NASCE VI.VITE, STORIE DI VINO COOPERATIVE di Francesca Fiocchi

Si chiamerà Vi.Vite – Vino di vite cooperative e proverà a raccontare in maniera innovativa il mondo delle cooperative vitivinicole italiane attraverso le storie dei suoi protagonisti: piccoli e grandi produttori che ne sono l’anima. Non solo degustazioni ma un’esperienza immersiva pensata per il consumatore, cui l’evento è rivolto. L’appuntamento è il 25 e 26 novembre alle Cavallerizze, al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Una location esclusiva oggetto di un’importante riqualificazione architettonica e urbanistica e da poco più di un anno in attività. L’evento è promosso da Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e da Federico Gordini di Lievita (Milano Food Week e Bottiglie Aperte). Una due giorni che coinvolgerà una settantina di cantine dal Trentino alla Sicilia, ma si pensa di estenderlo in futuro anche all’estero visto che il nostro sistema di cooperative insieme a quello spagnolo e francese rappresenta il 25% del vino nel mondo.

Per capire l’importanza del settore cooperativo forniamo un po’ di numeri. La cooperazione facente capo ad Alleanza conta in totale 498 cantine che rappresentano 148mila soci viticoltori per 4,3 miliardi di euro di giro d’affari, pari al 40% del totale del fatturato di vino nazionale, 9mila gli addetti occupati. Da uno studio di Mediobanca otto di queste cantine sono inserite tra le più importanti aziende vinicole, con fatturati superiori a 100 milioni di euro. L’export è di 1,8 miliardi di euro, pari al 42% del fatturato delle cooperative vinicole e a ⅓ di tutto il vino italiano esportato. Senza dimenticarci che il vino cooperativo rappresenta il 58% di quello che consumiamo. Un mondo cooperativo che a dispetto dei grandi numeri non va più pensato come un’entità industriale, ma come un modo per dar voce a tante piccole realtà eccellenti che da sole non riuscirebbero ad arrivare sui mercati esteri perché non hanno i numeri per farlo. Insieme, però, sono una forza. “In Italia non è mai stato fatto un racconto delle vigne cooperative, nessuno ha mai raccontato come aziende agricole con uno o due ettari di vigneto cadauna abbiano potuto, associandosi, arrivare sui mercati di tutto il mondo”, commenta Ruenza Santandrea, coordinatrice del settore vitivinicolo di Alleanza  Cooperative Agroalimentari. “Sono queste piccole aziende che col loro lavoro punteggiano di vigneti tutto il territorio italiano contribuendo alla sua bellezza ed ecocompatibilità, al non abbandono della terra nelle zone più impervie, creando circoli virtuosi e dando un insostituibile contributo al sistema turismo e paesaggistico”. E continua: “Col tempo ciò che sembrava un limite è diventata una forza, essere piccoli nella gestione accurata della vigna e grandi nel dotarsi di professionalità quali agronomi, enologi, sommelier, commerciali per riuscire a produrre ottimi vini che ogni anno conquistano un numero maggiore di riconoscimenti e premi nei più prestigiosi concorsi nazionali e internazionali. Vi.Vite si propone di far conoscere l’incredibile varietà degli autoctoni che con grande cura la cooperazione nel vino ha tutelato e cercato di comunicare anche quando era più facile piantare vitigni internazionali, nella convinzione che questa biodiversità sarebbe stata la forza del vino italiano”. Giovanni Luppi di Lega Cooperativa Agricola sottolinea che la cooperativa ha il compito di pagare meglio la materia prima: l’uva, e quindi il lavoro, con un grande rispetto dell’ambiente. Annuncia anche il progetto Assieme, uno spazio condiviso finalmente dedicato al vino nelle coop, realtà che punta a diventare sempre più efficiente. Conclude: “Questa iniziativa è una sorta di start up. Se funziona ci potremo allargare ad altri prodotti come l’olio e il latte”.

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(In foto, l’ingresso dell’evento in anteprima)

Ed ora mi complimento con Federico Gordini, bravo e attento a intercettare i fenomeni di cambiamento nella società (e le cui conferenze stampa sono sempre curate nel dettaglio). “Guardo con interesse e curiosità il mondo cooperativo, che rappresenta tanto in termini numerici quanto culturali e sociali un dato significativo nel panorama del vino e dell’agroalimentare”, esordisce Gordini. “Con questa avventura e sfida nasce un nuovo format, con replicabilità annuale, che prova ad essere un  modo diverso di comunicare il vino con un evento non solo degustativo. Ci rivolgiamo al target 25/40 anni, cercando di avvicinarli alla cultura vitivinicola attraverso storie di altre persone”. E continua: “Si pensa alla cooperativa come industria per via dei suoi numeri, invece noi racconteremo il bello e il buono di essere piccoli dove serve: nella cura del territorio, nella passione per ciò che si fa, per creare percorsi virtuosi. L’obiettivo è fornire un’esperienza allargata e non limitata alla sola degustazione, con un aspetto educational preponderante grazie anche a seminari tecnici (sala Biancamano) con giornalisti e opinion leader come Daniele Cernilli. Un’idea oltre che utile anche simpatica sono i tavoli in stile pane, salame e vino, dove un gruppo di giornalisti discute su temi importanti come se fosse un gruppo di amici. Ci sarà anche una collaborazione con Vivai Rauscedo, che sta lavorando sui vitigni resistenti. Sabato 25, invece, il Gambero Rosso presenterà le aziende cooperative che hanno vinto i Tre Bicchieri. Tante novità a cominciare da led wall dove i viticoltori racconteranno la loro storia di vita e di lavoro, con set fotografico in cui i visitatori saranno fotografati e diventeranno parte dell’evento, un modo per avvicinare persone ad altre persone. Avremo anche un’area decompressione e relax con varie attività, fra cui un mercatino di artigiani-artisti con prodotti a tema vino, una zona palco pensata per creare sinergie con Zelig Lab e gruppi musicali, un’osteria, che è il nostro spazio ristorazione, una nuovissima digital room che sostituisce la vecchia sala stampa e una zona workshop per educare al vino con un bellissimo laboratorio di calligrafia, uno sui tappi per capire come si può riutilizzare il sughero e tante altre chicche che sveleremo nella nostra due giorni. L’ingresso è a 15 euro e con un supplemento irrisorio si possono fare altre degustazioni. Abbiamo cercato di mantenere un prezzo molto popolare proprio per dare la possibilità a tutti di partecipare e approcciare l’aspetto educational della manifestazione”. Per info: www.vivite.it

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