CON LE DONNE DEL VINO A WINE2WINE di Francesca Fiocchi

Come valorizzare il ruolo femminile nel vino. Donne sempre più preparate, capaci, competitive, in una parola “in gamba”. Ce lo spiegano le Donne del vino, che nel  2017 hanno tagliato traguardi importanti con un nutrito carnet di eventi formativi e culturali. A Verona si è parlato di wine marketing di genere, per non cadere in grossolani errori ed essere sempre più preparate a sostenere la sfida globale sia nella vendita del vino sia nell’accoglienza in cantina, ed è stato presentato il nuovo progetto relativo ai corsi per entrare nei consorzi di tutela come consigliere, posti di prestigio dove “scarseggiano figure femminili nonostante la presenza delle donne nel vino sia sensibilmente aumentata in questi ultimi anni”, evidenzia la presidente Donatella Cinelli Colombini. “Dobbiamo farci strada, aprire con coraggio nuove porte, perché la sensibilità, l’intuito e le capacità femminili sono un valore aggiunto. Lo vediamo con Steve Kim, che è perfetta nel suo ruolo”. Il pacchetto con la proposta formativa è stato ufficializzato a wine2wine, l’appuntamento veronese sul wine business diretto dalla brand manager di Vinitaly International. “Uomo e donna hanno cervelli diversi e quindi comunicano in modo diverso: lui per obiettivi, lei creando relazioni”, spiega Vincenzo Russo, professore all’Università Iulm di Milano ed esperto di neuromarketing.

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(In foto, al centro, la presidente delle Donne del vino Donatella Cinelli Colombini)

WINE2WINE, I DATI. La presenza femminile scende al di sotto del 10% nei posti del potere, ossia in quei luoghi dove viene decisa la politica, come i cda dei consorzi di tutela. Eppure le donne dirigono il 28% delle cantine con vigneto, il 24% delle imprese che commercializzano vino al dettaglio e il 12,5%  di quelle all’ingrosso (dati Cribis – Crif).

Il percorso formativo presentato dalla presidente delle Donne del vino è rivolto in prima battuta, ma non in modo esclusivo, alle 770 socie e ha una funzione di empowerment, ossia mira a stimolare le donne a candidarsi. “Questo progetto segna un nuovo protagonismo rosa nel vino. Obiettivi: la professionalizzazione di uno stile femminile nella comunicazione e nella vendita del prodotto, l’aumento delle donne nella classe dirigente e infine nuove opportunità per chi vuole tentare di lavorare in questo comparto, che fortunatamente gode di ottima salute”, spiega Donatella Cinelli Colombini. “Avere più donne motivate e operative nei CDA dei consorzi, vero cervello delle denominazioni, dovrebbe suscitare un trascinamento verso l’alto delle carriere femminili”. I corsi nascono dalla collaborazione fra le DDV e WineMeridian-WinePeople, società veronese specializzata in marketing e didattica. Perché le donne nel modo del vino sanno creare percorsi paralleli distintivi e autorevoli grazie alla loro naturale predisposizione allo storytelling e a un’informazione meno tecnica e più veloce e appassionante, tratto professionale che distingue il loro lavoro e i risultati. Come spiega Vincenzo Russo, le donne sono più orientate alle relazioni, hanno uno stile emotivo e coinvolgente nella comunicazione e sono portate alla condivisione di esperienze, mentre gli uomini al contrario considerano la comunicazione come un terreno di confronto e di prova su cui misurarsi, questo perché affrontano il mondo come individui all’interno di un ordine sociale gerarchico e spesso prendono decisioni senza consultarsi.

A completamento dell’offerta formativa delle DDV è il progetto Futura, un catalogo online di opportunità per under 30 che vorrebbero entrare professionalmente nel comparto enologico attraverso stage, lezioni, visite didattiche, borse di studio, scambi in cantine, enoteche, agriturismi, ristoranti, società di comunicazione e marketing, redazioni giornalistiche.

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