VINITALY, NUOVI MONOPOLI

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Nord America, con stati Unti e Canada, Russia e Cina sono i mercati con più appeal per gli espositori italiani. Un migliaio i nuovi professionisti (in gergo tecnico trader) da una sessantina di Paesi che si aggiungono agli operatori in visita (in totale 128mila nel 2017, di cui ben 7800 dal Nord America), che parteciperanno agli incontri b2b con le aziende e ai cosiddetti “walk around tasting” dei consorzi e ai grand tasting di Vinitaly. Presenti i monopoli di Canada e buyer da Usa, Russia e Cina, dove l’osservatorio di Vinitaly (Wine Monitor) prevede aumenti dell’import rispettivamente del 22,5-27,5 e 38,5% entro il 2022. Quest’anno l’incoming dagli Usa, primo mercato per l’export italiano con un valore di 1,6 miliardi di euro, vede una grande partecipazione di operatori commerciali anche dagli Stati interni come Colorado, Kansas, Missouri, Illinois. Mercati per i quali un’analisi di Nomisma Wine Monitor prevede una crescita del 22,5% entro il 2022.

Il Canada è il quinto mercato per le esportazioni di vino italiano (circa 80.000 hl nel 2017), con un trend in aumento (+9% in quantità, +8% in valore sul 2016). Da segnalare che l’incoming di buyer dal Canada è stato ulteriormente potenziato rispetto agli anni passati in collaborazione con Ice Canada, che ha portato a Vinitaly nuovi monopoli provinciali: Saq (Quebec), ANBL (New Brunswick), NSLC (Nuova Scozia), che si aggiungono a LCBO (Ontario), BCLDB (British Columbia), MBLL (Manitoba). Lunedì 16 aprile nello spazio wine2digital (primo piano, Palaexpo) l’incontro dal titolo “Destinazione Canada, opportunità per il vino italiano”, con i rappresentanti dei monopoli per una presentazione dei singoli mercati provinciali. Nonostante la forte concorrenza di Usa e Francia i vini italiani detengono il primato in quanto primo prodotto dell’export italiano in Canada.

La Russia torna a rivestire un ruolo strategico per il vino italiano. Oggi l’import  raggiunge quota 255 milioni di euro e secondo le previsioni di Nomisma l’aumento delle importazioni nei prossimi cinque anni è del 27,5%. Due le tipologie di buyer presenti:  grossi importatori da anni espositori a Vinitaly Russia con fatturati alti e e interessati ad espandere il proprio portfolio; aziende di dimensioni più piccole incentivate a trovare nuovi fornitori dall’Italia.

In Cina, sesta posizione tra i paesi importatori, l’Italia esporta vini per 143 milioni di euro. Le previsioni di incremento del vino italiano entro il 2022 si attestano sul 38,5%. Città di prima fascia sono Pechino, Shanghai, Hangzhou (sede di Alibaba) e Chengdu. Ma saranno coinvolti operatori anche dalle aree interne di seconda o addirittura terza fascia.

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Presso lo spazio wine2digital segnaliamo le seguenti degustazioni:

 L’eta del bianco (Vinitaly International Academy)
https://goo.gl/mRLKF5

– I Vini Dolci dell’Austria
https://goo.gl/XPxgZQ

– W3: Donne del vino nel mondo 
https://goo.gl/AgTeMy

-“Vini Santi”: un patrimonio italiano (Vinitaly International Academy)
https://goo.gl/9JFG7a

– Le 17 gemme della Borgogna, il Tastevinage Majors
https://goo.gl/N1yCq6

– Vino artigianale: Passato, Presente, Futuro
https://goo.gl/zzBkTB

– I vini di Ningxia, la considdetta Bordeaux cinese 
https://goo.gl/nqNfqu