SAGRANTINO 2014, È ANTEPRIMA

Montefalco, la “Ringhiera dell’Umbria”. Tra i primi tre luoghi in Italia che meritano di essere riscoperti secondo il Telegraph, il rispettato quotidiano britannico, non foss’altro che dal suo belvedere si possono ammirare Perugia, Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Spoleto, Gualdo Cattaneo, Bevagna. Già questo vale il viaggio, se poi ci mettiamo un buon bicchiere di Sagrantino il colpo di fulmine scatta. Sagrantino che ha fortemente contribuito a far conoscere l’Umbria nel mondo e incrementa l’indotto turistico. Il Montefalco Sagrantino Docg è al centro in questi giorni della quarta edizione di “Anteprima Sagrantino 2014″ (19-20 febbraio), una vetrina che ruota intorno a due concetti chiave: autenticità e promozione del territorio. Al centro della due giorni la degustazione dell’annata 2014, di certo non tra le più facili. Numerosi gli eventi calendarizzati per far conoscere questo autentico tesoretto umbro. Duecento esperti provenienti da oltre venti paesi, centottanta etichette in degustazione, eventi in cantina, light lunch, degustazioni abbinate, visite, verticali e tre concorsi: “Sagrantino nel piatto”, dedicato agli chef, alla scoperta dell’abbinamento ideale; “Il Gran Premio del Sagrantino”, dedicato ai sommelier; “Etichetta d’autore”, per artisti, fumettisti e disegnatori, che potranno sbizzarrirsi a creare l’etichetta celebrativa dell’annata 2014. Una denominazione importante sotto l’aspetto dei numeri se consideriamo che il 16,7% della produzione di vino in Umbria è costituita da Montefalco Sagrantino Docg (6,3%) e Montefalco Doc (10,4%).

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Per Riccardo Cotarella, enologo e consulente (alla soglia dei cinquant’anni di carriera), è “un vino unico al mondo, così ricco di polifenoli che gli conferiscono carattere, un vino che parla del suo territorio, non ripetibile da nessun’altra parte con la stessa qualità, distinguibile per la quantità e per la composizione dei suoi tannini”. Insomma, un vino che inizia dove gli altri finiscono e che causa dei tannini richiede un invecchiamento obbligatorio di almeno 33 mesi, 12 dei quali in botti di rovere per la versione secca, cui segue un periodo di affinamento in bottiglia di almeno 4 mesi. Il Sagrantino ha saputo riscrivere la sua storia dagli anni ’90 a oggi: se allora prevaleva il gusto fruttato che tanto piaceva agli americani, con vini concentrati e muscolosi, oggi lo stile è più austero e rispettoso del varietale. Il Passito, che si sposa magnificamente con il cioccolato fondente al 70%, dà vita a vini di una complessità disarmante, che virano da intense sfumature speziate al fruttato maturo e all’incenso.

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Sagrantino che negli anni ha acquisito il posto che merita nel panorama dei vini blasonati. Dal 2000 ad oggi la superficie vitata Docg non solo si è quintuplicata, con i suoi 700 ettari odierni, ma sono nate nuove realtà vitivinicole interessanti che contribuiscono alla fama mondiale di questo vino con interpretazioni originali, per un totale di oltre 5 milioni di bottiglie nel 2016 (2 milioni di Sagrantino). Gli ettari vitati nella regione sono 13mila, pari all’1,9% di quelli nazionali e si contano ben 21 denominazioni di origine. I terreni migliori sono sulle colline intorno a Montefalco e Bevagna. Nel 2017 il 70% della produzione è volata per la maggior parte negli Usa (26%), in Germania (10%), in Cina (8%). Dati importanti che influiscono sull’economia del territorio.

Anteprima Sagrantino, un’ Umbria in grande spolvero. Da enogustare!(www.consorziomontefalco.it)