Avvisato! Anche qui mi sono ritagliata uno spazio tutto per me durante le finali di Buttrio della guida ViniBuoni d’Italia per visitare qualche realtà interessante e fare due chiacchiere con i titolari. Ne escono sempre storie di un’umanità straordinaria, vignaioli che ti sanno comunicare con pochi gesti e parole un intero vissuto. A volte basta davvero un bicchiere di vino, altre uno sguardo. Il bello di questo mondo sono proprio le condivisioni che si instaurano, compresa una semplice giornata storta, le amicizie, le famiglie in cui si “entra” e che ti aiutano a capire meglio cosa stai degustando. La mamma di Robert Princic, Ivanka, è un personaggio incredibile, una persona squisita, amabile, con cui staresti a chiacchierare un po’ di più. Quest’anno, complice il rodaggio dell’anno scorso, il Friuli mi ha regalato emozioni uniche, sono riuscita a coglierne l’anima – ringrazio per questo anche Lis Neris e la sua intervista “particolare”. Ho ritrovato degli amici e ne ho conosciuti di nuovi.

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La Ribolla in  tutte le sue declinazioni sa distinguersi, complice un territorio vocato a grandissima qualità: spumantizzata, affinata in acciaio, maturata in legno o con lunghe macerazioni sulle bucce grazie a cui dà vita agli “orange wine”, suggestivi anche cromaticamente. Ma ora veniamo a Robert Princic, al Sinefinis, un metodo classico unico nel suo genere, che rompe gli schemi usuali, da Ribolla gialla/rumena Rebula proveniente da vigneti italiani e sloveni nel Collio Brda, suoli di marne e arenarie eoceniche. Ribolla spumantizzata, 5 grammi per litro di zuccheri, quindi brut, 24 mesi affinata sui lieviti. Dégorgement a maggio 2017. Una bella (ri) bolla senza confini: il progetto è condiviso con l’amico e collega sloveno Matiaz Cetrtic dell’azienda Ferdinand. Ribolla che sta dando buoni risultati, nonostante i tanti detrattori, proprio spumantizzata sia con metodo Charmat sia con Metodo Classico. Nelle vigne di Robert Princic solo concime organico, nessun prodotto di sintesi. Il Collio è una delle zone più vocate alla coltivazione della ribolla. La giornata in cui decido di andare a trovare Robert non è delle migliori perché ha visite: un gruppo di turisti e clienti al cui tavolo finisco e che mi tessono lodi sperticate dei suoi vini. Sono venuti appositamente dall’Olanda per provarli e incontrare lui.

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Ora il Sinefinis. Articolate le sensazioni gusto-olfattive. Delicato, floreale, profumato e armonioso, con splendide note agrumate e di mela golden. Una nota fragrante di pane e sensazioni burrose accompagnano i lieviti che scalzano. Belle la traccia minerale e la bollicina croccante. Il gusto è pieno. Piacevolissime freschezza e sapidità. Buona acidità finale e piacevolmente amarognolo. Ricco di struttura. Con un bel ritorno fruttato. Nel complesso ben calibrato. Un vino versatile e affascinante che io accompagno con il sushi. Bon appétit!