VINO&VINILE IN TOUR di Francesca Fiocchi

La serata di degustazione di sabato scorso, 30 settembre, al ristorante CADAUNO a Reggio Emilia (http://www.cadaunoristorante.it/) organizzata da Vino&Vinile e dedicata al Brunello di Montalcino è stata l’occasione per l’incontro fra il suo ideatore Thomas Coccolini Haertl e WineStopAndGo. Ne è nata intervista a mio parere interessante che ci introduce a Vino&Vinile, uno spazio condiviso da amici e (veri) appassionati di vino e musica d’autore e che si traduce in una serie di incontri a numero limitato di partecipanti. Un luogo fisico e ora anche virtuale dove confrontarsi, scambiare opinioni, condividere passioni.

Thomas, da dove nasce l’idea di Vino&Vinile?
Grazie a un mio amico, nel 2014, quando abbiamo iniziato a sperimentare degli incontri privati di degustazione e ascolto di vinile, così quasi per gioco. Ma il vino ė sempre stata una grande passione per me, fin dai tempi dell’università a Firenze: capire il percorso che porta un grappolo d’uva a diventare una grande bottiglia, l’affinamento, la maturazione e poi da architetto la geometria delle cantine, alcune delle quali sono dei veri capolavori di architettura e ingegneria, però questo merita discorsi e spazi a parte. Nel periodo universitario mi sono avvicinato ai vini toscani e ho scoperto un mondo nuovo, fatto di tanti piccoli sogni formato bottiglia: mi sono detto “se essere italiano significa anche questo ne sono davvero orgoglioso”. Durante tutto il cammino che mi ha portato al diploma di Sommelier Ais, nel corso dei tre livelli, avevo pensato che il modo migliore per allenare l’olfatto e il palato fosse fare ripetute degustazioni, con molte aperture per esplorare vini e territori anche lontanissimi fra di loro. Quindi una sera è spuntato questo nome, Vino&Vinile, certo non è originale, ci sono già pubblicazioni, c’è anche un sito, ci sono molti ristoranti e locali nel mondo che hanno adottato questo identificativo prima di noi, ma al giorno d’oggi in un mondo pubblico sul web totalmente virale cos’ è originale? 

Spiegaci in cosa consiste precisamente la tua idea e come nasce un abbinamento musicale, punto d’incontro, direi metafisico, fra due forme d’arte…
Ė tutto molto semplice devo dire, e vissuto con semplicità e un pizzico di sana goliardia. Abbiamo creato una chat su Whatsapp che è partita con pochi iscritti, i sei storici fondatori che hanno dato il via alle degustazioni, e poi mi è venuto in mente che l’ascolto di un grande vinile passa dall’udito, colpisce la testa e la pancia di ognuno di noi come può fare un vino di pregio. Sono percorsi multisensoriali che suscitano grande interesse: ce ne siamo accorti perché in poco tempo la Chat è cresciuta notevolmente come numero di partecipanti e i 6 posti disponibili (come 6 possono essere i generosi calici che si ricavano da una bottiglia) per ogni serata di V&V ora vanno via in pochi minuti da quando lancio l’invito. Ho iniziato nei primi anni ’90 il mio cammino di architetto, specializzato in design e arredamento, con la co-progettazione di un impianto audio di altissimo livello, i cosiddetti High-end, per l’azienda italiana MEL AUDIO. Così oggi possiedo un sistema audio nato anche da me, un impianto che suona in modo fantastico e regala una qualità della riproduzione del disco che appaga totalmente la nostra mente. Ormai dopo diversi anni, tenendo presente che sono anche musicista, quando apro delle
bottiglie e trovo un vino che mi colpisce immediatamente mi viene in mente una musica, qualcosa che quel vino accende nei mie ricordi, e nasce l’abbinamento, poi l’articolo che scrivo.

Perciò Vino&Vinile, al di là dell’uso e del nome già sfruttato da altri, per voi significa vino e musica?
Sì, è esatto, ci dedichiamo al vino e ascoltiamo vinile, per quanto possa sembrare banale, ma ti assicuro che è un grande regalo che facciamo alla nostra mente e al nostro tempo. Ci regaliamo qualità della vita. Ora le serate giocoforza sono uscite dalle quattro mura di casa, visto il crescente numero di interessati, quindi ci appoggiamo a dei ristoranti per la cucina e portiamo le bottiglie che andranno in degustazione, proprio come nella scorsa serata-incontro dedicata al Brunello di Montalcino. L’ascolto del vinile ritorna ad essere, come era in passato, un momento di intimità su appuntamento, per due persone alla volta. Certo, faremo ancora delle serate di V&V a numero chiuso, ma riguardano i fondatori storici.

Perché per questo incontro hai scelto il Brunello di Montalcino?
Le serate sono sempre a tema, può essere che si facciano delle degustazioni di vini alla cieca, può essere che si studino degli abbinamenti particolari cibo e vino come è stato per Château d’Yquem, i formaggi erborinati europei e il patè di fegato o come
stasera che si battezzi un vitigno e ognuno di noi porti le bottiglie inerenti, accordandoci sulle annate, cercando di selezionare sempre solo quelle considerate migliori. Così per questa sera con un menù tipicamente toscano abbiamo degustato ben 12 Brunello di Montalcino, partendo dal 2010 e andando a ritroso fino al 1975. Il Brunello, insieme al Barolo, è il grande vino italiano capace di sfidare il tempo. Abbiamo selezionato accuratamente vini e cantine, uno in particolare mi ha commosso e subito nella mia mente ė arrivata la musica.

Il vino si tiene in cantina o si beve?
Il vino non si colleziona, si beve! Il vino che fa parlare è quello che viene aperto, non quello che rimane solo per essere visto nelle collezioni di qualche prestigiosa cantina privata, e questo a vantaggio dei più grandi vini italiani che per il rapporto qualità-prezzo vincente, anche in fascia alta, alla fine vengono sempre bevuti. In fondo i sommelier distinguono il vino nel suo stato evolutivo ottimale in “pronto” e “maturo”. L’annata più vecchia stasera è il 1975. Il Brunello di Montalcino, se la conservazione della bottiglia in cantina è stata perfetta, come l’annata a priori selezionata, è un vitigno che regala emozioni sempre nuove e diverse. Penso sia giusto in queste serate con partecipanti anche solo appassionati portare alla loro conoscenza annate vecchie, con bottiglie difficili da incontrare durante un
normale cammino. Tutti sono capaci di mettere in degustazione bottiglie giovani, basta comprarle, ma la rarità di un vino di molti anni fa emoziona anche solo a pensare dove eravamo quell’anno, se c’eravamo. Oltre al contenuto c’è quindi la ricerca di uno stato emozionale che inquadra un momento storico, pensate come eravamo negli anni ’70, le automobili che circolavano nel 1975, i vestiti e quello che mi interessa di più, i dischi, le musiche che circolavano, le band, i cantanti, poi gli autori e i vinili che ancora non c’erano.

Dodici Brunello azzeccati quanto a cantina ed annata (la lista completa ė riportata sotto). Ci sveli il tuo preferito stasera, naturalmente senza anticipare il brano musicale che già hai individuato?

Personalmente sono rimasto molto colpito dal Poggio di Sotto 2009, fra i giovani. È un vino che del resto rispecchia le mie aspettative, nel 2015 secondo la rivista di settore Spirito DiVino è stato il 5° miglior vino al mondo, solo dietro a nomi altisonanti e decisamente più costosi. Ma la vera rivelazione della serata, pur passando da annate straordinarie come il 1997, è stata La Gerla 1988: grande cantina, grande bottiglia, grande annata e ottima conservazione. Un vino maturo, perfetto, generoso, ampio, un piacere. Da vivere profondamente.

Photogallery completa della serata Vino&Vinile con WineStopAndGo del 30 settembre 2017:

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Vino&Vinile… Stay tuned!