ANTINORI, MADE IN ITALY DEI GRANDI NUMERI

Era un lunedì di esattamente 512 anni fa. Era il 2 febbraio del 1506, Niccolò di Tommaso Antinori divenne proprietario di Palazzo Antinori per 4000 fiorini in quella che sarà poi chiamata Piazza Antinori in loro onore, a due passi dal Duomo di Firenze. Famiglia di “vinattieri dal 1385”, 26 generazioni e più di 600 anni di produzione vinicola, decima azienda familiare più antica del mondo. Oggi la Marchesi Antinori è ai vertici del settore vitivinicolo: nel 2015 primo gruppo non cooperativo d’Italia con 170 milioni di fatturato vino che superano i 200 con ricettività e ristorazione. Punto fermo aziendale: produrre vini top di gamma, non solo di altissima qualità e di nicchia ma capaci di emozionare, vini di carattere simbolo di un’Italia vincente e distintiva nel mondo. Tignanello e Solaia per citarne due su un’ampia selezione di etichette. La cantina nel Chianti Classico è un capolavoro di stile che coniuga modernità e tradizione.

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 NUMERI. Sedici le tenute in Italia, dalla Toscana alla Puglia, sette nel mondo, oltre venti milioni di bottiglie e circa 1700 ettari vitati in Toscana. Ma le acquisizioni continuano. Di questi giorni la Tenuta Farneta di Sinalunga, nel Senese, per 5,5 milioni di euro all’asta. Un proprietà che comprende 100 ettari di vigneto, una villa dell’800, tre poderi e un centro aziendale. Non molto distante da un’altra tenuta, La Braccesca. Al Sole 24 Ore l’ad del gruppo Renzo Cotarella spiega: ”Era una realtà che seguivamo da tempo. La vicinanza con la nostra tenuta di Cortona ci agevola in termini logistici e ci ha fatto spingere un po’ di più”. Un po’ di più rispetto all’offerta di Frescobaldi, definiti “amici e concorrenti leali”.