LA FIESTA DEL VERDEJO di Francesca Fiocchi

Torno a parlare di Spagna, torno a parlare di Castiglia e Leon per l’XI Festa del Verdejo, una tradizione molto sentita da queste parti che celebra gli eleganti vini bianchi di Rueda. L’appuntamento è il prossimo 21 aprile a La Seca (Valladolid), nella Spagna nordoccidentale. E con  la festa non posso non parlarvi della strada del vino di Rueda e di Bodega Menade, grande protagonista del Verdejo, i cui vini ho già avuto modo di apprezzare durante i miei viaggi nella penisola iberica, un mondo latino che a partire dal prossimo autunno sarà sempre più protagonista su #WineStopAndGo con varie iniziative enogastronomiche e culturali. Ma su questo punto vi aggiornerò più avanti.

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Rueda, a nord di Madrid, è la regione del vino bianco più rinomato di Spagna, che ha ottenuto la Do (Rueda) nel 1980. In totale sono 13mila ettari di vigneti distribuiti in oltre 70 paesi, in un’area tra le città di Valladolid (57 comuni), Avila (2) e Segovia (17).  Una superficie viticola che dal 2000 al 2010 è raddoppiata. Siamo sull’altopiano del Duero con vigneti a circa 700 metri di altitudine, 300-500 ml di pioggia all’anno. Qui il Verdejo è il vitigno bianco più coltivato (85%), seguito da Viura (8,5%) e da Sauvignon Blanc (5%).

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Quello di La Seca è un terroir straordinario per i vigneti di Verdejo. Sono terre che conferiscono al vino autenticità, carattere e originalità. I Verdejo generalmente sono vini giovani, aromatici con molto estratto e frutto delicato. Ricchissima è la loro freschezza e frizzante la mineralità. Sono ariosi, eleganti, connotati da tattilità raffinata, acidità vivaci e croccanti, dal sentore simile al Sauvignon Blanc.

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Castiglia e Leon, la più grande comunità autonoma in Spagna, dove si trova più del 60% del patrimonio architettonico e artistico della nazione, tra cui 8 beni culturali del Patrimonio dell’umanità, la quota più alta tutelata dall’Unesco. Sottolineo che qui passa gran parte del Cammino della Lingua Castigliana, perché la regione ha avuto un’importanza enorme nella nascita e nello sviluppo del castigliano. Castiglia e Leon che sono tra le più importanti regioni vitivinicole spagnole. In bottiglia finisce  un patrimonio enologico secolare che coniuga tradizione e una modernità palpabile in alcuni Verdejo di più recente produzione.

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La prima bodega a conquistare fama e a credere nelle potenzialità del Verdejo facendone un prodotto di punta è stata Marques de Riscal. Oggi quasi tutti i grandi produttori spagnoli possiedono vigneti in quest’area: Torres, Codorniu, Chivite sono solo alcuni. Bodega Menade, a Rueda, appartiene ai fratelli Sanz, che con cinque generazioni di viticoltori ed enologi alle spalle nel 2005 hanno fondato Menade, il loro progetto. La proprietà si estende per 120 ettari di vigneti, piantati soprattutto a Verdejo e Sauvignon Blanc, la maggior parte di essi risalenti al periodo pre filossera. #WineStopAdGo coglie l’occasione per fare i migliori auguri al direttore Juanjo Calvo (in foto in copertina), da poco nominato presidente della Ruta del Vino de Rueda, un itinerario enogastronomico, culturale e di grande ricchezza paesaggistica e ambientale. Una strada del vino proclamata nel 2014 tra le migliori di Spagna. Non resta che partire…

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