È CHIANTI CLASSICO COLLECTION 2018

Grande attesa per la degustazione delle ultime annate di Chianti Classico. In diretta oggi dalla Stazione Leopolda di Firenze Chianti Classico Collection 2018 (#ccc18) con la nomina dei cinque ambasciatori del Chianti Classico, cinque professionisti e opinion leader del mondo del vino che si sono spesi per la valorizzazione del Gallo Nero a livello internazionale: Massimo Castellani (responsabile AIS Firenze), Jeffrey Porter (Beverage Director, gruppo Batali & Bastianich), Michaela Morris (wine writer ed educator), Michael Godel (wine educator, firma di WineAlign), Isao Miyajima (writer e wine expert).

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(In foto, il brindisi inaugurale del presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani con il direttore del Consorzio Vino Chianti Classico Carlotta Gori)

Le anteprime toscane 2018 sono sempre una piacevole sorpresa in un territorio che come pochi altri sa coniugare enogastronomia e turismo. Una due giorni fitta di appuntamenti che prevede gli assaggi degli operatori di settore e l’apertura di 9mila bottiglie. Ma vediamo i numeri della kermesse toscana: oltre 180 produttori, 250 giornalisti accreditati provenienti da 30 diversi paesi del mondo e più di 1800 operatori italiani e stranieri. Saranno presentate in anteprima le ultime annate di Chianti Classico nelle sue tipologie Annata, Riserva, Gran Selezione: 59 le anteprime da botte dell’annata 2017, ben 92 le etichette di Chianti Classico Gran Selezione. Un evento che è stato tenuto a battesimo sabato scorso da Sting, titolare di un’azienda vitivinicola in provincia di Firenze, che ha cantato a sorpresa con Shaggy nel corso della presentazione delle anteprime di 16 consorzi toscani di tutela vino (Carmignano, Casole d’Elsa, Colline Lucchesi, Cortona, Elba, Maremma Toscana, Montecarlo di Lucca, Montecucco, Pitigliano e Sovana, Val di Cornia, Valdarno di Sopra, Chianti, Chianti Classico, Vernaccia di San Gimignano, Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino). Nella due giorni sarà presentato anche l’olio Dop Chianti Classico raccolto nel 2017 di 23 aziende.

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“Se da un alto abbiamo registrato un calo quantitativo nella produzione del 2017, dall’altro confidiamo che gli operatori specializzati ci diano conferma della qualità di questa neonata annata proprio assaggiando le primissime anteprime di botte”, commenta Sergio Zingarelli, presidente del Consorzio Vino del Chianti Classico. “La Toscana è un territorio vocato enologicamente ma anche di rara bellezza paesaggistica e con un forte aspetto umano e sociale e merita un approfondimento”.

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Gallo Nero che da sempre è simbolo del Chianti Classico a rappresentare l’antica Lega Militare del Chianti, immagine riprodotta, tra l’altro, sul soffitto del salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio (Firenze) dal pittore Giorgio Vasari nella sua Allegoria. Il Chianti Classico, nel cuore della Toscana, comprende un territorio delimitato a nord da Firenze e a sud da Siena ed è composto da nove comuni: Castellina, Gaiole, Greve e Radda in Chianti e in parte i comuni di Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano, Tavarnelle Val di Pesa. È qui che nasce uno dei vini simbolo e immagine della Toscana nel mondo, tra i più apprezzati all’estero e garantito dalla Docg. Il disciplinare impone le regole di produzione, con un uvaggio minimo di Sangiovese dell’80%, nella sola zona di origine più antica, quella delimitata nel 1716 da un editto del Granduca di Toscana Cosimo III. Le terre del Chianti si estendono proprio a cavallo delle due province su un territorio di oltre 70mila ettari, dove filari di viti si alternano agli oliveti. Iscritti all’albo della Docg sono 7200 ettari di vigneti, che ne fanno una delle denominazioni più importanti d’Italia con i suoi quasi 40 milioni di bottiglie annue e una produzione media annua di 275mila ettolitri.

Ricordiamo che il vino Chianti Classico e Chianti sono due Docg, con un disciplinare, una zona di produzione e un consorzio di tutela diversi. Quello del Chianti Classico, che rappresenta circa il 96% dei produttori della Docg, conta oltre 600 associati, di cui 350 confezionano il vino con la propria etichetta e con un unico simbolo per tutti: il Gallo Nero, marchio che garantisce l’unicità del prodotto.