WineStopAndGo MONTENAPOLEONE WITH ZENATO di Francesca Fiocchi

La Vendemmia chic di Montenapoleone prosegue per WineStopAndGo con Zenato. Siamo nella boutique di Alberta Ferretti in via Montenapoleone 18. Ma l’azienda questa settimana replica a Roma, in via Condotti, dove si “trasferisce” la vendemmia del lusso, sempre con la stessa griffe di moda. Anche con Zenato andiamo sul sicuro: un grande brand a garanzia del prodotto, i vini degustati perfettamente in linea con la filosofia aziendale e con quello che la proprietà vuole comunicare (“l’anima del Lugana e il cuore della Valpolicella”), serietà professionale e grande accoglienza e cortesia da parte di tutto lo staff, due elementi che non passano in secondo piano e che noi non solo notiamo ma rimarchiamo. E oggi che vini buoni si bevono in tutto il mondo perché il vigneto è diventato globale e la gente prende l’aereo come l’auto ogni azienda dovrebbe considerare l’opportunità di investire in corsi di bon ton e savoir faire per i propri dipendenti perché non basta più essere bravi o i migliori, oggi occorre essere gentili. E purtroppo spesso i titolari sono scollati dalla realtà di chi lavora per loro in azienda. Errore madornale! Quindi mi complimento con la signora Carla e con i figli Alberto e Nadia per una comunicazione attiva del loro brand fatta da persone che, secondo me, hanno colto lo spirito Zenato.

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Di Zenato non abbiamo mai parlato pur avendo assaggiato diverse cose interessanti: dalla grappa di vinacce di Trebbiano di Lugana all’olio ai vini. Conoscevo il loro Lugana, un bianco versatile che in tutte le versioni stupisce per la struttura ben equilibrata, ed è l’anima dell’azienda, nata proprio in Lugana negli anni ’60 da un’intuizione di Sergio Zenato. Intuizione che oggi li ha portati a produrre 2 milioni circa di bottiglie. Fermo, spumantizzato, affinato (la riserva) o dolce (il Rigoletto) il Lugana lo trovo un vino gioioso. In particolare la Riserva Sergio Zenato, prodotta solo in certe annate che consentono una longevità del vitigno, è un vero gioiellino, complici infinite sensazioni balsamiche. Ma anche gli altri Lugana, come il cru San Benedetto, sono di alta gamma, tutti molto territoriali, freschi, di ottima acidità, voluminosi e dal sapore intenso di uva. Il mio chapeau al loro spumante Metodo classico Pas Dosé, dalle bollicine croccanti, che sa di pane appena sfornato con note tra la mandorla e l’agrume e dai profumi netti, vigorosi – un vino che ho personalmente portato una sera di qualche tempo fa in un ristorante per una cena tra amici facendo tra l’altro un’ottima figura.

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Col Lugana siamo sul lago di Garda, una terra fatta di argille, aria lacustre e un’uva dalle grandi potenzialità e in grande spolvero in questi ultimi anni. Una piccola “enclave” dove stanno lavorando molto ma molto bene sullo spumante, spumanti purissimi. In particolare con Zenato siamo in una delle zone migliori per l’uva Trebbiano: Peschiera del Garda. Non avevo e non ho ancora provato il loro Amarone (che ha da poco vinto i Tre Bicchieri col Riserva 2013), così come il Bardolino e il Bardolino Chiaretto, in compenso ho provato il  Ripasso 2013, un vino vellutato prodotto esclusivamente in Valpolicella: sulle uve appassite utilizzate per produrre l’Amarone subito dopo la fermentazione si fa ri-passare per 7-8 giorni il vino Valpolicella e inizia la seconda fermentazione che apporta più colore, estratti, alcol e dà nuovo slancio al bouquet aromatico. In sostanza è un Valpolicella prodotto sulle vinacce dell’Amarone. Non sono mai stata una grande amante del Ripasso, non mi piace l’idea del “ripassare”, ma riconosco che questo è un gran bel prodotto: nasce da uve corvina, rondinella e oseleta e affina 18 mesi in tonneaux e almeno 6 in bottiglia. Il risultato è un vino di buon corpo, strutturato, morbido con buone intensità e persistenza.

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Nello show room di Alberta Ferretti provo per la prima volta il Sansonina 2016, un Lugana che deriva il nome dall’omonima cascina settecentesca vicino Peschiera. Il progetto Sansonina, che poi è quello della mamma, la signora Carla, che si è voluta ritagliare uno spazio tutto al femminile insieme alla figlia Nadia, è partito con la sperimentazione di un vitigno a bacca rossa come il merlot in una terra a vocazione bianchista, dimostrando che il territorio può esprimere qualcosa di molto personale anche con un vitigno internazionale. E da lì è nato il rosso Sansonina. Poi è arrivato il Lugana e l’anno scorso è stato lanciato il bianco a fermentazione spontanea che sto degustando in Montenapoleone. Il Sansonina proviene dalla vigna del Moraro Verde, uno dei vigneti più vecchi della Lugana, ed è svolto, come appena detto, con una lunga fermentazione spontanea, e solo in acciaio. Anche qui territorialità, purezza dell’assaggio: apre con una nota di miele trasversale al sorso e con intense sensazioni salmastre, iodate e di frutta gialla matura e tropicale. Tanta mineralità per un Lugana dallo stile tradizionale, per loro, in questo momento, iconico.

Tante le sinergie con l’arte e la scrittura. Quando l’azienda va all’estero con le sue etichette porta con sé tutto il mondo Zenato, raccontando la storia dell’Italia imprenditoriale e vitivinicola: l’arte, il paesaggio, la cultura. L’anno scorso un film (The duel of wine, con Charlie Arturaola fra gli altri). Sono stati realizzati anche diversi libri. Sempre l’anno scorso è stato pubblicato “Monte Costalunga in Valpolicella”, dove la storia delle colline è stata raccontata sotto diversi punti di vista: paesaggistico, artistico, culturale, vinicolo. Un altro (bel) libro è  “Vite”, un progetto fotografico che segue una mostra curata dal critico d’arte Daniele De Luigi, lanciato allo scorso Vinitaly: scatti fotografici realizzati dagli studenti della Scuola di Fotografia Fondazione Studio Marangoni di Firenze guidati dal fotografo Edoardo Delille che raccontano il momento della raccolta in vigna, con tutta la sua tensione espressiva. Insomma, tante cose per raccontare il vino. Che, appunto, è tante cose.

Aggiungo i miei personali complimenti per il sito: l’idea della ricetta e del giusto abbinamento (anche fotografico) attira!

Photogallery de La Vendemmia chic da Alberta Ferretti  #monteNapoleone #milano:

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One luxury destination…