MODENA NELLE BOLLICINE… IL PARADISO PUÒ ATTENDERE di Thomas Coccolini Haertl

It’s bubble time… Si è chiusa da poche ore la prima Modena Champagne Experience, voluta da Club Excellence (www.clubexcellence.it) e già si possono tirare le somme sul più grande rendez-vous italiano in fatto di distributori e produttori di Champagne. Il successo preannunciato di un evento di questa portata sul tema delle bollicine d’oltralpe, le più ambite al mondo, si è manifestato fin da subito nel sold-out dei biglietti a pagamento aperti al pubblico e ai professionisti di settore, e di fatto nell’affollamento al Forum Monzani dalle prime ore del pomeriggio di domenica 8 ottobre. La perfetta coincidenza con Bottiglie Aperte a Milano non ha dunque rubato interesse a questa manifestazione che muove i primi passi a Modena. Una scelta voluta dal suo organizzatore e ideatore, il sommelier Lorenzo Righi: “Perché proprio a Modena, mi direte! In primo luogo perché io sono di Modena, poi perché questa è la città del Lambrusco e siamo quindi abituati alle bollicine, e in più perché è una città molto accogliente e in questi 2 giorni offre una esemplare ospitalità attraverso ad esempio la ristorazione”.

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(Sopra in foto, l’organizzatore di Modena Champagne Experience Lorenzo Righi)

Dall’incontro con Lorenzo Righi, direttore anche di Club Excellence e con una vasta esperienza con i grandi nomi della produzione vitivinicola italiana, emerge davvero la capacità di Modena di essere centrale non solo geograficamente, attirando pubblico da nord e sud Italia, ma anche “emotivamente”, riuscendo a trasmettere forte la sensazione di una città che sa mettere al centro un evento come questo, rispetto magari a Milano, che in questi ultimi tempi, complice l’Expò e la scia di incremento turistico conseguente, è forse in overbooking di show importanti. Quindi il parterre di Modena è quello delle grandi occasioni, con schierati tutti e 12 i membri di Club Excellence, nato nel 2012 e recentemente cresciuto proprio per volontà e merito di Righi: Balan, Bolis, Les Caves De Pyrene, Cuzziol, Gruppo Meregalli, Pellegrini, Premium Wine Selection, Proposta Vini, Sagna, Sarzi Amadé, Teatro Del Vino, Vino e Design. Oltre ai soci, importatori delle più prestigiose etichette francesi, ce sono altri 39 con ulteriori 57 nomi dell’Appellation Champagne, fra Vallée de la Marne, Montagne de Reims, Côte des Blancs, Aube, inclusi vari selezionati Vignerons Indépendants che mostrano fieri in etichetta la sigla RM, Récoltant Manipulant.

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Rigorosamente schierati in banchetti tutti identici, fianco a fianco troviamo le grandi Maison da milioni di bottiglie e produttori che vantano un’accuratissima lavorazione che sfocia in poche decine di migliaia di esemplari, per oltre 400 tipi di bollicine disponibili in degustazione. La scelta fatta da Righi nel portare a Modena altri distributori oltre a Club Excellence è stata quella di avere importatori con almeno un marchio in esclusiva nazionale. Tutto questo può sembrare nozionistico, ma è una doverosa premessa per un evento importante in cui il focus voluto dal Club non è sui soci importatori ma sugli champagne, i produttori e il pubblico, che può degustare le eccellenze d’oltralpe coadiuvato da una guida all’evento, consegnata all’ingresso, ricca di tutte le informazioni sulle Maison, le tipologie di vino e le caratteristiche tecniche di ogni bottiglia e divisa, come le stesse postazioni, per aree geografiche di appartenenza, oltre che per “Maison Classiche”. Se lo scopo del Club è la divulgazione e creazione di eventi sul vino, la due giorni Modenese sicuramente ha centrato l’obiettivo, dedicando tempo, parallelamente alle degustazioni aperte, anche alle Master Class a tema, guidate e su prenotazione. Le ore centrali delle due giornate sono state veramente affollate: fra i banchi dei vari tasting si sono confrontati cittadini curiosi, esperti sommelier, il pubblico di settore, enologi e ristoratori, ma anche i produttori stessi che hanno garantito la presenza. Un vero successo, e da emiliano ne sono felice.

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CHAMPAGNE EXPERIENCE

Innumerevoli le varianti che determinano la caratteristica di uno champagne: la scelta dei tre vitigni classici (Chardonnay, Pinot Noir, Pinot Meunier) e la combinazione percentuale fra essi, oppure monovitigno in purezza; la quantità di zuccheri in g/l, passando dai più ricchi di acidità e sapidità a quelli a gradazione zero, fino ai morbidi Brut talvolta oltre 10 g/l; la combinazione ad arte delle Cuvée; l’equilibrio nel dosare i vini sans année oppure il gioco delle annate di prestigio dei millesimati, non dimenticando l’identità voluta dai produttori nella sosta sui lieviti, che varia da pochi mesi a 120 e oltre; infine la distinzione fra Premiere o Grand Cru. Tutti questi aspetti determinano una difficile lettura per i meno esperti dello champagne, però avvantaggiano la sua grande versatilità che, oltre a renderlo icona di stile ed eleganza, ne consente abbinamenti con piatti di ogni portata, dagli antipasti ai dolci. E poi c’é un’importante differenza culturale su cui soffermarsi e ve la spiego. Se dovessi fare un paragone fra un fruitore francese e uno italiano, il primo parlando del suo pranzo di Natale probabilmente inizierebbe a raccontare cosa ha bevuto, mentre l’italiano mi direbbe subito cosa ha mangiato. Questo dimostra quanto sia lunga ancora la strada in Italia per avere un pubblico maturo e consapevole. Italia che è leader mondiale nella produzione di certi vini e sicuramente è la nazione con il miglior rapporto qualità prezzo. “Dal punto di vista del produttore, l’Italia ha già fatto molta strada e l’evoluzione è evidente”, spiega Righi. “Come è stato per la Francia, anche da noi i più importanti e riconosciuti vini come Barolo, Barbaresco, Amarone e Brunello di Montalcino cresceranno di valore trovando una collocazione di mercato in fascia più alta, ma faranno da traino, avvantaggiando aree e regioni minori, proprio come accade oggi ad esempio per l’Alsazia, la Loira. Dal punto di vista del consumatore, un contributo significativo lo potrà dare la grande distribuzione che forse oggi riflette una tendenza al consumo ancora poco propensa a valorizzare la qualità. La comunicazione negli gli ultimi anni, attraverso internet e la televisione, ha dato ampio spazio e fatto cultura sulla ristorazione, ciò fa maturare anche il compratore. Il Club Excellence proprio attraverso eventi come questo promuove e divulga il vino e il mondo che si muove attorno ad esso”.

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Dopo le valutazioni fatte con Righi, col bicchiere (di qualità) fornito non resta che lanciarsi nelle degustazioni fra i vari banchi individuando una chiave di lettura e un adeguato metodo comparativo. Pur condividendo con Righi la scelta di allargare al pubblico più generico questa manifestazione, mi pare sia necessaria almeno una consapevolezza da amatore esperto, vista la vastissima offerta di Champagne Experience 2017, per non dire da professionista di settore. In due giorni, seguendo un buon ritmo sono riuscito a degustare circa una cinquantina di bottiglie e qualcosa vorrei segnalarlo, secondo il mio giudizio personale, senza nulla togliere agli altri. Palmer & Co, in sostituzione del suo Vintage 2008 dichiarato in guida, era presente con un Magnum Vintage 2002. Chi ha avuto la fortuna di degustare la bottiglia probabilmente condividerà con me che questo millesimo resta sicuramente il migliore del terzo millennio per ora, e che questa bottiglia in particolare, senza concedere troppo spazio alla descrizione, è stata una delle eccellenze in degustazione a Modena. Segnalo ancora, senza che questa voglia essere una classifica, in ordine sparso Thiénot Brut Vintage 2008 e il Cuvèe Garance 2008, Henri Goutorbe Brut Special Club 2005 Grand Cru e Brut Blanc de Noir Grand Cru S.A., Françoise Bedel Extra Brut Comme Autrefois S.A. Billecart-Salmon Nicolas François 2002, Apollonis Michel Loriot Monodie Meunier Vieilles Vignes Extra Brut 2008, Paul Clouet Grand Cru Millésime 2008 Brut, Hugues Godmé Blanc de Noirs Grand Cru S.A. Roger Coulon Blanc de Noirs 2008, Fleury Millesimé 2004, Drappier Grande Sendrèe 2008, Deutz William Deutz 2006, Bollinger Special Cuvèe S.A. Piper-Heidsieck Vintage 2008, Michel Arnould & Fils Mémoires de Vignes 2011.
Nell’insieme una manifestazione perfetta, sono mancate all’appello alcune bottiglie
come Pol Roger, che ha chiuso il banchetto prima dell’orario di fine giornata, sia domenica sia lunedì. Così anche André Beaufort. Poi c’è stata una bottiglia fantasma, la Comtesse Marie de France Grand Cru 2005. Prima dichiarata in arrivo, poi dichiarata calda, cioè non pronta, poi svanita nel nulla… Rispecchiando le aspettative di tanti, da Luis Roederer distribuito da Massimo Sagna, presidente di Club Excellence, ci saremmo aspettati qualcosa di più fra le bottiglie in degustazione: un Cristal Brut si è palesato purtroppo solo nella Master Class su prenotazione e a pagamento della domenica.

Una curiosità degna di una menzione speciale: in un evento come questo, spesso si tralascia l’importanza dei crackers per spezzare fra una degustazione e l’altra. Ebbene, qui non è accaduto anzi, uno degli sponsor è FIGULI’ (http://figuli.it/) che presenta tutta la sua linea di prodotti da forno di qualità eccelsa. Non possiamo nemmeno definirli crackers, sarebbe estremamente riduttivo, ma si tratta di prodotti di tradizione trevisana portati alla perfezione grazie alla selezione di farine bio derivate da grani antichi, 100% italiani macinati a pietra; tutta la filiera delle varianti aromatizzate è curata negli ingredienti che li caratterizzano e infine, da architetto, devo dire che il packaging è riuscitissimo, anch’esso frutto di un percorso eco compatibile e responsabile. Da provare.

Nell’insieme dell’evento, le Master Class di entrambe le giornate sono state azzeccate; ne rappresentano la parte professionale e consentono a persone esperte di settore o anche solo amatori di provare una degustazione guidata da sommelier di grande fama e preparazione. Forse, se posso dire, ma credo di sì vivendo in un Paese democratico, la Master Class finale ha visto un Gardini esuberante, oserei dire fin troppo spumeggiante, tanto da annoverarlo più fra i fenomeni pop dei nostri tempi che fra i sommelier di riferimento, anche vedendo la sua carriera ormai proiettata verso la televisione, un po’ come hanno fatto i grandi Chef; il suo linguaggio sposa più la fenomenologia di un evento di massa che la qualità di una degustazione di nicchia.

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La portata dell’evento Modena Champagne Experience 2017 è stata notevole, la scelta delle Maison e dei Vignerons vastissima, credo che non si possa pretendere di più per una prima edizione già praticamente perfetta. Due giorni sono necessari per distribuire le degustazioni e per giostrarsi fra la grande affluenza. Sommersi nel meraviglioso mondo delle bollicine, vivendo appieno l’esperienza, se qualcuno vi avesse distratto da quel luogo di piacevole incanto, avreste potuto dire… Il paradiso può attendere! Così due giorni sono volati, sotto il sole di una Modena accogliente e di un evento che apre ottime aspettative per quello in divenire, a maggio 2018, ossia il Modena Wine Experience dedicato a vini di Loira, Bordeaux, Borgogna, Jura, Alsazia, Mosella, ma anche Austria. È bene prenotarsi!