PORTAINNESTI M, LA SFIDA ITALIANA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO di Francesca Fiocchi


In questo articolo torniamo a parlare di sostenibilità ambientale ed economica, di ricerca, di Winegraft, che riunisce alcune delle più importanti realtà vitivinicole italiane e che sostiene un importante progetto innovatore e anticipatore nel settore vitivinicolo: la sperimentazione sui portainnesti M. Un lavoro di ricerca avviato negli anni ’80 dal professor Attilio Scienza e dal suo team dell’Università di Milano con ottimi risultati. I portainnesti hanno dimostrato una grande capacità di gestione della risorsa idrica con un risparmio del consumo di acqua del 30% e nei prossimi mesi saranno resi disponibili da Vivai Cooperativi Rauscedo per la seconda campagna d’impianto, nello specifico saranno oltre 200mila barbatelle di vari vitigni innestate con la serie M. Una scoperta che apre scenari nuovi per la coltivazione della vite nell’era del riscaldamento globale. “I portainnesti di ultima generazione sono indispensabili per affrontare i cambiamenti climatici in atto e la delocalizzazione dei vigneti nei prossimi trent’anni”, spiega Attilio Scienza. In pratica, se tutte le viti in Lombardia fossero innestate sugli M si risparmierebbero ogni anno 426mila ettolitri di acqua, ossia due volte e mezzo il lago d’Iseo. “Questo risultato eccezionale ė frutto di più di 30 anni di lavoro e sono fiero di dire che è una scoperta tutta italiana”, continua il professor Scienza. “La ricerca va incoraggiata e sostenuta, il mondo sta cambiando e la viticoltura deve adeguarsi e prepararsi a sostenere le grandi sfide del futuro legate alla sostenibilità e all’impatto ambientali”.

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Perché Winegraft? Perché rappresenta un primo gruppo di aziende vinicole italiane insieme a Fondazione Venezia e Bioverde Trentino che ha supportato il progetto di ricerca con un capitale di circa mezzo milione di euro e attraverso lo spin-off di IpadLab, società specializzata nella fito-diagnostica. “In una delle estati più calde e siccitose degli ultimi 150 anni, dalla ricerca scientifica è arrivata finalmente una buona notizia”, sottolinea Marcello Lunelli, presidente di Winegraft e vice presidente di Cantine Ferrari. “È una prima risposta concreta ai cambiamenti climatici in atto e al tema water footprint nel vigneto per una diversa sostenibilità, anche economica, della viticoltura. Abbiamo aperto un varco importante nel modo di concepire l’agricoltura del futuro non solo in Italia ma nel mondo”, continua Lunelli, che con la sua azienda in Trentino, leader nella spumantistica di alta gamma, è molto sensibile al tema ambiente ed ecologia.

I primi risultati della ricerca fanno ben sperare. La sperimentazione avviata da alcune aziende italiane su diversi vitigni innestati con gli M ha permesso di scoprire una grande capacità di resistenza allo stress idrico. I portainnesti grazie a un utilizzo biochimico più efficiente dell’acqua mostrano un consumo nell’intero ciclo vegetativo minore del 25-30% rispetto ai portainnesti tradizionali, a parità di condizioni pedoclimatiche e di vitigno e soprattutto come sottolinea Marcello Lunelli “senza perdere in quantità e qualità produttiva”.

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Individuato con precisione il meccanismo che consente il risparmio idrico. “La capacità di mantenere vigoria della pianta con carenza d’acqua si ottiene grazie ai portainnesti M2 e M4″, spiega Attilio Scienza. “Il primo ha un’ottima capacità di esplorare il suolo, anche in profondità, accedendo a riserve idriche che altri genotipi non riescono a raggiungere. Il secondo ha mostrato una maggior efficienza nell’uso dell’acqua, soprattutto in condizioni di stress idrico. In particolare, le piante innestate sull’M4 riescono ad avere un’attività fotosintetica elevata anche con poche risorse idriche a disposizione. “Il riscaldamento globale nei prossimi trent’anni sposterà la viticoltura nelle zone più fresche del pianeta. In Italia questo comporterà il passaggio dalle aree costiere a quelle collinari”, continua Scienza. “Qui intervengono i portainnesti M, che accompagneranno questo percorso permettendo di mantenere la produzione viticola nei territori che subiranno gli effetti maggiori del cambiamento climatico e quindi aiutando il singolo viticoltore nel processo di delocalizzazione senza interrompere il ciclo produttivo”. 

Per info: Vivai Cooperativi Rauscedo – tel. 0427 948811

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