LA NUOVA DOC PINOT GRIGIO DELLE VENEZIE PIACE AGLI AMERICANI di Francesca Fiocchi

Dal Triveneto arrivano in questi giorni buone notizie che fanno bene a tutto il settore del vino, a testimonianza che quando si lavora per e sulla qualità i risultati prima o poi si concretizzano. In questo caso la risposta del mercato americano alla commercializzazione oltreoceano della nuova Doc Pinot grigio delle Venezie è andata oltre ogni rosea aspettativa. Super Doc intorno alla quale si è costituito lo scorso mese di marzo un apposito consorzio di tutela che riunisce tutti gli operatori della filiera produttiva per garantirne e certificare qualità e origine e che raggruppa venti denominazioni doc distribuite fra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino. Ecco i numeri: ben 30 milioni le bottiglie prenotate nel primo mese di commercializzazione, pari a 230 mila ettolitri per un valore, franco di cantina, di circa 75 milioni di euro. Con l’ 8% del mercato il Pinot grigio è, in valore, il terzo vino varietale venduto negli Stati Uniti. Un mercato in crescita quello americano, grande estimatore da sempre del made in Italy, complice in questo caso una proposta che ha convinto i consumatori e che si prospetta come la grande e nuova proposta vitivinicola italiana del 2018 negli Stati Uniti.

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“È un segnale importante che ci conferma come gli Usa, che rappresentano il primo mercato di sbocco per il Pinot grigio italiano, assorbendo il 37 % dell’ export, hanno scommesso sulla nostra proposta di qualificazione e certificazione di un vino simbolo dell’ Italia, visto che ne siamo i maggiori produttori mondiali”, commenta il presidente del Consorzio Doc delle Venezie Albino Armani (in foto sopra). “Anche i prezzi di vendita premiano il valore aggiunto della certificazione e della tracciabilità, che non si traduce solo in una fascetta ma in una nuova qualità. La vendemmia ha avuto una contrazione produttiva del 20%, mantenendosi il totale prodotto nella media considerati i nuovi ettari entrati a far parte della doc. Tutto ciò, considerate anche le giacenze, ha portato a una situazione di mercato dove non registriamo tensioni sui prezzi, una premessa importante per affrontare con serenità la nostra prima campagna di commercializzazione all’ estero”. E continua: ”Pinot grigio che oggi è il simbolo di un territorio unito sul mercato nazionale e internazionale”. Prodotto certificato che è il punto di arrivo e di partenza. Un’ opportunità di reddito e di rilancio della qualità che miete consensi generalizzati nel Triveneto. Per fare un esempio relativo al Friuli, tutto il Pinot grigio sarà garantito con la doc: l’ 85% uscirà come “delle Venezie”, il 10% come Friuli Grave e il 5% come Friuli.

ALCUNE RIFLESSIONI. L’ Italia è il maggior produttore mondiale di Pinot grigio con una quota pari al 43% e con uno stacco netto sugli Stati Uniti, che sono al secondo posto con il 14%. Il Triveneto, areale della nuova Doc delle Venezie, produce l’ 85% del Pinot grigio italiano. Numeri impressionanti. In termini di export è il più importante vino fermo italiano: il 96% della produzione di Pinot grigio del Triveneto è esportato verso Usa (37%), Uk (27%), Germania (10%), Canada (7%). Triplicati anche gli ettari di vigneto: si va dai 9mila del 2010 ai 27mila del 2017 (con il Veneto che è la regione delle tre più vitata), con un trend in crescita che pare abbia già superato il Prosecco quanto ad ettari lavorati. Complessivamente i vigneti della nuova Doc hanno un potenziale di circa 260 milioni di bottiglie. Pinot grigio che è la quarta varietà di uva coltivata in Italia con una crescita importante negli ultimi cinque anni (+144%).

Il 40% degli americani lo ritiene il proprio vino preferito. Il Pinot grigio italiano con un export di 250/300 milioni di dollari franco cantina è quindi il più importante e diffuso vino dopo quello californiano. Altro dato su cui riflettere è il “percepito qualitativo”, decisamente superiore se consideriamo che un americano per una bottiglia di Pinot grigio è disposto a spendere sui 20 euro mentre per quello californiano spende mediamente 11 euro. In termini di valore il il Pinot grigio italiano rappresenta il 35% del totale mercato di questo varietale negli Usa. Il 55% è coperto da Gallo, Constellations Brand e Wine Group insieme. Dati importanti per un vino e un vitigno che meritava una rivalutazione adeguata al suo consumo.

Non ci resta che augurare buon lavoro e buone sinergie al consorzio e al suo presidente Albino Armani.