GRAND TASTING 2018: CINQUE DEGUSTAZIONI IMPERDIBILI FIRMATE VINITALY

La partecipazione al Grand Tasting è solo su invito. Ma capiamo cosa scegliere anche noi operatori del settore in questa edizione di Vinitaly così ricca di proposte e curiosità e con tanti nuovi buyers arruolati dall’estero, soprattutto da Canada, Cina e Russia. Oggi vi segnaliamo cinque degustazioni firmate da Veronafiere-Vinitaly, fil-rouge territorio, ricerca e innovazione. Si parte domenica 15 aprile con Ian D’Agata, direttore scientifico di Vinitaly International Academy, che conduce la degustazione con le Donne del Vino. Saranno presentati vini da viti anche di ottant’anni. Dieci le etichette da vigneti in gran parte ottuagenari per esaltare la biodiversità del nostro patrimonio vitivinicolo, mettendo insieme complessità e finezza. Il focus è sul vigneto storico italiano e sul suo restauro con pratiche che allunghino la vita delle piante, in contrapposizione ai massicci reimpianti degli ultimi 50 anni capaci di regalare vini dal timbro unico. Una ricchezza di biodiversità che distingue l’Italia nel mondo e che proprio per questo va tutelata con politiche economiche e di tutela del paesaggio adeguate e prioritarie.

(Ore 15 – Sala Tulipano – Palaexpo, ingresso A1, piano -1)

Con la seconda degustazione, in programma lunedì 16 aprile, ci spostiamo in Valpolicella con Masi, che porterà 30 anni di Amarone a Vinitaly. Sotto il coordinamento di Ian D’Agata, otto Amarone della Valpolicella Serego Alighieri e Cantina Privata Boscaini di annate dal 1988 al 2007. L’occasione è lo spunto per una riflessione sul contributo dato dal Gruppo Tecnico Masi, coordinato da Raffaele Boscaini, alla viticoltura delle Venezie in trent’anni di ricerche e divulgazione. Una degustazione orizzontale-verticale mette in luce le peculiarità dell’Amarone e l’evoluzione tecnico-scientifica che ne ha fatto un vino simbolo dell’Italia nel mondo.

(Ore 15 – Sala Argento 1 – Palaexpo, ingresso A2, piano -1)

E ora veniamo all’immenso terroir di Bolgheri, in Toscana, e focalizziamo l’attenzione e i sensi sul legame tra questo territorio, capace di regalare vini rossi di straordinaria complessità ed eleganza, e Pessac- Leognan, comune gemellato con Castagneto Carducci nella reciproca missione di realizzare grandi vini. Per presentare sei etichette tra le più famose Raoul Salama, degustatore internazionale e giornalista specializzato, non punta sulle assonanze produttive ma sul fattore umano. In degustazione lunedì 16 aprile i seguenti vini: Chateau Malalartic- Lagraviere 2009, Domaine de Chevalier 2009, Chateau Pape Clement 2009, Grattamacco 2010, Ornellaia 2010 e Guado al Tasso 2010. Presenti i titolari delle aziende.

(Ore 11 – Sala Argento1 – Palaexpo,  ingresso A2, piano -1)

La quarta degustazione, in calendario martedì 17 aprile, è con i vini curati da Riccardo Cotarella. Quindici vini da Francia, Italia, Giappone, Palestina, Romania, Russia e Stati Uniti, in collaborazione con Veronafiere e Wine Research Team WRT.  Cotarella racconta le sue creazioni come enologo e come viticoltore. Ad accompagnarlo Ian D’Agata e il giornalista Luciano Ferraro.

(Ore 15 – Sala Argento1 – Palaexpo,  ingresso A2, piano -1)

E veniamo all’ultima degustazione, mercoledì 18 aprile, condotta da Federico Ceretto e Ian D’Agata, relativa a cinque terroirs del Barolo e del Barbaresco raccontati attraverso cinque cru storici delle cantine Ceretto. Ceretto che oggi è tra le pochissime case vinicole di Langa con possedimenti in alcune delle vigne storiche e con rese di assoluta qualità. Ricordiamo Cannubi San Lorenzo in Barolo, Prapò a Serralunga d’Alba e Asili a Barbaresco. In degustazione vini di nuove e vecchie annate davvero imperdibili per gli estimatori del Piemonte.

(Ore  11 – Sala Tulipano – Palaexpo, ingresso A1, piano -1)