IL TRENTENNALE DELLE DONNE DEL VINO #UNIVERSIEMOTIVI di Francesca Fiocchi

Qui sotto, l’intervento di Massimo Giletti e il parallelismo con la politica.

Donne del vino 1988-2018. Trent’anni. Firenze ancora. Perché nella città dantesca l’associazione nacque il giorno della festa del papà, il 19 marzo, del 1988 su iniziativa di Elisabetta “Betty” Tognana, per promuovere la cultura del vino e il ruolo delle donne nel comparto enologico. Dietro, la bellissima storia personale di una donna ex pilota professionista degli anni ’80 oggi produttrice vinicola del Chianti Classico. Negli anni di strada ne è stata fatta. Da un piccolo nucleo di partecipanti alle oltre 700 socie dei giorni nostri, numeri importanti che ne fanno la più grande associazione mondiale di donne del settore vitivinicolo senza scopo di lucro. L’associazione è una giovane donna con tanti progetti per il futuro. I festeggiamenti partono da Palazzo Vecchio, nella suggestiva Sala d’Arme, con la presentazione del calendario degli eventi 2018. Legando vino e arte. Un modo per fare il punto della situazione e capire dove si vuole e si può concretamente arrivare insieme, creando sinergie verticali e orizzontali, facendo dialogare il vino trasversalmente con altri saperi e forme d’arte. “Insieme” è un concetto su cui ha insistito a più riprese la presidente dell’associazione Donatella Cinelli Colombini nel suo discorso di apertura. Il convegno ha visto la partecipazione del giornalista e conduttore televisivo Massimo Giletti, della scrittrice Sveva Casati Modignani e dell’assessora del Comune di Firenze Maria Paola Concia. “Per le donne, per le donne del vino e per tutto il vino in generale è un anniversario importante”, ha esordito la Concia. “Il World Economic Forum mette l’Italia all’82° posto nel mondo per il gender gap, la classifica che misura la disparità di genere. Le donne del vino con il loro dinamismo e i tanti progetti portano una ventata di ottimismo a tutto l’universo femminile italiano. Sono un esempio positivo di voglia di fare, calcolando che secondo i dati di UNIONCAMERE del 2015 il 21% delle imprese italiane sono dirette da donne e un terzo sono agroalimentari o turistiche”.

A fare gli onori di casa la presidente Donatella Cinelli Colombini (Casato Prime Donne di Montalcino e Fattoria di Trequanda). Fra i suoi tanti meriti ricordo che se il Movimento Turismo del Vino oggi esiste è grazie a lei, a quel suo spingere l’acceleratore in un settore che ha bisogno di una ventata continua di novità, stimoli, curiosità. Donatella riesce a farsi ascoltare senza urlare, seconda dote. Terza, riesce a bussare alle porte giuste, tanto da arrivare a Montecitorio e dare una veste formale a quello che inizialmente era solo uno dei tanti sogni: i corsi di formazione, che a mio parere dovrebbero quantomeno portare il suo nome. Senza se e senza ma. So che Donatella è minimalista e non vive di protagonismi, ma quando si combatte in prima persona sostenendo delle posizioni talvolta scomode il merito bisogna prenderselo…

Firenze - 30 anni di Donne del Vino Concia, Cinelli Colombini, Modignani e Tognani.jpg

Sarà un anno con tanta carne al fuoco. Si parte dalla Festa delle Donne del Vino, che avrà il suo clou sabato 3 marzo con eventi diffusi in tutta Italia: degustazioni al cinema con vini d’autore, video racconti, inviti in azienda. Un vero anticipo formato bottiglia della Festa della Donna. Parole chiave di quest’anno sono inspire, share, enhance, celebrate, support, cioè indirizzare le carriere, condividere conoscenze, incoraggiare e avere fiducia, celebrare chi ce l’ha fatta, aiutare mettendo in rete. Festa che si collega con il Women of Wine Festival di Honk Kong (WOW), e quindi con Debra Meiburg MW sua organizzatrice e una dei wine expert più importanti nel mercato asiatico (fa parte dell’Education Select Committee del celebre istituto britannico). Il Festival sarà presente anche nel sito delle Donne del Vino e in quello della Festa delle Donne del Vino, evento a rete che quindi diventa un network internazionale.

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I CORSI. Novità assoluta. Al via quest’anno le prime sei masterclass destinate alle wine manager, la cui presenza nei cda dei consorzi è auspicata da più parti, donne che oggi nei posti di potere consortili sono meno del 10%. “L’obiettivo è valorizzare le competenze femminili”, spiega Donatella Cinelli Colombini. “I primi corsi, da nord a sud, sono piccoli semi che faranno partire grandi cambiamenti”. E Montecitorio ha aperto nei giorni scorsi per la prima volta le porte alle Donne del Vino. Per presentare i corsi intensivi di sette ore con focus sulla comunicazione commerciale e sui consorzi di tutela in vista di due obiettivi: aumentare la presenza delle donne nei cda e potenziare il marketing del vino puntando sullo storytelling, che tanto differenzia gli italiani rispetto ai territori di formazione vinicola più recente.

Come ricorda Luca Sani (Pd), presidente della commissione Agricoltura della Camera: “Questa legislatura si è occupata molto di vino a partire dal Testo Unico fino alla legge sull’enoturismo, che darà una grande spinta economica a tutto il comparto, con un confronto culturale legato alla formazione di figure professionali utili allo sviluppo economico e al bere moderato. La presenza femminile è centrale per dinamicità e il Parlamento con la norma sulla parità di genere nel Collegato Agricolo ha lavorato anche sulla presenza di dirigenti donne nei consorzi. La norma introdotta prevede una quota minima del 20% al primo rinnovo degli organismi di governance”. Dirigenti che non mancano: sono il 26% le aziende vitivinicole condotte da donne, con medie superiori in quelle agricole rispetto alle realtà industriali. Quindi occorre una più equa rappresentanza nei centri di potere dove le donne scarseggiano principalmente per la scarsa propensione a candidarsi. (http://www.ledonnedelvino.com/)

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E veniamo all’ampio programma dedicato al prossimo Vinitaly. “Faremo un’azione forte per difendere il vigneto storico italiano, con degustazione di vini da vigne centenarie o comunque molto vecchie, sono vigneti poco produttivi che vanno salvaguardati perché capaci di regalare grande finezza nel bicchiere”, sottolinea Donatella Cinelli Colombini, che nel suo intervento tocca più punti. E poi la guida di Repubblica di Giuseppe Ceraso, che esce il primo giorno di Vinitaly, in 40mila copie, con i grandi vini delle donne italiane: 150 profili di cui 100 delle socie. Continua la presidente: “Apre un nuovo modo di raccontare il comparto enologico al femminile e noi tutte insieme ne siamo testimoni e protagoniste”. Da non perdere l’evento al padiglione Piemonte che racconterà come parlare alle donne asiatiche che comprano e consumano vino, perché “sono fondamentali nelle vendite in Asia”. In via di definizione due eventi in Emilia Romagna e in Lombardia dedicati alle donne del riso e a quelle dell’olio. “Per iniziativa di Elisabetta Tognana le Donne del Vino hanno aperto le porte a livello internazionale alle associazioni del vino e in Italia alle altre associazioni di categoria”. La festa finale sarà incentrata sui prodotti delle aziende sottratte alla mafia: il focus qui è sul valore etico degli alimenti e nella scelta dei fornitori. Continuano le iniziative per insegnare nelle scuole alberghiere come si disostruiscono le persone rimaste strozzate dal cibo. Un problema che riguarda 50 decessi all’anno e che in molti casi determina danni cerebrali permanenti. “Chi diventa chef o maitre deve sapere cosa fare, come gestire l’emergenza” continua. Fra le altre iniziative, segnalo a Matera, a luglio, il primo convegno mondiale delle Donne del Vino e a fine 2018 il personaggio dell’anno. “Conto su tutte voi, unite siamo forti e voi siete donne meravigliose”.

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Passo e chiudo al prossimo appuntamento con le Donne del Vino non prima di essermi congratulata con Antonella Cantarutti e Lilly Ferro (Fazio Wines) per essere state scelte da una commissione internazionale come giurate nel concorso enologico più importante del Nord America, il Mondiales des Vins Canada 2018, che si svolgerà in Quebec dal 24 al 28 maggio.

E non dimentichiamoci che secondo i ricercatori dell’Università di Rochester Medical Center (URMC) bere un paio di bicchieri al giorno non solo riduce il rischio di malattie cardiovascolari e tumori ma può aiutare a ripulire la mente permettendo al cervello di eliminare tossine, comprese quelle associate all’Alzheimer. Se poi a offrirtelo è una donna, con la sua capacità di tessere relazioni, creare empatia, raccontare con sentimento e passione, scatta quel quid in più. Ed è come leggere un libro. Ci si sente coinvolti. Perché in un vino si possono leggere delle storie bellissime. Sottesi intrecci di universi emotivi.

#donnedelvino #universiemotivi

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