LE DONNE DEL VINO BRINDANO A EATALY di Francesca Fiocchi

Eataly e le Donne del Vino. Insieme per promuovere la cultura del bere bene, bere di qualità. Quando e Dove? A settembre, dal 2 al 28, nei punti vendita italiani con le etichette di 15 cantine selezionate dallo staff di Eataly in base ai vini premiati con Due o Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Quello che ci aspetta sarà un settembre in rosa fra incontri, degustazioni, momenti culturali e carte vino dedicate nei ristoranti di Oscar Farinetti di Torino, Milano, Trieste, Bari e Roma. Una collaborazione nata grazie all’intuizione di Marilisa Allegrini, trait d’union fra le Donne del Vino e il colosso enogastronomico italiano.

Foto Donne del Vino

(In foto al centro, la presidente delle Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini, #fattoriadelcolle)

Il focus sarà sui vitigni autoctoni, oggetto da nord a sud di importanti progetti di recupero e valorizzazione. Una vera e propria rinascita che ne ha fatto una risorsa economica e turistica. Sono vitigni in molti casi difficilissimi da coltivare e/o vinificare, a volte sono produzioni poco fruttifere, che non ricompenseranno mai dei sacrifici fatti. Ma il dato culturale si sta dimostrando vincente, se letto come elemento di differenziazione in un mondo enologico sempre più piatto e omologante quanto al gusto, ma con un nuovo sentire trasversale che non si potrà più fermare: se ieri erano soltanto Mastroberardino e pochi altri, oggi è qualcuno di più a crederci. Quelli da vitigni autoctoni sono vini interessanti e stimolanti perché non codificati in precise caratteristiche organolettiche e produttive. Sono sfide con se stessi. E a noi italiani le sfide piacciono. <<Il nostro 2017 è dedicato a raccontare le scelte coraggiose che molte di noi hanno fatto in vigna e in cantina decidendo di coltivare e vinificare vitigni autoctoni locali sconosciuti, rari e in alcuni casi quasi estinti>>, spiega Donatella Cinelli Colombini, presidente nazionale delle Donne del Vino. <<Una scelta spesso controcorrente che ora ci sta premiando: i consumatori, soprattutto i giovani e le donne, sono sempre più interessati a scoprire gli autoctoni che meglio esprimono il carattere del luogo dove vengono prodotti>>. In poche parole, e questo è vero soprattutto per gli americani, cercano delle storie, l’autenticità delle famiglie dietro quelle storie, dei vini riconoscibili che sappiano esprimere quel territorio e non altri mille, per catturare un’emozione, il ricordo di un viaggio. Donne del Vino che durante il Festival Collisioni 2017, lo scorso luglio, hanno raccontato a trenta esperti di tutto il mondo l’importanza e il valore di queste scelte, espressione più autentica della territorialità. <<I vitigni autoctoni sono un patrimonio unico al mondo, fatto da oltre 800 varietà>>, continua Donatella Cinelli Colombini. <<Per capirne l’importanza basta pensare che la maggior parte dei vini francesi sono composti da 15 uve, quelli californiani da non più di sette-otto. Sono scelte di investimenti a lungo termine che devono essere incoraggiate e raccontate perché sono la nostra carta di distinzione nel panorama vitivinicolo mondiale, un universo che va fatto conoscere soprattutto al mercato del Nord America, sempre attento a questo genere di proposte>>. Sono proprio i vitigni autoctoni che raccontano l’Italia partendo dalla terra. E sono proprio i millenials che chiedono il recupero delle nostre origini più autentiche e rare. Oggi il Carricante, il Nerello Mascalese, il Fiano, la Falanghina, il Pecorino, lo Schioppettino, la Ribolla gialla, il Refosco dal Peduncolo rosso, il Foja Tonda, per citarne alcuni, esistono perché c’è stato chi ha creduto in loro. Scelte pionieristiche cui il tempo ha dato ragione. E che vini! Avanti così.

FB_IMG_1504118511994

(In foto, uva procanico, coltivata per lo più al confine fra Toscana, Umbria e Lazio)

Qui sotto l’elenco delle 15 cantine del Progetto Eataly:

Abruzzo: Stefania Pepe, Azienda Agricola Biologica Stefania Pepe

Basilicata: Carolin Martino, Casa Vinicola Martino

Campania: Gilda Martusciello Guida, Salvatore Martusciello

Friuli Venezia Giulia: Mirella Della Valle, Castelvecchio Società Agricola; Cristina, Antonella, Elisabetta Nonino, Nonino Distillatori in Friuli dal 1897

Lombardia: Ottavia Giorgi Di Vistarino, Conte Vistarino; Giovanna Prandini, Perla del Garda

Marche: Angela Velenosi, Velenosi Vini

Piemonte: Raffaella Bologna, Braida

Sardegna: Elisabetta Pala, Pala Di Mario Pala & C.

Sicilia: Stefania Busà, Casa Vinicola Feudo Rudinì

Toscana: Elisabetta Geppetti, Fattoria Le Pupille

Veneto: Nadia Zenato, Zenato; Isabella Collalto, Azienda Agricola Conte Collalto; Marilisa Allegrini, Azienda Allegrini e Poggio al Tesoro