FERIA, CARTOJAL E MALAGA VIRGEN di Francesca Fiocchi

La cantina di cui vi sto per parlare vende alla Feria de Malaga qualcosa come cinquecentomila bottiglie. Più o meno. La Feria, conosciuta anche come Gran Fiesta del Verano, coincide con il Ferragosto malagueño e dura una decina di giorni: balli, canti, concerti, eventi di wine & food molto folkloristici ed esibizioni pittoresche di flamenco animano le strade della città e le sue spiagge più rinomate con un intrattenimento che prosegue fino al mattino. Ed è qui che il Cartojal, che ormai identifica questa grande festa dell’estate istituita nel lontano 1491 per celebrare l’entrata della città nei territori della Corona di Castiglia, va via a fiumi, rigorosamente in bottiglie di plastica per motivi di sicurezza. Il Cartojal è un vino bianco dolce della Do Malaga da uva Moscatel Morisco e di Alejandria, molto beverino, dalle caratteristiche note di miele e agrumi e dal sapore di uva fresca, da servire come aperitivo intorno a 7-8 °C. Cartojal riconoscibile dalla caratteristica etichetta fuxia con capsula punteggiata da pois bianchi, che ha dato vita anche a numerosi e variopinti gadgets. Il produttore è Malaga Virgen, una cantina con la potenzialità di circa 3 milioni di litri per un totale di 4 milioni di bottiglie annue, dove la parte del leone la fanno sicuramente i vini dolci da Moscatel e Pedro Ximenez. Le altre varietà di uva coltivate sono il Syrah, lo Chardonnay e il Verdejo, che danno vita a vini secchi piacevolissimi e freschi.

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Malaga Virgen ė sinonimo di vini dolci, che raggiungono punte di eccellenza, ma sono interessanti anche i bianchi e il Syrah, il loro tinto (rosso) secco, invecchiato in barrique per 24 mesi e in bottiglia almeno 12, morbido e concentrato, impregnato di spezie, violetta e frutti rossi, dai tannini ben integrati e con un intrigante tono affumicato. Syrah Pernales Coupage 2014-2015, Do Sierras de Malaga, dalla simpatica etichetta arancione, che è stato il mio primo impatto con questa cantina e che ho provato a EL PIMPI, il ristorante cool nel centro di Malaga. Ammiccante e varietale è anche il Rosato dry da Syrah. Di bella beva, contrariamente a quanto credevo, sono i bianchi, come il loro blend di Chardonnay e Moscatel (25%), morbido, burroso, dal tono tropicale: macerazione prefermentativa per 48 ore, pressatura soffice, fermentazione in botti di rovere e successivo invecchiamento su fecce sottili. Più immediati sono invece il Verdejo e lo Chardonnay senza invecchiamento in legno, monovarietali.

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Raggiungiamo la cantina, Finca Vistahermosa (“vista meravigliosa”), da una strada sterrata, passando fra uliveti e vigneti dalla terra rossiccia, dove il sole batte cocente e il silenzio regna sovrano. Siamo a Fuente de Piedra, nel  nord di Malaga, nei pressi della laguna piū estesa dell’Andalusia, che accoglie migliaia di fenicotteri rosa. Abbiamo lasciato alle nostre spalle anche la cosiddetta Cara del Indio, o Peña de los Enamorados, nel municipio di Antequera, una montagna caratteristica, dai tramonti spettacolari, che ricorda il viso (cara appunto) di un indiano. Nel retro dell’azienda una vasca raccoglie l’acqua per irrigare: le piogge sono scarse, sui 150 litri all’anno. Tutt’intorno 120 ettari vitati, principalmente Pedro Ximenez, Moscatel Morisco, Verdejo e Chardonnay, più altri 230 in varie zone dell’ Andalusia. Ci accoglie Lucas Bricout de Burgos, quarta generazione, un ragazzo simpatico e gioviale, responsabile Marketing ed Export di origini spagnole e belghe. Malaga Virgen nasce nel 1885 con il bisnonno di Lucas, Salvador Lopez Lopez. Oggi è una fiorente realtà, con un fatturato importante, ma in passato, fra le due guerre mondiali e nel secondo dopoguerra, ha attraversato periodi difficili. Dagli anni ’60 la crescita ė costante. Oggi conta su un mercato fiorente nazionale, dell’Europa del Nord e dell’Est e del Sud America.

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E ora i vini dolci. Densi, untuosi, potenti, con dentro il sole della terra di Malaga e tutti giocati su un delicato equilibrio tra zuccheri e acidità che non li rende stucchevoli ma riesce a conservare una piacevole freschezza gustativa. Equilibrio che si rivela indispensabile soprattutto con vini dove il profilo zuccherino raggiunge i 430 gr/l, quindi molto molto dolci. Il Malaga Virgen è il loro vino tradizionale da Pedro Ximenez (160gr/l di zuccheri), da uva appassita e con invecchiamento ossidativo di 24 mesi in botti di rovere americano. Saporito ed elegante, fa sentire il legno, ma il sapore dell’uva ė riconoscibile. Il Pico Plata è il vino dolce da Moscatel de Alejandria dell’Axarquia dal colore più scuro, molto aromatico, pieno, pensato per il mercato della Cantabria e dei Paesi Baschi, dove il legno, un anno in botti di rovere americano, ė appena percettibile.

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Con aromi di frutta passita, datteri, su un piacevole sfondo tostato, con un tocco di tabacco e te è il Pedro Ximenez Riserva de Familia, che ho provato all’hotel Vincci a Malaga: complesso, minerale, dal legno ben integrato. Altro vino di equilibrio e struttura ė il Tres Leones, da uva Moscatel de Alejandria dell’Axarquia (la zona dove il Moscatel cresce meglio). E poi i loro originali vini dolci liquorosi come il Moscatel Naranja, aromatizzato con scorze d’arancia: ottimo, come aperitivo, con del salmone affumicato per il suo ritorno amarognolo e la freschezza gustativa, divino con i brownies. Per un fine cena un must ė la Kina San Clemente, da vini secchi e dolci uniti in blend con aggiunta di estratto di chinina: morbida, con sfumature intriganti di rabarbaro, liquirizia, caramello e china. Per non farci mancare nulla abbiamo provato anche il Brandy Gran Reserva, di lunghissima persistenza, invecchiato più di 30 anni col sistema criadera y solera in botti di rovere americano che hanno contenuto vini dolci da uve Pedro Ximenez, per un tocco elegante e aromatico. Elegante anche il Fino della zona Montilla-Moriles, invecchiato a Fuente de Piedra per le sue condizioni ottimali di umidità. Top di gamma il Trasañejo maturato 30 anni in botti di rovere americano, disponibile in 3 versioni: secco, dolce da Pedro Ximenez e dolce da Moscatel. Da provare assoluto o sul gruviera il loro aceto vinoso (vinagre) da Pedro Ximenez, con note balsamiche, invecchiato almeno dieci anni in barrique di rovere con il sistema criadera y solera.

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Tres chic la bottiglia personalizzata pensata per i musei Carmen Thyssen (uno ė a Madrid, gli due a Malaga e Andorra), un Moscatel Reserva de Familia aromatico e denso, dalle straordinarie note olfattive, in bocca delicatamente dolce e fragrante, speziato, ingentilito da profumi floreali e muschiati, dal richiamo cremoso e zuccherino e dalla struttura elegante. Da provare anche con piatti speziati della cucina etnica per un abbinamento insolito, e che personalmente ho gradito.

Lovin’ Malaga!!

Photogallery Malaga Virgen:

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