WineStopAndGo MONTENAPOLEONE WITH LA SCOLCA di Francesca Fiocchi

A poche ore dalla chiusura possiamo dire che l’evento milanese organizzato da MonteNapoleone District nelle vie del quadrilatero del lusso è stato un successo quanto ad affluenza di pubblico. Un successo che si ripete ormai da otto anni. Il fascino eterno e la suggestione di via Montenapoleone, set di numerosi film, via Della Spiga, ribattezzata negli ambienti bene il “salotto” di Milano, ma anche via del Gesù, Sant’Andrea, Verri, Santo Spirito, Borgospesso e Bagutta. Vino e lusso si sono dati appuntamento creando nelle boutique più prestigiose eventi cult molto esclusivi (solo su invito), vere e proprie sinergie tra moda, arte ed eccellenze vinicole. Mettendo in contatto mondi solo apparentemente lontanissimi. E disegnando un percorso che riunisce intorno al concetto di “lusso”, “prestigio” e “bello” più cose, diverse sfaccettature di un unico lifestyle. Un format quello de La Vendemmia, la più chic del pianeta, che è stato esportato anche in altre città: il prossimo appuntamento è, per la prima volta, a Roma, in via Condotti e in Piazza di Spagna, dal 16 al 22 ottobre, da un’intuizione di Andrea Amoruso Manzari (KRT), con il patrocinio di Comitato Grandi Gru d’Italia e ADSI Dimore Storiche Italiane. “Le boutique coinvolte quest’anno a Milano sono state cento. L’atmosfera conviviale ha reso la città ancora più attraente”, commenta Guglielmo Miani, presidente di MonteNapoleone District, che rappresenta ad oggi oltre 150 global luxury brands. “È il segno che dobbiamo continuare la strada intrapresa nel promuovere il brand Montenapoleone come motore di sviluppo per l’intera Milano. Dobbiamo lavorare per renderla sempre più bella e competitiva”. Per i tanti appassionati di tartufi il clima di festa prosegue fino al 26 novembre ad Alba con l’87esima Fiera internazionale del Tartufo Bianco, partner dell’evento. Per quanto riguarda l‘asta benefica Italian Masters di Christie’s, battuta a Palazzo Bovara, sono stati assegnati 33 lotti per un totale di oltre 22mila euro raccolti e devoluti interamente a Dynamo Camp. 

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Il nostro StopAndGo nel distretto del fashion incomincia da Lanvin e dal Piemonte del Gavi con La Scolca di Chiara Soldati, che il 19 replica a Roma da Versace. Siamo al 25 di via Della Spiga. Ritrovare un’amica è sempre un piacere (e spero di incontrarla anche durante uno dei nostri viaggi all’estero). Ritrovare il Gavi dei Gavi Etichetta Nera, che insieme a La Scolca D’Antan più identifica l’azienda e lei, è sempre un momento gioioso, uno di quelli che sanno farsi ricordare. Prima di arrivare al dunque e quindi alla black label mi congratulo personalmente con Chiara Soldati per essere riuscita a portare l’azienda ai vertici del made in Italy di qualità nel mondo e al contempo mi congratulo con il padre, Giorgio, intelligente, oltre che di assodata bravura, che sta cedendo sempre di più il testimone alla figlia. Per La Scolca tanti i progetti (come quelli con Ferretti Group e Lanvin per diffondere l’eccellenza nel mondo) e le date importanti in scadenza. Giro di boa il 2019 quando l’azienda festeggerà il centenario con l’inaugurazione della nuova cantina. Leggo un’emozione palpabile in lei nel pronunciare la parola “centenario”. C’è orgoglio, fiducia, attesa, speranza, consapevolezza. Consapevolezza di una serietà professionale che si realizza compiutamente all’interno del perimetro disegnato da una Storia. Una storia fatta di tanto lavoro e di sogni che lo nobilitano. Non a caso in uno dei miei primissimi articoli sul blog l’ho battezzata “la lady del Gavi”. Non avrei potuto definirla meglio, le calza a pennello, come un abito sartoriale: il concetto racchiude grazia. Anche i suoi vini – strane le coincidenze della vita! – sono aggraziati, gentili, eleganti, merito del terroir e della vinificazione: oggi il core è sempre quello ma con un’impronta più moderna. È difficile parlare con Chiara perché è una donna che viaggia moltissimo. Fa parte non solo delle Donne del vino italiane ma anche di quelle internazionali. A breve prenderà il via un progetto che porterà La Scolca in Australia. Lei è in partenza per un tour fra New Jersey, Maine e Florida. Ed è appena tornata dalla Napa Valley. “Sono andata a vendere il mio vino”, mi racconta davanti a un bicchiere di Etichetta Nera. “Gli Stati Uniti ci stanno regalando grandi soddisfazioni fra conferme e nuovi clienti. Un altro mercato per noi molto importante è l’Est Europeo [i russi la amano, ndr]”. In Napa ha visitato, tra le altre, la mitica Gallo estate. Per chi non lo sapesse la Gallo winery è un’icona del vino californiano, nella Top 10 Global Wine Brands, per la precisione al terzo posto nei dieci marchi di vino più venduti al mondo, che The Drink Business stila annualmente (Gallo che oltre a comprare Barefoot ha anche acquistato Stagecoach). “Mi ha fatto dispiacere leggere un articolo intitolato ‘Vin brulé alla californiana’ a proposito del rogo nelle contee di Napa e Sonoma, dove hanno sede alcune delle più famose aziende di vino americano. Ci vorrebbe più rispetto”, continua la Soldati, la cui azienda è al cinema in questi giorni a sottolineare le emozioni e i momenti salienti del film Dove non ho mai abitato, la storia d’amore semplice e borghese di Paolo Franchi. Naturalmente con l’Etichetta Nera. 

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TASTING. Il Gavi dei Gavi Etichetta Nera già con il nome riempie la bocca. È imponente. Poi lo ascolti e ritrovi la sua precisa melodia, il suo ritmo cadenzato e quel leitmotiv di eleganza nuova ad ogni sorso, quell’attacco di pietra focaia che lo rende complesso senza dominarlo, quel suo inimitabile aroma di pietra umida e una bella struttura minerale e iodata, da qui la sua grandezza. Un vino molto pulito sotto il profilo olfattivo. Piacevolissimo incontrarne l’eterna freschezza, freschezza che ho riscontrato in vini de La Scolca anche molto longevi e che rappresenta una nota distintiva dell’azienda. Vigne vecchie, maturazione in parte sulle bucce, 8 mesi sui lieviti in acciaio. E tanto ma tanto territorio nel bicchiere. Sono vini legati a doppio filo con il terroir di origine, con le tecniche di vinificazione e con l’evoluzione in bottiglia. Il Gavi dei Gavi è splendidamente floreale, fragrante, agrumato, con quell’attacco di pietra focaia sempre ben percettibile, il sorso è lungo, ottimo l’equilibrio. Un vino che senz’altro ha saputo intercettare i cambiamenti del mondo. Da lettrice del professor Luigi Moio mi viene in mente una sua bella citazione (a proposito di altro) che qui trovo si addica perfettamente e quindi ve la propongo, magari qualcuno si identifica nell’assaggio dell’Etichetta Nera avvertendo le mie stesse sensazioni: “La purezza dell’odore del mare, l’aria fresca marina, le conchiglie, gli scogli asciugati dal sole con le alghe essiccate e la salsedine“. (Da Il respiro del vino, Mondadori)

… La poesia della terra continua…