RIOJA: BOOM DI VENDITE, A COMINCIARE DA CRISTIANO RONALDO di Francesca Fiocchi

La Rioja chiude in bellezza il 2017. E non solo perché il suo vino, il più celebre e blasonato di Spagna (DOCa), è stato scelto per il galà di fine anno organizzato per celebrare l’año dorado di Cristiano Ronaldo (anno cominciato con la Champions League e culminato con il Mundial de Clubes e con il quinto pallone d’oro), in particolare è stato scelto il Castillo Ygay di Marques de Murrieta, prima tenuta della Rioja a esportare i suoi vini, eleganti, longevi, profondi, da vigneti a sud della subzona della Rioja Alta. Ma soprattutto perché la Doc Rioja sta per battere il suo record storico: 262 milioni di litri venduti nel 2017 a fronte di 284 del 2015, traguardo ritenuto superabile visto che manca di contabilizzare il mese di dicembre, durante il quale si stimano facilmente raggiungibili quei 22 milioni di litri mancanti. Statistiche più che favorevoli considerando non solo il fatto che nel mese di dicembre si registra abitualmente un incremento della domanda ma anche quel non trascurabile +1.68% (poco più di 6 milioni di litri) delle vendite di vino della Rioja fino a novembre 2017, se confrontato con il dato dell’anno prima.

Siamo nel Paese con la maggior superficie vitata al mondo, la Spagna, 1,16 milioni di ettari. Nello specifico, fino a novembre 2017 sono stati commercializzati 118,5 milioni di litri di vino senza crianza o jovenes, 96 milioni con crianza (è il vino invecchiato), 41,4 di reserva e 6,2 di gran reserva. Vendite che nel mercato interno sono in leggero calo (-0,46%) con 162 milioni di litri rispetto al 2016, quando se ne contabilizzarono 162,7, ma che possono contare su un export fortissimo che registra +5,36% grazie a una richiesta di 100 milioni. A guidare la classica delle vendite sono i vini rossi con 228 milioni di litri (+ 0,24%), seguono i bianchi con 20,3 milioni (+18,31%) e i rosati con 13,7 (+4,88%).

thumbnail (1)

Grande successo anche per le cattedrali del vino che indirizzano un enoturismo consistente e in aumento rispetto al 2017 fra vino e architettura, innovazione e tradizione. In Spagna tutto è esagerato o meglio scenografico. La nazione iberica detiene il primato dei progetti all’avanguardia per la costruzione di cantine futuristiche (bodegas). Lo si può notare soprattutto in Rioja e Paesi Baschi, due comunità confinanti. Nel Nord, in provincia di Alava, un nome su tutti: Marques de Riscal. La famosa città del vino, uno dei progetti enoturistici più importanti della Rioja, che conta su un albergo di lusso con centro benessere in cui si pratica vinoterapia, ristorante e museo, nel 2017 ha visto passare 100.300 visitatori. Un vero record! L’85% sono turisti spagnoli e il 25% stranieri.

Marques de Riscal, pioniere con Murrieta del “Rioja moderno”, affidò all’archistar canadese Frank O. Gehry (la stessa del Guggenheim di Bilbao) la firma dell’edificio-albergo in titanio, dai colori sgargianti a contrasto con il paesaggio tutt’intorno, incastonato a ridosso del paesino medievale di Elciego. Marques de Riscal che, ricordiamolo, dopo aver appreso i metodi del Meldoc grazie alla collaborazione con l’enologo Jean Pineau, nel 1865 vinse a Bordeaux il prestigioso diploma d’onore come ”Miglior vino”. Era la prima volta che un rosso spagnolo prevaleva su uno francese.